Bologna avanguardia futurista

di Martina Tinti // pubblicato il 06 Febbraio, 2009

Quest' anno 2009 con la ricorrenza del centenario della nascita del Futurismo è una grande occasione per fare un punto della situazione su quello che è successo negli anni di diffusione del movimento soprattutto in Italia. Si sono aperte e si apriranno innumerevoli mostre che tenteranno di dare una propria luce su che cosa ha significato “futurismo” all'interno dei singoli contesti per capire certamente in modo più accurato che effetto ha avuto realmente nel panorama artistico e culturale della penisola. 

A Bologna una esposizione all'interno della sede della Fondazione Carisbo curata da Beatrice Buscaroli “5 febbraio 1909 Bologna avanguardia futurista” il cui motivo ideatore principale si basa sul fatto che il testo marinettiano sui principi letterari del futurismo è apparso prima che su “ Le Figaro” il 20 febbraio del 1909 a Parigi, sulla “Gazzetta dell'Emilia” di Bologna il 5 febbraio, sancendo così di fatto la nascita del Movimento prima della sua risonanza a livello europeo dalle pagine del famoso quotidiano parigino. Una strana ironia per una città che Marinetti stesso definiva “professorale e passatista”.

A parte questa tempestiva segnalazione del giornale bolognese, la città di Bologna partecipò al Futurismo in modo ambiguo, sebbene tra i suoi concittadini ci siano personaggi che possono definirsi realmente futuristi. La nascita dei primi fermenti futuristi bolognesi avviene all'interno dell'Accademia di Belle Arti con il corredo immancabile di risse che accompagnavano spesso le serate provocatorie dei futuristi e l'attività propagandistica di Marinetti all'interno dell'Università.
L'evento che può essere considerato come primo effetto del futurismo a Bologna è la mostra-bliz tenutasi nei sotterranei dell'Hotel Baglioni nella sera tra il 20 e il 21 marzo 1914.

La mostra è stata ricostruita per quanto possibile con le opere originali e presentava giovani studenti dell'Accademia: Osvaldo Licini, Severo Pozzati, conosciuto in seguito come Sepo, Mario Bacchelli, Giacomo Vespignani e Giorgio Morandi. Solo Vespignani continuò un proprio percorso che si può definire futurista, per gli altri invece la partecipazione alla mostra ne sancisce quasi la lontananza successiva. Bacchelli distruggerà molte opere, Morandi interrogato da Ragghianti sull'avvenimento sostenne di non ricordarsi di aver mai conosciuto esponenti del futurismo nè di avere mai esposto opere in mostre futuriste, mentre egli era presente alla mostra con ben 20 pezzi. L'esposizione venne definita futurista dal pubblico e non dalla critica, poichè pochi erano gli esempi presenti.
La parola Futurismo dava la possibilità di far rientrare sotto di sè giovani artisti che desideravano scostarsi dalle accademie per avere visibilità nuova e diversa non seguendone sempre i dettami specifici. Era quindi occasione di poter porsi come una novità e anche avere una buona pubblicità.

Una vera partecipazione futurista a Bologna si ebbe con Athos Casarini, Angelo Caviglioni e soprattutto Guglielmo Sansoni in arte Tato a partire dal '22 e con la partecipazione dei grandi futuristi italiani in diverse esposizioni e serate. Importante la figura di Casarini che fece conoscere il movimento negli Stati Uniti, ma più significativa quella di Tato, eccentico ed eclettico che più di tutti fa proprio l'ideale di arte-vita con la creazione di una Casa d'Arte. A lui è dedicata una piccola mostra nella mostra con pezzi legati all'Aereopittura della quale è uno degli esponenti e i bellissimi mobili del Salotto di Italo Balbo. Figura decisamente sopra le righe della quale si trovano informazioni molto divertenti in mostra, come ad esempio l'organizzazzione del suo stesso funerale con tanto di carro funebre nel 1920 per celebrare la morte del vecchio Gugliemo Sansoni e la nascita del nuovo futurista Tato!

Molto interessante il catalogo edito da Bononia University Press per i preziosi contributi e le gustose notizie di tempi ormai conclusi.
 

 

Dettagli

5 febbraio 1909 Bologna avanguardia futurista
Casa Saraceni, via Farini 15
Fino al 30 aprile 2009 

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Filippo T. Marnetti
    Parole in libertà-bombardamento sola igiene,1915
    Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
  • Athos Casarini
    dinamismo di Metropoli (New York), 1912
    Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
  • Tato
    Tato racconTato da Tato. 20 anni di futurismo, Milano, 1941
    Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna