Bologna si riapre ad Arte Fiera
di // pubblicato il 29 Gennaio, 2011
La “Dotta”, come ogni anno, sente irrefrenabile il richiamo dell’arte e come da copione accoglie dal 28 al 31 gennaio 2011 la 35a edizione di Arte Fiera Art First. La kermesse di fama internazionale ha preservato, negli anni, il proprio ruolo di grande e variopinta vetrina del mercato dell’arte mondiale nonché l’identità di valorizzazione e promozione della ricerca artistica italiana dai primi del Novecento alle tendenze attuali.
A fare da tramite tra i collezionisti, gli investitori e i tanti appassionati sono più di 200 gallerie suddivise in tre settori dedicati all’arte moderna, contemporanea e alle ultime tendenze. Virando leggermente da quello che è stato il passato, quest’anno si è deciso di dare maggiore spazio alle Gallerie Giovani con alle spalle non più di 5 anni di attività: i giovani che fanno capolino dagli stand aprono agli avventori il sipario su neonate realtà commerciali pronte ad affiancarsi ad alcune vere e proprie istituzioni del settore.
La decisione di promuovere la creatività giovane, tanta quanto l’esperienza delle stesse, fa di queste gallerie delle ottime vetrine sul mondo artistico contemporaneo. Particolarmente evidente è l’omogeneità delle scelte espositive, dal momento che la maggior parte ha deciso di puntare su un singolo artista trasformando il proprio stand in una sorta di catalogo tridimensionale dell’operato di quest’ultimo; è altresì curioso il fatto che il medesimo genio creativo venga condiviso da più spazi, nei quali è facile trovare in bella mostra le stesse opere viste poco prima qualche metro più in là.
In linea generale ciò che emerge in maniera preponderante è la totale riscoperta dello strumento pittorico costretto a dialogare con supporti non convenzionali e non abitualmente di sua pertinenza; alluminio e altri metalli diventano i sostegni su cui si reggono opere di grande formato, mentre la fotografia e la manipolazione digitale diventano un altro mezzo di comunicazione variamente utilizzato.
Accanto alle opere d’arte, nello spazio Art Talks la tavola rotonda Art Education Programs, organizzata da IACCCA – International Association of Corporate Collections of Contemporary Art, utilizzerà gli ambienti fieristici per presentarsi al pubblico italiano e discutere delle forme di “educazione artistica” promosse da aziende con collezioni d’arte contemporanea. Sempre attiva è, infatti, la proposta di congressi e riunioni con lo scopo di sollevare particolari tematiche nel tentativo di fornire sempre nuovi spunti di discussione in merito.
Anche quest’anno, poi, Arte Fiera ospita due Premi dedicati ai giovani talenti: la quinta edizione del Premio Euromobil Under 30, rivolto agli artisti sotto i trent’anni promossi dalle gallerie presenti in fiera e selezionati da una preparata giuria di critici e l’ottava edizione del Premio Furla, finalizzato all’elezione dell’ artista contemporaneo più meritevole. Padrino nella scelta dell’eccellenza artistica è Christian Boltansky, maestro nella sperimentazione strumentale e nella resa di delicati temi umani.
Particolarmente ricca è poi la proposta di eventi sparsi un po’ ovunque nel capoluogo emiliano. Il lavoro sinergico di fondazioni, istituzioni e privati porta Bologna ad accogliere importanti interpreti della scena artistica mondiale: al MAMbo si inaugura la mostra In search of… dell’americano Matthew Day Jackson, mentre nell’Aula Magna di Santa Lucia la performer Marina Abramovic incontra un pubblico di amatori nell’ambito di Lady Performance, commentando di persona la proiezione in anteprima italiana del filmato Seven Easy Pieces (sette performance storiche di famosi artisti contemporanei) già esposto al MoMA di New York; altri nomi celebri si rapporteranno alla città andando ad impreziosire con la loro presenza il “mantello” di arte pura che avvolge il centro storico.
‘15 sono le location della 6° edizione di Bologna Art First, 22 gli artisti e il protagonista principale è, come nel romanzo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” , il fruitore che può crearsi un percorso personalizzato. Il “tema” della mostra non è un tema, ma l’invito ad accettare che anche la molteplicità e diversità possono essere coerenti. Ogni artista partecipante si è confrontato sia con il background storico-culturale e il contesto architettonico sia con la situazione attuale del suo spazio espositivo’ così spiega Julia Draganovic, curatrice di Bologna Art First, contenitore di decine di eventi che fino al 27 febbraio animeranno alcuni luoghi storici del capoluogo.
Mutuando il titolo dal famoso romanzo di Italo Calvino del 1979, ogni persona è chiamata ad indossare le vesti di viaggiatore all’interno della propria città, fermandosi come solitamente si fa nei luoghi di maggior interesse artistico, arricchiti questa volta da temporanee presenze e fugaci apparizioni. Nell’era dei social network virtuali in cui il rapporto tra gli esseri umani sembra essere mediato dalle macchine, grande spazio viene dato alla performance e conseguentemente ad un approccio all’arte che fa della relazione tra corpo e ambiente così come tra l’artista e il pubblico, la linfa vitale senza la quale non potrebbe esistere.
Sissi presenterà per esempio, l’11 febbraio presso il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio una lezione sull’anatomia con i tratti di uno studio artistico che combina i concetti di “fisico” di Louise Bourgeois con le idee di Matthew Barney, per creare un’anatomia parallela resa non solo palpabile ma anche penetrabile.
Un ricco carnet di eventi, insomma, che ci dà la misura di quanto necessario sia per l’arte vagare nello spazio e nel tempo e di quanto sia per lei vitale espandersi, assumere forme sempre diverse mantenendo intatta l’essenza… del resto ogni volta l’arte deve essere invenzione, riscoperta e rivelazione.