Calder, la scultura in movimento

di Erica Fattori // pubblicato il 07 Ottobre, 2009

Per la prima volta Calder arriva a Roma con un’ampia mostra monografica a Palazzo delle Esposizioni (dal 23 ottobre 2009 al 14 febbraio 2010).

La scultura di Calder è fondamentalmente americana. Le caratteristiche più evidenti della sua arte sono quelle attribuite alla tradizione americana della «frontiera»: «quel rude vigore, unito a uno sguardo acutamente curioso» – come dice uno storico – «quella tendenza mentale, creativamente pratica, volta a cercare sempre nuovi espedienti, quella gagliarda comprensione delle cose materiali… quell’energia nervosa perennemente irrequieta, quella baldanza ed esuberanza, che sono un portato della libertà». In questo senso l’arte di Calder è un’espressione tradizionale della sua terra.

Il contributo più originale del Calder è: il suo ravvivare d’umorismo l’arte astratta. Nella sua scultura, attraverso la consapevole immissione dell’elemento giocoso, il Calder si mantiene indipendente dalla scuola dottrinale dell’arte astratta, così come da quella del surrealismo ortodosso. Al tempo stesso l’umorismo della sua opera è una sottile protesta contro la falsa serietà in arte e contro la presunzione dell’artista, sia esso un esploratore d’avanguardia o un accademico.

Le sue sculture realizzate con filo di ferro, i bronzi, le gouache, i disegni e i dipinti a olio vengono definite dallo stesso Sartre “...come il mare. ....come un motivo Jazz, unico effimero, come il cielo, come l’alba; se vi è sfuggito, vi è sfuggito per sempre”; mentre Bucarelli afferma che con la sua arte Calder “ha liberato l’uomo moderno dalla paura della macchina come motivo di inaridimento spirituale, offrendogli del suo mondo meccanico una pura espressione poetica da guardare con incantati occhi di fanciullo

La sua arte è un tripudio di forme, colori e movimenti reali che ci fanno concepire le sue opere come degli universi nel quale “ogni elemento può muoversi spostarsi oscillare avanti ed indietro in rapporto mutevole con ciascuno degli altri elementi”, da qui il nome di mobile arte in movimento. Negli anni trenta, però, ha realizzato anche i primi stabile, sculture statiche chiamate così da Jean Arp, a sottolineare la loro caratteristica di essere opere non cinetiche “cui bisogna camminarvi intorno o passarci in mezzo”, al contrario del mobile che “danza di fronte a te”. Sculture spesso colorate e pervase di una forte carica di vitalità, astrazioni geometriche anche monumentali come La Grande vitesse, Sabot o Spiny.

L’esposizione documenterà l’intero percorso creativo di Calder, attraverso un repertorio dei suoi lavori più importanti accanto ai quali saranno esposti alcuni sviluppi della sua ricerca meno noti al grande pubblico. Il percorso espositivo andrà dagli inizi figurativi, con olii, gouaches e wire sculpures (sculture di fil di ferro), ai bronzi degli anni Trenta, sino alla scoperta dell’arte astratta e alle invenzioni dei mobile e stabile.

Le grandi attrazioni della mostra romana saranno alcuni dei suoi più celebri mobile, da Untitled del 1933, uno dei primi esemplari di mobile, a 13 Spines del 1940, conservato ora al Museum Ludwig di Colonia, Roxbury Flurry del 1946 e Big Red del 1959 del Whitney Museum di New York, Cascading Flowers del 1949 della National Gallery of Art di Washington, Le 31 Janvier del 1950 del Pompidou di Parigi, The Y del 1960 proveniente dalla collezione Menil di Houston. Sarà esposto, inoltre, il mobile monumentale (il suo diametro supera gli otto metri) permanentemente collocato all’interno dell’aeroporto di Pittsburgh ed eccezionalmente concesso in prestito per la mostra al Palazzo delle Esposizioni.

Al secondo piano del Palazzo delle Esposizioni sarà esposta una nutrita selezione delle fotografie di Ugo Mulas su Calder scattate tra l’Europa e gli Stati Uniti nei lunghi anni della loro amicizia. Sarà inoltre allestita una retrospettiva dei film di autori diversi dedicati all’artista americano.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da 24 ORE Motta Cultura con marchio Federico Motta Editore.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

Alexander Calder
(Lawnton 22.07.1898/New York 11.11.1976)

  • La Grande vitesse 
    [1:5 maquette intermedia], 1969 
    Lamiera, bulloni e pittura 
    259.1 x 342.9 x 236.2 cm
    Calder Foundation, New York 
    © 2009 Calder Foundation, New York;
  • Little Spider - , c. 1940 
    Lamiera, filo di ferro e pittura 
    111.1 x 127 x 139.7 cm 
    National Gallery of Art, Washington, D.C. - Donazione di Mr. e Mrs. Klaus G. Perls, 1996 
    © 2009 Calder Foundation, New York 
  • Untitled
    Filo di ferro
    26.7 x 19.7 x 25.4 cm
    Calder Foundation, New York 
    © 2009 Calder Foundation, New York;
  • Cascading Flowers, 1949 
    Lamiera
    filo di ferro, pittura 
    223.5 x 259.1 cm 
    National Gallery of Art, Washington, D.C. - Donazione di Mr. and Mrs. Klaus G. Perls, 1966 
    © 2009 Calder Foundation, New York
  • Big Red, 1959 
    Lamiera, filo di ferro e pittura 
    188 x 289.6 cm 
    Whitney Museum of American Art, N.Y.
    Acquisto con i fondi dal Friends of the Whitney Museum of American Art e scambio, 1961
    © 2009 Calder Foundation, New York
  • Calder nello suo studio di New York City, inverno 1936
    fotografia di Herbert Matter


In copertina
Romulus and Remus, 1928
Filo di ferro e legno
77.5 x 316.2 x 66 cm
Solomon R. Guggenheim Museum,
New York, 1965
© 2009 Calder Foundation, New York

Mappa

Dove e quando

  • Date : 22 Ottobre, 2009 - 16 Febbraio, 2010
  • Indirizzo: Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale194, Roma
  • Sito web

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