Breve storia di un principe

di Luigi Conidi // pubblicato il 01 Novembre, 2012

L'avanzamento economico e sociale di molti paesi europei può spesso far dimenticare che siano regni piuttosto che repubbliche; Belgio, Spagna, Olanda e naturalmente Regno Unito – per dirne alcune – sono ancora nazioni monarchiche. La presenza di una famiglia reale permette di incanalare una certa idea di Stato, di stabilità, di ordine che soprassiede anche alla legittimità democratica di rappresentanti eletti. Non stupisce allora l'entusiasmo dei britannici quando, con l'accessione al trono di re Giacomo I nel 1603, si ritrovarono ad avere finalmente una famiglia reale “leggibile”, dopo l'epoca prospera ma atipica dei Tudor. Enrico VIII, con i suoi sei matrimoni, aveva lasciato una certa confusione in materia di eredi (tra cui Jane Grey, decapitata per tradimento a 17 anni, e dopo nove giorni di regno) che si placò solo con Elisabetta I. La grande e compianta regina, però, non procreò mai; fu così che, dopo l'unione delle corone di Scozia e Inghilterra, la famiglia Stuart poté fornire un'agognata continuità al regno.
Isaac Oliver, Henry, Principe del Galles, c. 1610-12
Più del re Giacomo, le aspettative dei sudditi si riversarono sul primogenito, il principe Enrico, finalmente un chiaro erede al trono; ma che sovrano non diventò mai, e la cui memoria fu a lungo offuscata. A cinquecento anni dalla sua morte, la National Portrait Gallery ha allestito quella che è la prima mostra su questa affascinante figura che, nella brevità della sua vita, è riuscita a catalizzare l'attenzione di un regno e a diventare il centro di cambiamenti e innovazioni culturali all'interno della corte (e della società) inglese. Dal titolo evocativo, The Lost Prince: The life and death of Henry Stuart si svolge dal 18 Ottobre 2012 al 13 Gennaio 2013, e coniuga due intenti propri alla Gallery: lo studio e l'apprezzamento dell'arte ritrattistica assieme ad un progetto di ricostruzione biografica (in cui i ritratti sono, in fondo, fotogrammi molto particolari).
Hans Holbein il Giovane, Elizabeth, Lady Vaux, c. 1536,
Affrontata con estremo zelo, questa esposizione su Henry Stuart è una vera e propria opera di “restauro” della memoria, riunendo ritratti, oggetti personali, artefatti provenienti dalle collezioni del principe e produzioni da lui stesso ispirate. Già da giovanissimo, l'interesse di Henry per l'arte, le scienze, la navigazione e la guerra è fissato in carteggi, libri, esercizi. In suo onore e per sua volontà si organizzavano feste e pantomime con i contributi del celebre commediografo Ben Jonson e dell'architetto e scenografo Inigo Jones (in mostra si trovano alcuni suoi schizzi per il set di Oberon, particolarmente immaginifici). Appassionato di esplorazione, promosse una spedizione – che non ebbe buon fine – per trovare il famigerato “passaggio a nordovest”, e seguì con interesse la colonizzazione del Nord America, cominciata proprio sotto il regno di Giacomo I. Assemblò la più grande biblioteca di Inghilterra e, se non fosse morto così giovane, avrebbe probabilmente costituito una collezione d'arte invidiabile, attingendo in maniera onnivora da pittori fiamminghi, manufatti antichi e sculture italiane rinascimentali (di queste ebbe la prima collezione del regno).
Inigo Jones, Costume per Oberon, Principe delle Fate, 1610,
Ucciso a 19 anni dal tifo – e infrangendo così le speranze del popolo britannico – ancora forniva spunti ai suoi compatrioti. Per lui vennero composte numerose messe e alcuni esempi molto originali di poesia funebre: esposti nell'ultima stanza, questi volumi listati a lutto furono interamente stampati bianco su nero, piegando in maniera insolita la tecnologia di stampa dell'epoca. Il pezzo forte, però, è costituito proprio dai ritratti del principe ad opera del pittore di corte Robert Peake (ca. 1551-1619). Le sue tele rappresentano infatti l'erede al trono in pose sempre più atletiche in contrasto con la ritrattistica regale dell'epoca, improntata alla calma e compostezza. Henry figura a cavallo, a caccia, in esterni e con la spada sfoderata. Disegnando il dinamismo e la motilità del giovane che si trovava ad incarnare il futuro di un intero regno, Peake a sua volta innova all'interno del proprio genere. Il minor ordine e l'aumentata naturalezza che predominano in queste opere potrebbero anche corrispondere a un diverso bisogno di dar senso ad una monarchia finalmente più decifrabile; una sorta di “rilassamento rappresentativo”.
Robert Peake, Il Principe Henry a cavallo, c. 1606-8,
La maestria di Peake si esprime anche nella sua replica meticolosa di abiti, drappeggi e tappeti. Allo stesso modo, la collezione d'arte di Henry sembra concentrarsi soprattutto su dipinti che rappresentano effetti ottici o di superficie, come increspature, diffrazioni del vetro o giochi prospettici. Questa attenzione ossessiva al dettaglio è indicativa di un passaggio dal rinascimento al barocco inglesi; e in effetti, in questa raccolta di oggetti e opere, emergono sia le piccole fissazioni di una corte che i grandi cambiamenti artistici e scientifici in un'epoca di transizione.
1. Robert Peake, Il Principe Henry e Robert Devereux, 3° Conte di Essex, c. 1605,
La breve vita di Henry riesce comunque ad offrire un'ampia vista sul suo tempo, e a fornire un importante esempio di come le aspettative piazzate su una monarchia possano mettere in moto meccanismi di accentramento e produzione culturale. Proprio come, molti secoli dopo gli Stuart, anche i Windsor sono riusciti a fare. In tempi diversi ma – dal matrimonio al Giubileo – non con minore intensità: in un florilegio di plastica, maschere e bandierine.

 

Traduzioni

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Isaac Oliver, Henry, Principe del Galles, c. 1610-12 (The Royal Collection Photo: Supplied by Royal Collection Trust / © HM Queen Elizabeth II 2012)
  2. Hans Holbein il Giovane, Elizabeth, Lady Vaux, c. 1536,
    (dalla collezione di Henry Stuart)
    (The Royal Collection Photo: Supplied by Royal Collection Trust / © HM Queen Elizabeth II 2012)
  3. Inigo Jones, Costume per Oberon, Principe delle Fate, 1610, (The Trustees of the Chatsworth Settlement Photo: © Devonshire Collection, Chatsworth. Reproduced by permission of Chatsworth Settlement Trustees)
  4. Robert Peake, Il Principe Henry a cavallo, c. 1606-8,
    From The Collection at Parham House, Pulborough
    (Photo: © Michael Donne)
  5. 1. Robert Peake, Il Principe Henry e Robert Devereux, 3° Conte di Essex, c. 1605, (The Royal Collection Photo: Supplied by Royal Collection Trust / © HM Queen Elizabeth II 2012)

In copertina:
Un particolare da Isaac Oliver, Henry, Principe del Galles, c. 1610-12 (The Royal Collection Photo: Supplied by Royal Collection Trust / © HM Queen Elizabeth II 2012)

Mappa

Dove e quando

The Lost Prince: The Life & Death of Henry Stuart

  • Date : 18 Ottobre, 2012 - 13 Gennaio, 2013
  • Sito web

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