Bellezza e poesia di Hiroshige

di Katty Colzi - pubblicato il 08 Aprile, 2009 in Mostre

Hiroshige è il nome di un cratere di Mercurio di ben centotrentotto chilometri di diametro e così battezzato dall'Unione Astronomica Internazionale in onore dell'artista giapponese Hiroshige Utagawa (Edo, 1797- 12 ottobre 1858).
Figlio di un samurai funzionario dei vigili del fuoco, a tredici anni (dopo la scomparsa di entrambi i genitori) ne ereditò carica e rendita, un evento che se lo rese relativamente indipendente per coltivare la passione artistica, ne ritardò la crescita.

Allievo di Utagawa Toyohiro (1763?-1828) assorbì l'interesse per il paesaggio con uno stile totalmente diverso e raggiungendo il successo solo dopo la morte del maestro.
Contemplazione ed espressione dell'armonia in natura per un messaggio attualissimo di autentica capacità di ascolto e dove l'essere umano è in simbiosi con il cosmo che avvicina l'infinitamente piccolo e il grande immisurabile.

Una produzione artistica sorpendente che spazia diversi generi: stampe di attori, guerrieri e cortigiane e, soprattutto, immagini della natura con fiori, uccelli e pesci.
Dagli anni trenta introduce un nuovo stile, il paesaggio, che lo porterà alla fama immediata e a misurarsi con Katsushika Hokusai (Edo 1760-1849).
Infatti, con le Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō ebbe un successo strepitoso stimolando la produzione di altre serie paesistiche.

Dal 1837 inizia a collaborare con Eisen alla realizzazione delle Sessantanove vedute del Kisokaidō a cui finì per subentrare del tutto creando 47 delle 71 tavole e divenendo il paesaggista più "in voga" e lavorando a molte altre serie (dalle Vedute celebri di Kyoto del 1834 alle Cento vedute celebri di Edo, dal 1856 al 1858).
Risalgono agli anni tra il 1856 e il 1858 i tre trittici sul tema tradizionale dei tre bianchi, di neve, luna, fiori: Monti e fiumi lungo il Kisokaidō, Veduta notturna degli otto luoghi celebri di Kanazawa e Paesaggio dei gorghi di Awa.

Un plauso a La Fondazione Roma (già Museo del Corso), in particolare alla figura innovatrice del presidente Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele capace di avviare una nuova modalità di intervento, orientata alla realizzazione di iniziative strutturali, la maggior parte delle quali a carattere continuativo, per rispondere alle grandi emergenze del territorio di riferimento nel Lazio.
Ma, al di là degli obiettivi istituzionali, come era accaduto per la mostra dedicata al periodo di massimo splendore dell'Impero cinese (Qianlong e la Città proibita) la Fondazione Roma ci permette di approfondire la conoscenza orientale con un altro splendido segmento di una grande e antichissima civiltà asiatica, quella giapponese, attraverso uno degli artisti che hanno maggiormente influenzato il linguaggio pittorico europeo del XIX secolo.

Utagawa Hiroshige è l'ultimo esponente dell'arte ukiyoe (mondo fluttuante), quella scuola incisoria che dominò l'arte popolare nipponica dalla metà del Seicento fino al Novecento, svelando la forma, il carattere e il gusto della società giapponese moderna.

Non è nostra abitudine ringraziare gli uffici stampa dando per sottinteso come il loro lavoro sia essenziale per la qualità del nostro, ma, non avendo partecipato alla conferenza stampa di presentazione, Arthemisia ci ha ugualmente fornito una cartella stampa completa, ricca di approfondimenti delle oltre duecento opere, permettendo di arrivare in mostra preparati e cogliere ogni aspetto curato da Gian Carlo Calza.
Per questo consiglio l'acquisto del catalogo edito da Skira prima di assaporare la straordinaria sorpresa che vi attende a Roma (un esempio? la scoperta dell'influenza di Hiroshige sulla pittura europea e soprattutto sull'impressionismo e post-impressionismo, imitato da molti artisti fra cui Vincent Van Gogh).

Diviso in cinque sezioni, l'allestimento è formato da opere provenienti da Honolulu Academy of Arts che possiede la maggiore raccolta di stampe di Hiroshige in Occidente con oltre 3.000 fogli giunti per la massima parte dal lascito di James Michener, il celebre romanziere di Sayonara e Hawaii, oltre a foto della fondazione JCII di Tokyo il più importante museo giapponese di strumenti fotografici.
Nella prima sezione Il mondo della natura troverete i capolavori della rappresentazione dei suoi elementi.
Nella seconda Cartoline dalle province spazio sull'interpretazione di Hiroshige dei luoghi divenuti famosi per caratteristiche naturali (cascata con un particolare salto, rocce di forma singolare, albero contorto sulla scogliera) o per spettacolari vedute (gorghi profondi in uno stretto di mare, lieve ponte sospeso su un precipizio) o per i loro valori mitologici, letterari o come frequentati punti d'incontro.
La via per Kyoto è la terza sezione dedicata alle due grandi vie di collegamento fra la capitale imperiale di Kyoto a quella amministrativa di Edo (Tokyo) ed è qui che ammirerete l'opera universalmente riconosciuta il capolavoro di Hiroshige le "Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō".

