Bobo Rondelli in ricordo di Andrea Cambi
di // pubblicato il 10 Marzo, 2010
Chi non è più giovanissimo si ricorderà che nei primi anni '90, molto prima dell'avvento di Zelig, un varietà televisivo comico, trasmesso su varie emittenti locali tramite il circuito nazionale Cinquestelle, riscosse un gran successo di pubblico.
Il programma si chiamava Vernice Fresca che poi nel 1995 approdò per un breve periodo anche su Videomusic con il titolo di Aria Fresca.
Il conduttore della trasmissione era Carlo Conti, adesso a Rai Uno, e i protagonisti era tutti o quasi comici toscani, tra cui Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello che di lì a poco avrebbero conquistato la ribalta nazionale.
Ma tra i comici di quel fortunato varietà, c'era anche Andrea Cambi, forse il più bravo di tutti, scomparso circa un anno fa, sopraffatto da una brutta malattia. Eclettico e geniale, Cambi amava l'improvvisazione e la sperimentazione. La sua comicità era caratterizzata da monologhi surreali e personaggi cinici e improbabili, come il barista Normans a cui era rimasto un tappino incastrato in gola e riusciva a parlare solo battendosi il gozzo.
Ma Andrea Cambi era anche un uomo molto fragile che si portava dentro un profondo malessere. Dai suoi sorrisi a denti stretti traspariva tutta la sua amarezza e la sua difficoltà di vivere. E proprio questa sua condizione lo ha sempre reso refrattario ai grandi palcoscenici e al successo.
Adesso il Teatro Dante di Campi Bisenzio e il suo direttore artistico Alessandro Benvenuti hanno giustamente deciso di ricordare il talentuoso comico toscano con una rassegna intitolata “Il Toscanaccio” che propone spettacoli di artisti che con lui hanno condiviso parte del suo percorso di vita e della sua poetica, introdotti da alcuni corti dei quali è stato protagonista.
“Mi ha mosso il desiderio di sottolineare la figura artistica di Andrea – spiega Benvenuti - Per me Cambi è stato un appuntamento mancato, uno di quei personaggi che hanno avuto meno fortuna di quanta ne meritassero, e vorrei che giustizia fosse fatta”.
E chi meglio di Bobo Rondelli poteva rendere omaggio al comico scomparso, lui che oltre ad essere stato uno dei suoi migliori amici è forse l'artista toscano che più gli si avvicina per indole e talento.
Il cantante livornese tutto “genio e sregolatezza” lo scorso 4 marzo ha presentato davanti ad una platea appassionata il suo ultimo album “Per amor del cielo”, dando vita ad uno spettacolo che ha alternato momenti esilaranti ad altri di profonda commozione, passando da ballate romantiche in cui rievoca la sua giovinezza trascorsa tra i quartieri popolari dell'amata Livorno, a canzoni in cui prevale il lato amaro e rabbioso e dove assurgono a protagonisti, gli emarginati, gli incompresi e i reietti della società.
Il momento più toccante, verso la fine del concerto, quando il cantastorie labronico ha incantato il pubblico con una splendida versione di “Lungo treno del Sud” canzone scritta dal suo conterraneo Piero Ciampi. Treno ideale e senza una meta definita su cui Bobo Rondelli si è immaginato che l'autore stia adesso viaggiando in compagnia di Andrea Cambi.
Sono uscito dal teatro arricchito e rinfrancato dalla consapevolezza che esistono ancora, malgrado tutto, gli artisti liberi.