Bartolomeo Berrecci protagonista del Rinascimento in Polonia

di Katty Colzi // pubblicato il 02 Febbraio, 2012

Bartolomeo berrecciBartolomeo Berrecci da Pontassieve. Un genio del Rinascimento tra arte e filosofia è una monografia che va a colmare il vuoto nella bibliografia del nostro Paese divenendo punto di riferimento per lo studio di un artista quasi sconosciuto, Bartolomeo Berrecci (nato a Pontassieve nel 1480), architetto scultore, uomo di cultura, ambasciatore del Rinascimento italiano in Polonia dove operò dalla metà del secondo decennio del  XVI secolo.

Edita da Polistampa, l'opera di Leonardo Cappelletti - docente di Storia della Chiesa medievale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale - è arricchita da numerose fotografie e un testo introduttivo di Cristina Acidini Soprintendente del Polo Museale Fiorentino.

In questa pregevole ricerca, promossa dal Comune di Pontassieve, Cappelletti inizia dalle origini e dalla formazione fiorentina del Berrecci che frequentò la bottega di Giuliano da Sangallo per poi trasferirsi, intorno al 1506 a Roma, conobbe Michelangelo e, probabilmente, lavorò alla rifinitura della tomba di Giulio II.
Dal 1516 in Polonia, su invito del vescovo Jan Laski, dove fece fortuna - e un ingente patrimonio - e creò un laboratorio di scultura in pietra insieme a un gruppo di artisti italiani fra cui Nicola Castiglione, Bernardino di Gianotis e Giovanni Cini.
Berrecci fu artista apprezzato alla corte reale di Wawel - nella cattedrale realizzò tra il 1519 e il 1533 la cappella di Sigismondo I considerata la maggiore opera del Rinascimento italiano in Polonia - e fu incaricato della ricosruzione del castello. Operò anche in molte altre città polacche fra cui Niepolomice, Poznan e Tarrow.
Nel volume, Cappelletti indaga la cultura rinascimentale in Ungheria e in Polonia, studia la produzione artistica del Berrecci,  dal fregio lapideo conservato al Museo Bardini di Firenze alla Cappella e alla Tomba di re Sigismondo I, focalizzando anche sui collaboratori, sui motivi prediletti - come quello del mito - e sui riferimenti a modelli italiani come nel caso delle decorazioni a ‘grottesche’.

Bartolomeo Berrecci morì a Cracovia nel 1537 assassinato da un italiano.

 

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In copertina:
Bartolomeo Berrecci da Pontassieve. Un genio del Rinascimento tra arte e filosofia

Leonardo Cappelletti
pagg.104
Polistampa