Beato Anglelico, l’arte domenicana tomista ai Musei Capitolini

di Elisa Mazzagardi - pubblicato il 30 Aprile, 2009 in Mostre

“Si conosce nei volti e nell’attitudini delle sue figure la bontà del sincero e grande animo suo nella religione cristiana” Giorgio Vasari


Una luce santa, diafana e irreale ricopre ogni figura e la definisce e la plasma penetrando nel colore come se anch’esso fosse luce, il mistero della Fede si palesa all’improvviso nella gioia e nella pace delle figure che, dopo più di mezzo secolo, tornano a parlarci all’unisono sulle pareti dei Musei Capitolini.

E’ la grande mostra su Beato Angelico a Roma fino al 5 luglio. La voce della spiritualità domenicana si leva dall’orizzonte del 400 nelle tavole, nei tabernacoli, negli scomparti di pale e polittici, nelle tele ma anche nelle opere grafiche, e Fra Giovanni da Fiesole si fa interprete del realismo religioso tardo medievale.

L’esposizione romana, a breve distanza dalla ricca rassegna americana del 2005, è un’originale proposta di lettura scaturita dai recenti risultati di ricerca e illustra le tappe artistiche di Beato Angelico: la giovinezza tardo gotica, l'accostamento prorompente a Masaccio, la maturità dei primi anni trenta, il classicismo formale e cromatico degli anni trascorsi a Firenze nel monastero domenicano di San Marco per giungere al periodo conclusivo pienamente umanistico.

Un percorso, quello della mostra, straordinariamente ricco non solo sotto l’aspetto puramente stilistico, ma anche sotto la più ostica chiave devozionale e filosofica; del resto i curatori: Alessandro Zuccari, Paolo Giovanni Morello e Gherardo de Simone, avvalendosi a monte di un comitato scientifico di altissimo profilo, presieduto da Maurizio Calvesi hanno dato vita senz’altro ad un’esauriente ricostruzione dell’intera produzione dell’artista , portando in mostra anche opere inedite e mai esposte come l’Annunciazione di Dresda, e la predella di Zagabria.




















Beato Anglico, esponente convinto della più alta tradizione domenicana, quella tomistica, ricongiunge nella sua arte aspetti ancora medievali, come l’interesse per il valore didattico e didascalico dell’arte, ai nuovi apporti dell’estetica rinascimentale come il valore plastico e la prospettiva.

Agli esordi si destreggia tra immagini di figurette allungate, coperte da pesanti panneggi, sono gli anni immediatamente successi alla morte di Masaccio, e la potenza plastica degli affreschi del Carmine viene rielaborata straordinariamente dal frate domenicano, il quale attraverso accordi luminosi tra colori accesi riesce già a dar vita a una sentita definizione umana ai personaggi. L’accostamento al Masaccio si fa sempre più consapevole e si esplica nell’uso razionale della luce sempre proveniente da sinistra e nel rigore spaziale. L’influsso fiammingo si legge nell’importanza data alla luce che, però, nel suo caso, indaga ampi spazi senza indugiare su preziosismi materici. La luce è la protagonista indiscussa, volta a sondare il Reale, a confermare la presenza di Dio non a dimostrarla.

Le composizioni, in linea con le esigenze di austerità, si liberano da ogni accessorio superfluo e paiono esser proiezioni delle riflessioni del monaco. Adatte a questo proposito sono le parole del Vasari che descrive quanto il sentimento di pia partecipazione nell’atto del creare fosse forte e tale da indurre l’Angelico a persino a piangere nel dipingere i suoi crocefissi.

La completa comprensione dell’iter artistico di Beato Angelico non può, infine, prescindere dalla conoscenza delle opere grafiche e dei caratteri tipici del suo disegnare, questi aspetti trovano soddisfazione nella sezione riguardante le indagini riflettografiche, da esse emerge la qualità e la finezza dell’artista senza pentimenti, che nel delineare il’tracciato' grafico sottostante delle sue figure e composizioni si rivela straordinariamente preciso e sobrio.

Didascalie & Dettagli

Beato Angelico
L’alba del Rinascimento
Info

Immagini

  • BEATO ANGELICO
    Paradiso, 1434-35 c.
    tempera su tavola
    cm 112 x 114
    Firenze, Uffizi
  • BEATO ANGELICO
    Angelo annunciante e Vergine annunciata, 1425 c.
    tempere su tavola
    cm 32,1 x 18,8
    e
    32,2 x 19
    Monaco di Baviera, Alte Pinakothek
    Bayerische Staatsgemäldesammlungen
  • BEATO ANGELICO
    Stimmate di san Francesco e Martirio di san Pietro martire, 1436-37 c.
    tempera su tavola
    (scomparto di predella)
    cm 24,3 x 43,8
    Zagabria, Strossmayerova Galerja

Extra

Mappa

Dove e quando

L’alba del Rinascimento

  • Date : 08 Aprile, 2009 - 05 Luglio, 2009
  • Indirizzo: Musei Capitolini, Palazzo dei Caffarelli, via delle Tre Pile 1, Roma

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