Bring Your Own Bottle

di Gian Marco Manescalchi // pubblicato il 31 Gennaio, 2012

In Italia è raro, mentre all'estero si può trovare frequentemente l’acronimo BYOB vicino al nome del ristorante, specialmente nei paesi anglosassoni. Cosa si intende con questa dicitura ? Letteralmente “bring your own bottle” cioè porta la tua bottiglia, ed esprime la possibilità per il cliente di portare il vino, che il ristoratore gestirà dietro pagamento di un piccolo compenso per tenerlo alla giusta temperatura, stapparlo, servirlo con decanter/glaciette e bicchieri appropriati.
Il prezzo, al cambio attuale, può variare dai 3 ai 20 Euro a seconda del tipo di vino, del locale e del paese.

Iniziato negli Stati Uniti, questo nuovo modo di operare si è poi rapidamente diffuso in Canada, Australia, Nuova Zelanda ed Inghilterra. Anche in Francia esiste da tempo il movimento che promuove il cosiddetto "diritto di tappo". Il vero motivo per cui si è iniziato a proporre un simile servizio non è chiaro, ma un’ipotesi è che sia stato fatto per offrire la possibilità ai clienti di gustare vini di pregio che il locale non aveva nella propria carta. Successivamente è stato usato come leva di marketing per attirare più clientela offrendo un significativo risparmio sul conto, in virtù dei ricarichi che i ristoratori applicano sul prezzo d'acquisto della bottiglia. In alcuni paesi è anche una necessità, poichè numerosi locali non hanno la licenza per la vendita o somministrazione di alcolici. 

Per esperienza diretta a Sydney (Australia) molti ristoranti esibiscono la targa BYOB accanto all’entrata. Ed è curioso come, in zone dense di locali e vita notturna, siano presenti anche le cellar (enoteche) aperte fino a mezzanotte, che presentano finalità, stile ed arredamenti significativamente diversi dalle nostre. Sembrano infatti piccoli supermercati di sole bevande alcoliche ed analcoliche, attrezzati con grandi frigoriferi per vendere anche bottiglie già in temperatura. 

Entrare in un ristorante con la bottiglia in mano o nella busta della spesa risulta strano le prime volte, ma ci si abitua rapidamente e se ne apprezzano gli innegabili vantaggi: possibilità di spaziare ben oltre la carta dei vini proposta, di provare abbinamenti bizzarri, di risparmiare fino al 40% pur mantenendo alta la qualità della bottiglia.

Sarebbe apprezzabile se questa possibilità ci fosse anche in Italia, nonostante per il momento si dicano favorevoli solo pochissimi ristoratori.  Pur comprendendo la riluttanza al BYOB di coloro che investono anni e denari per creare una cantina di pregio, è chiaro che questo tipo servizio non sia adatto solo ai locali in cui la carta dei vini non è particolamente lunga o curata. Diventa una possibilità di scelta che si lascia al cliente, che può decidere liberamente se approfittarne o meno.    

Bybo 1

Due parole su questa nuova rubrica. Enogastronomia e non solo...
Nel vocabolario è scritto che deriva dal greco oinos (vino), gaster (stomaco) e nomos ( regola). Si tratta quindi di una parola composta che racchiude in sé l’enologia (scienza del vino) e la gastronomia (tecniche culinarie).
Nel linguaggio quotidiano è invece l'arte della buona cucina unita alla conoscenza del buon vino e del loro abbinamento.
Il termine è riduttivo in quanto il mondo dell'alimentazione non è solo cibo e vino, ma, insieme all’ampia gamma di alimenti, esiste un’infinita varietà di bevande che vanno dall'acqua ai distillati passando per il tè , il caffè, la birra, e molto altro ancora.
Oggi con questo termine si tende ad identificare tutto il mondo dell'alimentazione, forse per semplicità. Sagre, fiere ed eventi enogastronomici sono annunciati in giornali e riviste specializzate, ma poi l’offerta per i partecipanti non si limita al solo cibo e vino, per cui  la si può considerare l'espressione letteraria più diffusa per indicare “l'arte di regolar lo stomaco" e da questo partiremo.
Esploreremo i singoli alimenti dalla coltivazione alla degustazione. Valorizzeremo gli alimenti che fanno parte del nostro quotidiano e quelli che consideriamo compagni di particolari momenti di convivialità, di piacere o di relax. Spazieremo tra gli abbinamenti più classici e quelli più spregiudicati. Ricercheremo le novità , le curiosità e le innovazioni. Viaggeremo alla scoperta di cibi e bevande appartenenti ad altri popoli e culture.
Se mangiare e bere sono necessità imprescindibili quotidiane, perchè non farle in modo piacevole oltre che corretto e sostenibile ?
Strada facendo cercheremo di percorrere tutti questi ambiti.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Bring your own bottle (foto © Andrea Mancaniello – 2012)

In copertina:
Byob (foto © Andrea Mancaniello – 201)