Benvenuti da Depero Casa d’Arte Futurista

di Ellegi // pubblicato il 12 Febbraio, 2009

Siete pregati di entrare girare per le sale e godervi il primo esempio di museo futurista realizzato in Italia!
Dopo dieci anni di chiusura e un lungo restauro firmato dall’architetto Renato Rizzi, proprio nell’anno delle celebrazioni del centenario del Manifesto futurista, si sono riaperte le porte della Casa d’Arte Futurista Depero.

La casa museo è nata negli anni Cinquanta dalla originale e personalissima visione di Fortunato Depero che in queste sale voleva esporre i suoi coloratissimi arazzi, le sue tele, i fantastici giocattoli, i suoi lavori di grafica, ma anche offrire alla città di Rovereto, a pochi passi da Trento, in cui arrivò giovanissimo e a cui fu profondamente legato per tutta la vita, un luogo dinamico di incontro e formazione. Proprio nell’anno in cui la Febbre Futurista sta attraversando l’Italia e l’Europa con una fantastica “epidemia”di importanti mostre ed eventi, la Casa d’Arte Futurista Depero diventa una delle sedi del Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto Foto Fra le mille idee e attività, Depero nel 1919 apre a Rovereto la sua “Casa d’Arte” prendendo avvio dall’idea di un’officina di arti applicate legata sopratutto alla produzione di arazzi. Come è stato sottolineato lo spirito futurista non poteva rimanere ingabbiato all’interno di gallerie e musei. Il vero banco di prova per una reale proliferazione dell’idea futurista nella vita e nella società erano quindi le arti applicate e proprio partendo da questo concetto che in quegli anni nascono in Italia varie “Case d’Arte” futuriste: a Roma quelle di Prampolini e Recchi, di Bragaglia, di Giannattasio e di Melli, quella di Rizzo a Palermo, quella di Tato a Bologna.
Anche Depero inizia questa impresa a Rovereto, in un trionfo di panni colorati di lana, con una esposizione di grandi tarsie cucite a mano dalla moglie Rosetta con poche volonterose operaie che lavorano agli arazzi fini al 1940. Un vero e proprio laboratorio dove segue a ruota la produzione di bozzetti pubblicitari, elementi di arredo come mobili, soprammobili, lampade, manifesti e copertine in una costruzione che si ispira ai principi teorici del manifesto “Ricostruzione Futurista dell’Universo”.
Arrivano gli anni del secondo conflitto mondiale con una brusca frenata per idee e progetti, poi nel 1947 il secondo sfortunato viaggio negli Stati Uniti. Ma è nel corso degli anni Cinquanta, quando il futurismo e con lui i pochi artisti rimasti fedeli ai suoi principi teorici, è sicuramente al momento più infelice della sua fortuna artistica, che inizia la storia del museo.

Contro il dettato futurista, che aveva messo al bando ogni tipo di musealizzazione dell’arte, Depero sognava di affidare alla storia la sua straordinaria vicenda d’uomo e d’artista. Le prime tracce sono agli inizi degli anni Cinquanta quando proprio lui, che sta per esporre alcuni dipinti nella sua casa, scrive al sindaco di Rovereto per proporgli la sistemazione di una mostra permanente nella propria pinacoteca privata. Non senza difficoltà e carenze di fondi, nel 1957, il Comune di Rovereto si impegna con l’artista a porre le basi di una galleria permanente.
Negli ultimi anni di vita ogni energia è destinata al suo progetto di museo, ne sono testimoni i numerosi schizzi, con i quali definisce la struttura,l'arredamento, le decorazioni e i rivestimenti. Il 1 agosto 1959 il museo apre alla sola presenza delle autorità cittadine e dell’artista. L'inaugurazione ufficiale, annunciata per il mese di settembre, non ebbe mai luogo.

Depero è malato non può più lavorare e propone il trasferimento al Comune della proprietà del suo patrimonio culturale in cambio di un vitalizio a lui e alla moglie. Muore poco dopo nel novembre 1960. Adesso è finalmente possibile, grazie al progetto museografico curato da Gabriella Belli, ritrovare lo spirito delle intuizioni originali dell’artista nel nuovo museo ampliato, restaurato e con nuovi servizi e che è in grado di offrire una esposizione permanente organizzata su 300 mq dove invitarvi a visitare e scoprire un ricco patrimonio formato da più di 3.000 oggetti e opere e prezioso materiale documentario e archivistico, custodito presso l’Archivio del Novecento del Mart.
Opere che ripercorrono l’arco di una intera vita, intensa e attivissima, delle sperimentazioni del primo decennio del Novecento fino alle commissioni pubbliche degli anni Cinquanta.
Grande attenzione è riservata a momenti particolarmente fecondi come il biennio 1917-18, segnato dal contatto con il mondo internazionale dei Balletti Russi di Diaghilev, e gli anni 1928-30, il cosiddetto periodo newyorchese.
E ancora gli studi dei marchi pubblicitari (“Autoreclame”), le copertine per riviste (“Echi della stampa”), dai bellissimi arazzi ai giocattoli e soprammobili, dai mobili al “Teatro plastico.

Alla fine della visita è obbligo, concedersi una sosta, sfogliate il catalogo a cura di Nicoletta Boschiero e farsi servire un aperitivo. Rigorosamente un Campari soda fermandosi un attimo a guardare la bottiglietta a forma di cono rovesciato che ci accompagna dal 1932 e brindare a Depero, chez lui.

 

 

 

Dettagli

Mart-Casa d'Arte Futurista Fortunato Depero
Rovereto (TN)

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Fortunato Depero (Fondo, Trento, 1892 - Rovereto, Trento, 1960)
    Il corteo della gran bambola, 1920
    Tarsia in panni
    cm 330 x 230
    Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
  • Fortunato Depero 
    Festa della sedia, 1927
    Tarsia in panni
    cm 330 x 257
    Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto  
  • Fortunato Depero
    Bozzetto di copertina per “Vanity Fair”, [1929-1930]
    Collage
    cm 49 x 36,5
    Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto Collage
  • Fortunato Depero
    The New Babel (Scenario plastico mobile), 1930
    Tempera su cartoncino
    cm 71,3 x 94
    Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
  • Interno della Casa d’Arte Futurista
  • Fortunato Depero 
    Studio del marchio pubblicitario Depero Futurista
    (Depero futurista), [1926-1927]
    Collage
    cm 28 x 25
    Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto