Ballata e parole

di Davide Giuseppe Colasanto // pubblicato il 08 Dicembre, 2011

Ballata di un amore italianoBallata di un amore italiano, edito da Feltrinelli, è la versione libresca del testo teatrale la Ballata di Davide Longo. Pubblicata nell'ottobre 2011, questa storia trasporta il lettore in un ballo all'aperto di fine estate. Checco e Renata s'abbracciano amorevolmente, sono una coppia matura, con alle spalle ormai trent'anni di relazione. Tra e con loro danzano le parole al ritmo dei grandi successi popolari degli anni cinquanta e sessanta. I due ripensano al passato, alle gioie, ai dolori, agli amori. Ma s'ode, dissonante e bizzarra, una voce lontana, a metà tra passato e presente, a metà tra segreto e verità. Questa perturbazione di sottofondo risveglierà i segreti della coppia donando luce alle loro zone d'ombra.

Il ritmo di questo racconto lungo è dettato dai segreti. Il mezzo per trasmetterli è il ballo parlato della coppia. Checco e Renata rievocano i momenti più significativi della loro storia, intrecciandoli agli eventi del Paese, ma sempre, accanto all'amoroso souvenir, s'accosta un'ombra, un segreto a lungo taciuto e mai rivelato.
L'effetto di questa parallela rappresentazione, determina un cambiamento netto nella percezione dei personaggi. Da simpatico e spigliato uomo di mezza età, Checco si rivela molto simile ad un furbo approfittatore, a quella macchietta becera ed irriducibile dell'italiano medio.
Le malefatte di Checco affondano radici anche nel passato, nel periodo precedente alla sua relazione con Renata. È sempre la voce nell'ombra che rivela il quid sempre taciuto, gettando un ponte ideale tra il segreto di Checco ed una terza narrazione interna a quella generale. Una donna, assieme alla nipote, sorvola i cieli europei alla volta di Amsterdam. Durante il volo la donna ragiona sul proprio passato, rimuginando sulla naufragata relazione del figlio con la moglie. La vittima è quella bambina che le siede accanto.
Anche Renata, dolce e apparentemente remissiva, nasconde un'immagine del tutto innocente. Questo aspetto si rivela maggiormente nel rapporto tra la donna e la voce misteriosa. Legata indissolubilmente a quest'ultima, Renata gioca indifferentemente tra la gioia ed il rimprovero, tra l'ipocrita esaltazione della rispettabilità e la negazione del diritto alla felicità.

La commistione tra privato e pubblico, tra sentimento ed affetti personali, trova rappresentazione nel contrasto tra le diverse storie. Il filo conduttore, lo strumento attraverso il quale avviene una progressiva agnizione è la voce nell'ombra.
Un aspetto da sottolineare è lo stile con il quale questa voce s'esprime: la rima. Ma il meccanismo d'interferenza tra prosa e poesia funziona a tratti: in alcuni momenti esse s'amalgamano  perfettamente, in altri cozzano del tutto. Ai primi corrisponde un aumento della carica semantica, ai secondi un abbassamento della progressione narrativa che a momenti s'arresta.

Le potenzialità evocative e sceniche di questo testo sono notevoli, d'altronde è stato concepito per il teatro. Tuttavia ad esso ne rimane ancora troppo legato. Lo stesso autore, nelle note finali, ne sottolinea la brevità e la possibile incompiutezza. Un maggiore sviluppo narrativo, con l'aggiunta di altri episodi, lo sviluppo della terza trama e della voce nell'ombra, avrebbero sicuramente potuto rafforzare il potenziale insito nel testo.

 

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In copertina:
Ballata di un amore italiano

Ballata di un amore italiano

Davide Longo

pagg. 112

Feltrinelli