BG = Bella e con i Giovani

di Flavia Molinari // pubblicato il 23 Giugno, 2011

Questa volta vado a fare un giretto a Bergamo, una città dai molti profili, spesso tra loro contrastanti e, proprio per questa ragione, da scoprire impegnandosi personalmente a vedere, sentire e ascoltare tutto con molta attenzione.
Dico che è bella perché, come sempre in Italia, è il frutto di convincenti e bravi architetti, progettisti, artisti che si sono avvicendati nei secoli creando spazi e opere pressoché unici particolarmente interessanti.
Questa volta mi fermo nella Bergamo bassa, immergendomi nel traffico ordinato e guardando, sopra le case, la città alta. Bergamo era divisa in due, la parte sulla collina e quella piana, che circonda l’altra, già in epoca romana con evidenti scopi strategici. La città bassa era abitata soprattutto dagli artigiani e adesso contiene le nuove espansioni della città. 

Le tappe indimenticabili da fare sono molte e, come sempre, la scelta dipende da ognuno di noi. Appena riaprirà dopo i lavori di restauro, consiglio l’Accademia Carrara situata in un caratteristico palazzo neoclassico del 1810; lì si trova una nutritissima raccolta di dipinti (circa 1600 pezzi, tra i quali Botticelli, Bembo, Mantegna), stampe, disegni e raccolte di medaglie.
Per chi ama il contemporaneo, lì accanto si trova la GAMeC, dove vengono fatte esposizioni temporanee. Una delle mostre aperte in questo periodo La classe non è acqua, visitabile sino al 24 luglio, è una iniziativa davvero lodevole del progetto internazionale ARTools (Art as tool for understanding contemporary), grazie al quale 100 studenti delle scuole della città si sono messi a confronto con 9 grandi artisti contemporanei. 

Gli artisti scelti per creare questo confronto costruttivo sono Carla Accardi, Stefano Arienti, Joseph Beuys, Allan Kaprow, William Kentridge, Michelangelo Pistoletto, Cindy Sherman, Thomas Schütte e Andy Warhol. Ognuno di loro, come si può facilmente constatare, esprime se stesso con una tecnica particolare frutto di una lunga ricerca e riesce a anticipare i tempi culturali che l’evoluzione ha man mano procreato.
Giacinto Di Pietrantonio, il curatore di questa mostra, è riuscito a fare dialogare tra loro tutte le opere mettendo in evidenza i temi del giorno d’oggi (ecologia, pregiudizi, discriminazioni etc.) e riuscendo a fare risaltare come, nella società moderna, ogni individuo ricopra un ruolo attivo e peculiare.

In più, sempre alla GAMeC, è in atto un’altra proposta internazionale:è la mostra nata da un'iniziativa della Whitechapel Gallery di Londra, Art in the Auditorium (III edizione), grazie alla quale 11 artisti, provenienti da 11 istituzioni internazionali ognuna delle quali è stata invitata a segnalare un artista, o un gruppo di artisti, del proprio Paese per presentare il suo lavoro.
E’ stata fatta una accurata selezione di opere che vedono nell'uso dell'immagine in movimento la principale peculiarità, così per questo progetto ci saranno 9 settimane di proiezioni video che cambieranno ogni tre settimane.

Questa la lista degli artisti selezionati e delle istituzioni coinvolte:
- Niles Atallah, Joaquín Cociña e Cristóbal León Fundación PROA, Buenos Aires
- Huang Xiaopeng Para/Site Art Space, Sheung Wan, Hong Kong
- Giorgio Andreotta Calò GAMeC, Bergamo
- Jalal Toufic Beirut Art Center, Beirut
- Marthe Thorshaug Henie Onstad Art Centre, Oslo
- Rachel Rakena City Gallery Wellington, Wellington, Nuova Zelanda
- Stephen Sutcliffe Whitechapel Gallery, Londra
- Kelly Nipper Ballroom Marfa, Marfa, Texas
- Elodie Pong Kunsthaus Zürich, Zurigo
 - Ergin Cavusoglu The Institute for the Readjustment of Clocks, Istanbul
 - Dinh Q. Lê San Art, Ho Chi Minh City.
Non è finita qui, perché sempre alla GAMeC (sino al 3 luglio) e alla Galleria Caribelli, sino al 23 luglio, si trovano due retrospettive omaggio a Gianfranco Ferroni nel decennale della sua morte.

Le due mostre “Gianfranco Ferroni. Autoritratti” e “Gianfranco Ferroni. Immagini di silenzio” fanno percepire chiaramente come questo artista fosse un “cantatore” ammirato del silenzio, che rendeva nelle opere che creava una indissolubile caratteristica dal suo essere.
Arturo Ceribelli ha regalato alla GAMeC 35 incisioni e 10 fotografie dell’artista perché ha voluto ricordare come Ferroni avesse deciso, negli ultimi anni della sua vita, di aprire uno studio a Bergamo, proprio accanto a questa costruzione, preferendo Bergamo alla natia Livorno.
Sono proprio tutte idee interessanti e valide che hanno dato la possibilità di coinvolgere artisti più o meno giovani ma che vale la pena di andare a vedere!

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Bergamo, Accademia Carrara
    courtesy Comune di Bergamo
  • Stefano Arienti
    Einstein, 1994
    manifesto cancellato su tela
    cm 76 x 59 x 2
    foto Roberto Marossi,
    Collezione privata, Milano
  • Michelangelo Pistoletto
    Mappamondo (oggetti in meno),
    1966-1968
    giornali pressati
    tondino in ferro cm Ø 180
    Collezione: Cittadellarte
    Fondazione Pistoletto, Biella
    foto: J.E.S.
  • lly Nipper
    Weather Center, 2009
    durata 5' 11"
    Ballroom Marfa (Texas)
  • Gianfranco Ferroni
    Sedia coperta da un telo e cavalletto,
    seconda metà anni '80
    matita, correttore fotografico bianco,
    mm 230x153

Mappa

Dove e quando

  • Indirizzo: GAMeC Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo, via San Tomaso, 53
  • Sito web