C/O Berlin e le mostre sono servite su un edificio d’argento
di // pubblicato il 07 Dicembre, 2011
Lo scopo precipuo della mia visita era una mostra fotografica - tra l’altro molto interessante. Poi è successo l’inaspettato: mi sono pazzamente innamorato di questo luogo, dal punto di vista architettonico, oltre che dell’atmosfera che qui dentro si percepisce. Sto parlando del Kaiserlicher Postfuhramt dove la C/O Berlin (International forum for visual dialogues) organizza moltissime mostre, fondamentalmente di fotografia, ma dove le arti si compenetrano regalando allo spettatore dei risultati eccellenti. In questo edificio un tempo entravano cavalli che servivano a trasportare la posta da smistare, ecco perché nel nome è incluso il verbo fahren (viaggiare con un mezzo di trasporto).

Il Kaiserlicher Postfuhramt fu costruito tra il 1876 e il 1881 su progetto dell’architetto Carl Schwatlo. Il palazzo ha sempre mantenuto la sua destinazione originaria di ufficio centrale delle poste: si sono alternati imperi, regimi e repubbliche ma questo è sempre rimasto un luogo di passaggio per le migliaia di cartoline, bollette e corrispondenze dei cittadini berlinesi. Negli anni Settanta iniziarono i restauri per volontà del governo della DDR – Repubblica democratica Tedesca – ma i lavori non sono mai stati realmente terminati (i cantieri per conto della DDR sono rimasti incompiuti fino alla caduta del muro). Dopo alterne vicende che hanno visto l’architettura protagonista di ulteriori restauri, sedi di mostre e convegni dal 1989 al 2006, finalmente il Forum C/O Berlin ha preso in gestione una porzione dello spazio dove sviluppa da più di quattro anni progetti e mostre di contaminazione creativa che chiamano in causa le varie branchie dell’arte. Si parla già da più di un anno di ulteriori lavori di ristrutturazione, quasi come un accanimento terapeutico, che avrebbero dovuto avviarsi nel maggio del 2011. Questa data coincideva con la scadenza del contratto di locazione tra la C/O Berlin e la proprietà dello storico Postfuhramt; è stato inoltre paventato un eventuale cambiamento di destinazione. Pare che l’allarme sia parzialmente rientrato, ma non posso essere più preciso su questo visto che anche le voci ufficiali non mi hanno saputo spiegare bene cosa succederà nel prossimo futuro: tutto tace. Intanto noi continueremo a goderci questo meraviglioso spazio dove si può avvertire un forte contrasto tra l’attività attualissima del Forum C/O Berlin e l’architettura stessa.

Alzando i livelli di sensibilità si possono percepire gli umori delle persone che sono passate di qui, alla fine dell’Ottocento per esempio, per spedire pacchi o pagare debiti; o magari le persone che negli anni Ottanta del Novecento hanno spedito regali e lettere, ignari del controllo pre-consegna operato dalla famigerata polizia per la sicurezza nazionale (Stasi); oppure semplicemente tutte le energie impiegate dalle tante persone che qui si sono incontrate e, con tutta probabilità, scontrate a causa della leggendaria burocrazia teutonica. Provate a entrare e liberare la fantasia: è un po’ come quando si entra in una scuola di sera senza il rumore e la vitalità che i bambini lasciano ogni dove. Sarà un’esperienza interessante in un’atmosfera che oscilla, senza soluzione di continuità, tra il vivo e il fu; tra il crudo cemento e le foto di reportage che ci raccontano la nostra attualità. Una miscela esplosiva di energie contrastanti che, come nelle migliori reazioni chimiche, vi porterà a scoprire emozionanti angoli che le sole foto non potranno mai darvi: sono un po’ come due strade parallele, due organismi simbiotici che si alimentano a vicenda regalandoci emozioni uniche e dove a un certo punto non si riesce più a distinguere il confine tra ciò che vuol essere il discorso artistico della mostra specifica e l’edificio che la ospita. Il contenuto sfocia nel contenente e viceversa, dove il contenente sembra che lotti duramente per aggiudicarsi un po’ di quella meritata attenzione da parte dei visitatori. Una lotta meravigliosa che, ai miei occhi almeno, non ha vinti, ma solo due grandi vincitori. E parlando in generale, qui a Berlino il rapporto tra la dimensione e l’importanza dell’opera d’arte e lo spazio espositivo che lo ospita è un aspetto fondamentale per qualunque museo. Purtroppo i piani “visitabili” sono solo due e coincidono naturalmente con la parte espositiva presa in gestione da C/O Berlin.
