Bronzino val bene una mostra

di Marica Guccini // pubblicato il 24 Settembre, 2010

La domanda che nasce spontanea con banale candore è: perché non è stata fatta prima?

Perché dalla morte del Bronzino (1572) ad oggi non gli era ancora stata dedicata nessuna monografica?

Forse perché questa mostra poteva essere fatta solo a Firenze, lo spiega con chiarezza il curatore della mostra Antonio Natali, nonché direttore della Galleria più famosa della città e nel novero delle maggiori nel mondo (superfluo dirne il nome): solo in questa città, infatti, potevano essere prestate a un’altra istituzione museale 28 delle opere del Bronzino conservate agli Uffizi dove appunto, di per sé, è già presente una mostra permanente dedicata all’artista.
E Firenze aveva necessità di prepararsi a questo evento, di creare le sinergie necessarie ritrovate poi nel team di lavoro guidato da Antonio Natali e Carlo Falciani (uno dei maggiori esperti dell’artista). Senza poi l’incontro con Palazzo Strozzi e il suo “ammiraglio” (epiteto che gli vale per l’ampio raggio del suo sguardo) James Bradburne, non ci sarebbe stata concretizzazione possibile.
Perché dunque abbiamo aspettato tanto? Ciò che importa è che l’attesa ne è valsa il risultato.

Una settantina di dipinti dell’artista, pari all’80 % della sua intera produzione, sviscerano l’evoluzione artistica di quest’artista che, divenuto pittore di corte e ritrattista ufficiale alla corte dei Medici, rappresenta un tassello imprescindibile della storia dell’arte fiorentina nel Cinquecento e, pertanto, italiana tutta.

Continuando con i dati numerici che piacciono tanto, la mostra è inoltre occasione per vedere restituite al pubblico tre opere inedite, due delle quali documentate da Vasari: il Cristo crocifisso dipinto per Bartolomeo Panciatichi e il San Cosma, laterale destro che accompagnava la Pala per la Cappella di Eleonora di Toledo oggi a Besançon. Il terzo è un Cristo portacroce ascritto ai suoi ultimi anni di attività.

Opere di altissimo livello provenienti da ogni parte del mondo onorano e accrescono ulteriormente il valore della mostra. Come spiega la soprintendente Cristina Acidini nessun possessore sia un museo, un istituto ecclesiastico o altro, si priva facilmente di un’opera del Bronzino in quanto come accade spesso per i maggiori artisti, queste diventano il fulcro sul quale si costruisce un intero allestimento. Ma un lavoro capillare svolto anche in questo senso ha permesso di radunare la straordinaria mole di capolavori che ritroviamo oggi appese a parete oltre le porte di Palazzo Strozzi.
Un esempio è rappresentato dalla splendida Venere, amore e gelosia dei musei di Budapest, giunta a Firenze in quanto dalla città toscana è partita, proprio alla volta della capitale magiara, un’importantissima mostra sui tesori dei Medici che ha così riempito, seppure in maniera diversa, il vuoto lasciato dall’opera del Bronzino.

Altra grande importanza l’hanno indubbiamente avuta le operazioni di restauro lunghissime che stanno alle spalle di questo evento.
L’Opificio delle Pietre Dure ad esempio, oltre ad essere come consueto il partner della Fondazione Palazzo Strozzi per i problemi di conservazione delle opere d’arte, è stata occupata in una serie di importantissimi interventi di cui il più celebre e storicamente antico perché iniziato già nel 1985 e terminato solo nel 2009, è quello ai meravigliosi arazzi con Storie di Giuseppe i cui disegni furono forniti proprio dal Bronzino. Come si può ben vedere la mostra rappresenta quindi un tassello conclusivo di una attenzione e preparazione che ha visto la città muoversi ancor prima che ne nascesse l’idea, nella direzione di offrire al pubblico un nuovo ed eccelso “lavoro scientifico” che rimarrà, anche grazie al catalogo edito da Mandragora anche nella versione inglese, come testo base per gli studi nei prossimi decenni.
A questo pacchetto superbamente confezionato si unisce come di consueto la grande capacità comunicativa che Palazzo Strozzi mette in campo per accogliere, ma ancor più per stregare, i visitatori.
Nell’allestimento curato dall’architetto Luigi Cupellini, variamente lodato dal curatore Natali che vede in lui un professionista che conosce il significato della frase “estro messo a disposizione dell’assunto”, sotto ogni opera corre un ideale leggio con libri aperti che permettono di avere immediatamente a disposizione le informazioni basilari per inquadrare ogni opera. Accanto a questi, su altri, le filastrocche di Roberto Pimuni e alcune illustrazioni del senese Niccolò Angeli raccontano anche ai più piccoli questo mondo antico.

Non mancano le consuete iniziative: dal passaporto per Bronzino che permette di accedere gratuitamente alla mostra una volta raccolti i timbri necessari nelle altre istituzioni aderenti, al “Bagablio dell’artista”, una tracolla in pelle con motivi decorativi d’ispirazione rinascimentale contenente un kit per le famiglie pieni di testi, giochi e attività pratiche. Inoltre i fiorentini e i turisti in visita non si stupiscano se vedranno percorrere le loro strade da un narratore in bicicletta, pronto a fare conoscere l’arte del Bronzino nei parchi e nelle piazze di Firenze.

Di Bronzino e della mostra a lui dedicata nei prossimi quattro mesi verrà detto moltissimo. Arte e Arti dedicherà mensilmente all’artista e alle sue opere un approfondimento scelto per mettere in luce aspetti della vicenda meno “consueti”, veri punti di merito di questo evento fiorentino.

 

Dettagli

DIDASCALIA IMMAGINI
 

Agnolo di Cosimo detto Bronzino 
(Monticelli, Firenze 1503-Firenze 1572)

  • Venere, Amore e Gelosia (o Invidia)
    1550 circa, olio su tavola
    cm 192 x 142;
    con cornice cm 217,5 x 168,2 x 13
    Budapest, Szépmuvészeti Múzeum,
    inv. n. 163.
    Restaurato con il contributo di The Bank of America Merrill Lynch Art Conservation Programme
  •  Ritratto di Lucrezia Panciatichi
    1541-1545, olio su tavola
    cm 102 x 83,2
    Firenze, Galleria degli Uffizi,
     inv. 1890 n. 736

 

IN COPERTINA
Un particolare di
Eleonora di Toledo col figlio Giovanni
c. 1545 olio su tavola
115 x 96 cm
Firenze, Galleria degli Uffizi,
Inv. 1890 n. 748


Catalogo edito da Mandragora

Mappa

Dove e quando

Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici

  • Date : 24 Settembre, 2010 - 24 Gennaio, 2011
  • Indirizzo: Palazzo Strozzi, pazza Strozzi, Firenze
  • Sito web

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