Bartolomeo Ammanati e i palazzi Grifoni e Giugni
di // pubblicato il 14 Luglio, 2011

Una grande opera edita da Olschki, uno di quei volumi irrinunicabili, l'ultima fatica di Marco Calafati, autore di contributi sull'architettura del Rinascimento che, nel quinto centenario della nascita di Bartolomeo Ammanati (non perdete mostra al Bargello), il volume ricostruisce l'attività dello scultore-architetto amico di Giorgio Vasari (e neppure quella agli Uffizi).
Un vasto repertorio di elementi architettonici (planimetrie, prospetti, portali, finestre, camini, stemmi) oltre alle biografie dei committenti e storie delle costruzioni rilevanti scientificamente, ma allo stesso tempo ricchi di spunti e curiosità, piacevolmente godibili sia per i fiorentini, sia per chi desidera scoprire qualcosa di nuovo di una città che non si finisce mai di conoscere.

Calafati relaziona Ammannati con Michelangelo, focalizza i contatti sviluppati durante i soggiorni nel Veneto e a Roma con Vignola, Serlio, Sansovino e Sanmicheli, determinanti per la complessa formazione dell'artista.
Il risultato conduce all’introduzione di una nuova architettura nella città dei Medici mettendo sotto la lente di ingrandimento due palazzi. La dimora del cortigiano mediceo Ugolino Grifoni, con le rosse cortine in laterizi a vista fa da start proprio a quella nuova architettura privata del secondo Cinquecento, attraverso la configurazione dei prospetti e il risalto assegnato all’asse di simmetria.

Invece quella del ricco banchiere della Camera Apostolica, Simone da Firenzuola, poi ereditato dalla Famiglia Giugni, è tra le ultime realizzazioni dall'Ammannati e palesa la piena maturazione del percorso creativo.

Un mondo da scoprire e far conoscere ai nostri ragazzi.