Big Bang e la storia inizia una frazione di secondo dopo

di Cinzia Colzi // pubblicato il 01 Marzo, 2009

In epoca di omologazione e, conseguentemente, di limitazione individuale, crea non poca invidia la straordinaria libertà intellettuale di Padova ai tempi del Galilei e lo constaterete visitando "Il futuro di Galileo" inaugurata venerdì 27 febbraio nei nuovissimi spazi del Centro Culturale Altinate (riconversione per fini culturali e politiche giovanili delle strutture dell'ex Tribunale), in pieno centro storico padovano, un'area interessata in età romana dal passaggio della Via Annia.

Dalle ricerche e dalle intuizioni di Galileo, un inedito omaggio alla sua modernità alla capacità di farsi precursore e innovatore in campi successivamente esplorati, un percorso attraverso gli sviluppi delle conoscenze che dal Seicento arrivano alle attuali sfide della scienza e della tecnica.
Mostra interattiva e innovativa concepita, non per gli amanti dell'arte, ma come divulgazione scientifica, propone antiche strumentazioni accanto a modernissime, esperimenti e simulazioni multimediali per agevolare la comprensione del ruolo della scienza contemporanea.
I diversi livelli di lettura e le svariate modalità di fruizione la rendono accessibile al pubblico di tutte le età e di ogni livello di istruzione con un occhio di riguardo per gli studenti.

Infatti, oltre al servizio di guida didattica, come ulteriore contributo al pubblico scolastico, sono stati organizzati laboratori per approfondire specifiche tematiche collocabili nei programmi scolastici (offerta anche la possibilità di costruire un vero canocchiale).

Ideato dallo Studio Gris e con il progetto grafico di Peter Paul Eberle, l'allestimento si ispira per colori, forme e materiali ad alcune suggestioni: il nero e il bianco, colori-non colori (buio e luce rappresentati nella figura dell’eclisse), mentre i colori dello spettro stellare appartengono al futuro di Galileo derivando da teorie, esperimenti e osservazioni sempre più evoluti. La forma circolare (disco, cilindro, tubo) ricorre sia nei disegni, sia nei componenti degli antichi cannocchiali e dei moderni telescopi. Lo specchio (materiale fondamentale nella costruzione delle lenti) appare proprio da Galileo in poi negli strumenti di osservazione.
Tale allestimento, quindi, si compone di tre elementi principali: imponenti pareti luminose (ognuna con immagini significative, che scandiscono la successione delle sette sezioni), pareti perimetrali che rivestono completamente le sale (creando una dimensione “altra” rispetto alla realtà esterna) ed espositori circolari distribuiti liberamente nello spazio. 

Il visitatore, entrando in ogni sala, si trova di fronte un'immagine luminosa di forte impatto riferita al futuro di Galileo (una nebulosa osservata con il telescopio Hubble, la curvatura dello spazio-tempo della Relatività di Einstein, una rappresentazione del vuoto quantistico ... ) poi, come in un flash back, torna al passato percorrendo i passi che hanno portato a quella visione.
Al termine del percorso, arrivato al futuro, potrà ancora voltarsi a osservare il passato, confrontandosi con un’immagine tratta da un disegno o da uno scritto seicentesco proprio in quegli espositori muniti, ove serve, di lente per i dettagli anche di strumenti scientifici. Le postazioni interattive con testi digitali sono di elementare consultazione.
Le pareti perimetrali sono prevalentemente supporto per contenuti espressi attraverso testi e grandi immagini e per i tredici exhibit che riproducono esperimenti antichi e attuali.
In alto dischi specchianti (cielini) richiamano i materiali dei telescopi e consentono di moltiplicare idealmente la profondità della stanza oltrepassandone i limiti.

Nell' anno Internazionale dell'Astronomia, la prima sezione è dedicata al cannocchiale poi, da Galileo fino agli strumenti di nuova generazione, la sezione sui moti dei corpi (da Galileo a Einstein) e quella sulla scienza dei materiali che si spinge fino alle moderne nanotecnologie. Nella quarta scoprirete il vuoto, proseguendo, sarà la luce a sorprendervi (dalla congettura galileiana che essa abbia velocità finita fino alla moderna teoria che vede la luce comportarsi come onda o come corpuscolo a seconda dei casi sperimentalmente indagati). Nella sesta sezione lo studio dell' universo e degli oggetti sempre più piccoli (dall'invenzione del microscopio, gli sviluppi della microscopia con le applicazioni alla biologia e alle geoscienze, i moderni acceleratori di particelle, i più potenti microscopi) l'infinitamente piccolo che svela l'infinitamente grande. Infine, un viaggio nella storia dell'Universo, dal Big Bang a oggi, con i quesiti più attuali.
Cos'è la materia oscura?
Cos'è l'energia oscura?
Qual'è il destino dell'universo?


Ideata e curata da Giulio Peruzzi e Sofia Talas, una mostra frutto di sinergie profuse da sei dipartimenti e istituti universitari che vi catturerà (non crediate di riuscire a uscire dopo un'oretta di visita perché tornerete più volte sui vostri passi per approfondire sale precentemente viste).
Il catalogo edito da Skira è di supporto con importanti testi di approfondimento.

Mi concedete due numerini in chiusura?
9,5 miliardi di anni dopo il Big Bang nasce la Terra.
13,6998 miliardi di anni dopo il Big Bang (vale a dire 200.000 anni fa) compare l'Homo Sapiens Sapiens.
Riflettendoci un attimo, la proporzione suggerirebbe di...

 

Dettagli

Il futuro di Galileo. Scienza e tecnica dal Seicento al Terzo Millennio
Padova, Centro Culturale Altinate
Fino al 14 giugno 2009
Sito ufficiale www.ilfuturodigalileo.it/

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Apparecchio per la dimostrazione della legge galileiana della caduta libera
    XVIII secolo
    Legno, ottone e ferro
    80 x 80 x 80 cm
    Padova - Museo di Storia della Fisica, Università di Padova
  • Specchio del Satellite XMM Newton dell’Agenzia Spaziale Epopea (ESA)
    Nickel e oro
    dimensione specchio esterno
    70 cm Ø (cilindro)
    h 60 cm (cilindro)
    Milano - INAF
  • Esperimento di Newton sulla scomposizione della luce bianca
    Stampa Ottocentesca
    A. Gullemin – Le Lumière et les coleurs
    Parigi, 1883
  • La “macchina divulsoria” per lo studio della resistenza dei materiali
    XVIII secolo
    Legno, ottone, ferro, marmo
    Padova - Museo di Storia della Fisica, Università di Padova
  • Foglia di Loto: Piccole gocce d’acqua rotolano senza perdere la loro forma sferica
    Copyright: William Thilicke
  • Scomposizione della luce bianca nello spettro dei colori
    Rendering dell’exhibit in mostra