Branciaroli in guepiere e tacchi rossi regge da solo l’Edipo, in scena al Piccolo di Milano

di Carmelo Antonio Zapparrata // pubblicato il 08 Maggio, 2010

Franco Branciaroli (1947), storico attore della scena italiana degli ultimi decenni del ‘900, con alle spalle un grandissimo numero di ruoli interpretati e feconde esperienze collaborative con personalità di primissimo piano, quali Giovanni Testori, Luca Ronconi e Carmelo Bene per il teatro e Antonioni, Brass e Faenza per il cinema, si confronta col dramma di Sofocle in scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano.
 
Nel triplice ruolo di Edipo, Tiresia e Giocasta, Franco imbriglia il dramma di Sofocle su regia di Antonio Calenda – per lui è già interprete in Don Chisciotte e Vita di Galileo, direttore dello stabile del Friuli Venezia Giula dal 1995. Parametri di riferimento per l’impostazione registica sono, come lo stesso Calenda enuncia, le teorie di Sigmund Freud e quelle di René Girard sulle dinamiche sociali.

Lasciando parlare lo stesso Calenda: “In questo Edipo Re, abbiamo voluto tratteggiare il protagonista evocando echi di teoremi freudiani, un viaggio fra le ombre e l’ignoto della psiche: perciò nella nostra visione, in Edipo si condensano, quasi come in momenti di trance, più personaggi della tragedia”.

Ecco allora che la struttura della scena, firmata da Bisleri, appare chiara: una camera scura con retaggi marmorei di architetture classiche, al suo intero un letto da studio di psicanalisi e una sedia dove lo psicanalista - sempre di spalle verso al pubblico durante lo spettacolo - si rivelerà alla fine del dramma essere un doppio di Edipo. Edipo, in una riscrittura e rielaborazione del dramma anche con tagli ironici, rivive in questa seduta l’intero dramma, fagocitando personaggi, dinamiche, movimenti. Sole presenze risultano quelle apparizioni del coro (tutto al maschile), sorta di fantasmi della mente, e quelle di Creonte e dei pastori. Esiste solo Branciaroli/Edipo, sempre tra sonno e veglia, sul suo lettino da psicoanalisi, col quale pare che abbia un rapporto di attaccamento viscerale. Necessità profonda della purga di analisi ed esternalizzazione del male?
 
In fin dei conti pur trovandoci nel XXI secolo la tradizione del grande attore italiano non pare minimamente tramontata e se negli spettacoli di Salvini, Zacconi, la Duse l’unico pilastro fondante dell’intera operazione scenica erano proprio loro anche qui, la ben meritata eredità di Branciaroli risulta assorbire la linfa dell’intero processo di rappresentazione. Non vi è dramma, non vi sono dinamiche di conflitto, vi è solamente un grande interprete in un ampio monologo nei panni del re di Tebe.

 

Dettagli

Edipo Re
traduzione Raul Montanari
regia Antonio Calenda
con Franco Branciaroli 
scene Pier Paolo Bisleri
costumi Stefano Nicolao
musiche Giacomo Mazzocchetti
luci Gigi Saccomandi

Produzione
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Teatro de gli Incamminati, Teatro di Messina


Piccolo Teatro Strehler, Milano,
dal 13 al 30 aprile 2010

Mappa

Dove e quando

  • Indirizzo: Teatro Strelher, Largo Greppi, Milano
  • Sito web