Bella addormentata

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 14 Settembre, 2012

Spesso il Cinema di Marco Bellocchio ha scatenato polemiche andando a toccare nervi scoperti nella coscienza del nostro Paese, con Bella addormentata gli attacchi al suo film sono iniziati ancor prima che fosse completato, quando si è sparsa la voce che avrebbe trattato la vicenda di Eluana Englaro, a dimostrazione, qualora fosse stato necessario, che in Italia esistono tabù consolidati su certi temi che impediscono un sereno confronto tra differenti posizioni.

In realtà, diciamolo subito, eutanasia e dibattito sul testamento biologico non sono i temi centrali del film, quella manciata di giorni che ha visto l’epilogo della storia di Eluana fa solo da sfondo a tre diverse storie immaginarie.
C’è il senatore Uliano Bizzarri, ex socialista confluito nel PdL, precettato dal partito per sostenere il decreto legge del governo in materia d’alimentazione assistita, che deve fare i conti con la propria coscienza e sua figlia Maria, che mentre dimostra a Udine contro ogni forma d’eutanasia, davanti alla clinica dov’è ricoverata Eluana, s’innamora di Roberto, attivista laico sull’opposta barricata.
C’è la Divina Madre, attrice ritiratasi dal mondo per accudire la figlia in stato vegetativo, e il dottor Pallido che ostinatamente vuole riconsegnare alla vita una giovane tossicodipendente, la Rossa, che ha deciso di morire.

Storie diverse che offrono spunti di riflessione su questioni fondamentali di un confronto che, basandosi su intime convinzioni e professioni di fede, non potrà mai esaurirsi.
Per questo uno Stato laico dovrebbe varare norme a tutela della libertà di tutti, svincolate da ogni preconcetta posizione ideologica di parte.
Inserendo nel tessuto narrativo immagini della cronaca di quei giorni incandescenti nel febbraio 2009, Bellocchio s’interroga sullo stato di salute della nostra democrazia, mostra l’affrettato tentativo di varare un decreto strumentale al caso Englaro con l’alibi dell’urgenza, la stessa urgenza che è scomparsa dall’agenda politica del nostro Paese dopo la morte di Eluana.
La regolamentazione di una materia così delicata sarebbe quanto mai urgente e auspicabile, ma non dovrebbe esser perseguita con azioni di forza da parte di nessuno.

L’isteria collettiva e il cinismo dei mezzi di comunicazione che hanno trasformato un dramma privato in terreno di scontro alimentando la pornografia del dolore, le istituzioni prigioniere di una battaglia ideologica e di forze che hanno tentato d’imporre una loro visione della vita e della morte, questi sono i temi che Bella addormentata vuole affrontare.
Marco Bellocchio tenta di mostrare un quadro generale che accolga le posizioni di ognuno, sceglie di non prendere posizione o dimostrare tesi a priori e questo dà al film un’universalità che, senza minarne la forza, travalica i limiti dei nostri confini nazionali.
Dopo la presentazione a Venezia, dove è stato il film più applaudito della 69ª Mostra con oltre 16 minuti di applausi, è conteso dai festival di tutto il mondo, invitato a Toronto, Londra, Busan, Tokyo, Mosca e Rio de Janeiro.

Tra le sequenze più potenti quella quasi onirica delle terme, evocazione di un inferno dantesco con i senatori, depressi e in crisi d’astinenza da esposizione televisiva, con tuniche da basso impero, metafora di una decadenza morale che abita da tempo le nostre istituzioni.
Toni Servillo è il senatore diviso dal conflitto interiore tra le sue convinzioni e le sue convenienze, ironico e pungente il suo dialogo con un grande Roberto Herlitzka, psichiatra del senato che dispensa con la stessa generosità pillole e filosofiche asserzioni: “La vita è una condanna a morte e non c’è tempo da perdere, questa è la verità!

Geniale metafora lo schermo dietro l’ingresso dell’aula parlamentare, con i senatori che rientrando ai loro posti e chiudendosi la porta alle spalle, sembrano entrare nelle immagini televisive del parlamento, in uno spazio virtuale più che fisico e tangibile.
Da tempo luoghi istituzionali sono stati svuotati del loro valore di rappresentanza popolare, gli incontri per prendere decisioni o stipulare accordi troppo spesso avvengono a casa di leader particolarmente “ospitali”, togliendo al parlamento il ruolo centrale di sede naturale del dibattito, che in un paese democratico dovrebbe avvenire pubblicamente in aula alla luce del sole.

Dense d’un’opprimente atmosfera le sequenze nella casa della Divina Madre, Isabelle Huppert, mausoleo di una vita sepolta a custodire la figlia immobile ignorando il figlio Federico, molto bravo Brenno Placido figlio di Michele, e ogni suo gesto d’affetto per la madre o ammirazione per la grande attrice.
Anche l’esordiente Fabrizio Falco nel ruolo di un dimostrante affetto da disturbi della personalità, premiato alla 69ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia con il Premio Marcello Mastroianni all’attore emergente e presente al Lido anche con E’ stato il figlio di Daniele Ciprì, è una bella promessa del nostro cinema.

Sbalorditiva la prova di Maya Sansa che con bravura straordinaria incarna il furore strafottente della provocazione, nel suo duello verbale con Pier Giorgio Bellocchio, il medico che vuole redimerla dalla tossicodipendenza e farle accettare la vita, domina lo schermo con una tale potente presenza, impossibile da dimenticare. E’ lei la bella addormentata del titolo, ma anche l’Italia intera sprofondata in un torpore morale da cui sembra difficile poter riemergere.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Maya Sansa,
bella addormentata nella sequenza iniziale.
(foto di Francesca Fago - © 2012 Cattleya / Babe Films )

- Locandina
- Marco Bellocchio sul set
- Toni Servillo è il senatore Beffardi
- Michele Riondino e Alba Rohrwacher sono Roberto
  e Maria
- Toni Servillo e Roberto Herlitzka alle terme del senato
- Brenno Placido è Federico / Fabrizio Falco è
  il dimostrante Pipino / Pier Giorgio Bellocchio è il
  dottor Pallido che blocca a terra la Rossa, aspirante
  suicida / Isabelle Huppert è la Divina Madre
- Maya Sansa, selvaggio furore

Foto di Francesca Fago

© 2012 Cattleya – Babe films

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Bella addormentata
  • Regia: Marco Bellocchio Con: Toni Servillo, Isabelle Huppert, Alba Rohrwacher, Michele Riondino, Maya Sansa, Pier Giorgio Bellocchio, Gian Marco Tognazzi, Brenno Placido, Fabrizio Falco, Roberto Herlitzka, Gigio Morra, Federica Fracassi
  • Soggetto: Marco Bellocchio
  • Sceneggiatura: Marco Bellocchio, Veronica Raimo, Stefano Rulli
  • Fotografia: Daniele Ciprì
  • Musica: Carlo Crivelli
  • Montaggio: Francesca Calvelli
  • Scenografia: Marco Dentici
  • Costumi: Sergio Ballo
  • Produzione: Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz per Cattleya con Rai Cinema in coproduzione con Babe Films in associazione con La Sofica La Banque Postale Image 5 e La Sofica Manon 2
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Italia / Francia, 2012
  • Durata: 110’ minuti
 
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