La quarta Nel cuore di Tokyo il vedutismo di Edo dove risiedeva lo shōgun capo militare e politico del Giappone (luoghi che gli abitanti e i visitatori frequentavano costantemente come "la città senza notte" di Yoshiwara con i suoi eleganti postriboli, Saruwachō la via dei teatri, Nihonbashi punto di riferimento per ogni viaggio e di misura di ogni distanza del paese).
Curata da Rossella Menegazzo la sezione Il vedutismo di Hiroshige nella prima fotografia giapponese con scatti e cartoline di paesaggi e luoghi celebri, a qualche decennio di distanza, evidenzia l'influsso che il maestro ebbe sul nuovo mezzo visivo e sull'immaginario dei primi fotografi (il taglio delle inquadrature, la scelta dei luoghi resi famosi nelle stampe, il modo di vedere la realtà della natura perdurarono anche in queste nuove immagini) da far percepire una continuità quasi naturale dalla tradizione pittorica dell'ukiyoe alla modernità del mezzo fotografico.
Nell'ultima sezione il confronto ravvicinato Hiroshige - Van Gogh con tre riproduzioni (Ponte sotto la pioggia: dopo Hiroshige, Il giardino dei susini a Kameido: dopo Hiroshige e Piccolo pero in fiore del Van Gogh Museum di Amsterdam non trasportabili per le delicate condizioni conservative) ispirate ai quadri di Hiroshige (i primi due presenti in rassegna). Per volontà del Presidente Emanuele, tali opere sono state riprodotte in altissima risoluzione dalla Rai, secondo una tecnica di elaborazione digitale che rende visibili i colori e i particolari nei minimi dettagli. Tali riproduzioni fanno parte del progetto "Le mostre impossibili" ideato da Renato Parascandolo.

Di rilievo il percorso ludico e sensoriale, tra gli animali, le piante e i paesaggi del Giappone pensato da la Fondazione Roma e Arthemisia per i bimbi e che trasforma la visita in un viaggio divertente e accattivante che stimola la curiosità e dove le opere di Hiroshige divengono illustrazioni di una fiaba, lette a metà tra mondo immaginario e reale. La natura dei paesaggi e delle città giapponesi interpretati e tradotti dall'artista con i colori della poesia. A disposizione anche il Quaderno di viaggio dove i più grandi potranno cimentarsi con gli ideogrammi. Per la prima volta a Roma anche audioguide realizzate per bambini e ragazzi.

Concludo segnalando un incontro con Rossella Menegazzo, responsabile scientifico progetti The International Hokusai Research Centre, sul tema "Il vedutismo di Hiroshige nella prima fotografia giapponese" in programma giovedì 16 aprile alle oer 18.

Didascalie & Dettagli

HIROSHIGE Il maestro della natura
Roma, Museo Fondazione Roma
(già Museo del Corso) 

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Fagiano e crisantemi, 1832 ca.
    silografia policroma
    370x150 mm
    Honolulu Academy of Arts
    Gift of James A. Michener, 1975, HAA 16615

  • La luna vista attraverso foglie d’acero
    serie: Ventotto vedute della luna, 1832 ca.
    silografia policroma
    380x170 mm Honolulu Academy of Arts
    Gift of James A. Michener, 1991, HAA 22306

  • Yokkaichi. Fiume Mie [stazione 44]
    Serie: Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō 1833-1834 ca.
    silografia policroma
    223x343 mm
    Honolulu Academy of Arts
    Gift of James A. Michener, 1978 HAA 17228

  • Shōno. Scroscio improvviso [stazione 46]
    Serie: Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō 1833-1834 ca.
    silografia policroma
    218x349 mm
    Honolulu Academy of Arts
    Gift of James A. Michener, 1978, HAA 17232

  • Kameido. Il giardino dei susini
    serie: Cento vedute di luoghi celebri di Edo, 1857
    silografia policroma
    377x265 mm
    Honolulu Academy of Arts
    Gift of James A. Michener, 1991, HAA 24103

Extra

Mappa

Dove e quando

  • Date : 17 Marzo, 2009 - 07 Giugno, 2009
  • Indirizzo: Roma, via del Corso, 320 (entrata disabili: via Montecatini 18)

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