Aspettando 1Q84. Haruki Murakami, una danza surreale tra il reale e l’impossibile. 2/2

di Giacomo Alberti // pubblicato il 17 Ottobre, 2012

“La maggior parte delle persone non cerca verità che si possano dimostrare. La verità, in molti casi, come ha detto lei, comporta sofferenza. E quasi nessuno vuole soffrire. Quello di cui le persone hanno bisogno è una storia bella e piacevole, che renda la loro esistenza almeno un po’ più significativa. È proprio per questo che nascono le religioni.”     
(da 1Q84 aprile-settembre)

È finalmente uscito 1Q84 ottobre-dicembre, l’ultimo lavoro di Haruki Murakami.
La saga è composta da tre libri: i primi due editi in un unico volume da Einaudi nel 2011, il terzo, sempre edito da Einaudi, è uscito proprio ieri.
La fine del mondo e il paese delle meraviglie aveva sguinzagliato la critica alla ricerca dei significati dell’onirismo, delle dimensioni spazio temporali, della capacità narrativa e  dello stile di Murakami. Successivamente, Norwegian Wood aveva consacrato lo scrittore giapponese come un fenomeno che andava ben oltre i confini nazionali, attraendo lettori da ogni parte del mondo. L’uccello che girava le viti del mondo, uscito in giappone tra il 1995 e il 1995, aveva rimesso tutto sul tavolo da gioco. Il mondo descritto all’interno del romanzo, pur essendo nello stile tipico di Murakami, si era evoluto. La foresta dentro la quale venivano create le storie, che avvolgevano i propri protagonisti, si era infittita. I fiori al suo interno erano maturati, cambiando forma e colore. Quando nel 2002 è uscito nelle librerie Kafka sulla spiaggia, la critica molto probabilmente ha tirato un sospiro di sollievo. Questa era dunque la forma finale di Haruki Murakami, il suo apice, oltre il quale non era più possibile andare. Tuttavia a distanza di 7 anni è uscito 1Q84 aprile-settembre.
Le aspettative su questo libro era alte, tant’è vero che le librerie delle grandi metropoli hanno organizzato aperture notturne per l’uscita di entrambi i volumi.
Da ciò che è emerge leggendone le pagine, è evidente che la potenzialità creativa di questo scrittore giapponese è tutto meno che esaurita.

“A proposito, sai la storia del gatto vegetariano e del topo? […] Un gatto incontrò in una soffitta un grosso topo maschio. Spinto in un angolo, senza via d’uscita, il topo disse tremando: “Signor gatto, la prego. Non mi mangi. Devo tornare dalla mia famiglia. I miei figli mi aspettano affamati. Mi lasci fuggire.” Il gatto rispose: “Non devi preoccuparti. Non ti mangerei comunque. A essere sincero, anche se non posso dirlo ad alta voce, sono vegetariano. Non mangio carne di nessun tipo. Quindi, avermi incontrato è stata per te una gran fortuna”. Il topo disse:“Ah, che giornata meravigliosa! Sono proprio fortunato ad avere incontrato un gatto vegetariano!” Ma un attimo dopo, il gatto si avventò sul topo, lo immobilizzò con gli artigli e gli affondò i denti in gola. Il topo, torcendosi per il dolore, con l’ultimo fiato che aveva, gli chiese:“Ma non avevi detto che sei vegetariano e non mangi carne? Allora mentivi?” Il gatto, leccandosi i baffi rispose: “Io non mangio carne. Non ho mentito. Infatti, quando tornerò a casa ti scambierò con la lattuga”.
Aomame ci pensò su qualche istante.
-Qual è la morale di questa storia?
-Non ha una morale precisa. Siccome prima abbiamo parlato di fortuna, mi è tornata in mente. Tutto qui. Comunque, sei libera di trovarci la morale che vuoi.”   (da 1Q84 aprile-settembre)

Aomame è una trentenne che lavora come istruttrice di arti marziali e massaggiarice. Svolge anche ciclicamente alcune faccende per Shizue Ogata, una ricca vedova che ha fondato una casa di protezione per donne violentate tra le mura di casa. Questo centro si trova presso la Casa dei Salici, il luogo in cui l’anziana donna vive con il sua guardia del corpo e assistente Tamaru. Punire gli uomini che meritano di essere puniti è il secondo lavoro di Aomame.

Nonostante sia spietata, fredda e impeccabile nel portare a termine le sue missioni, Aomame è una ragazza incredibilmente fragile. Proviene da una famiglia all’interno di una setta religiosa e per tale motivo ha trascorso un’infanzia molto diversa da suoi coetanei. La sua conoscenza dei muscoli e delle ossa del corpo umano è strabiliante. È per questo che Aomame è un killer perfetto. Non lascia segni visibili sulle sue vittime.
Tengo lavora come insegnante di matematica in una scuola di preparazione agli esami d’ingresso per l’università. Ha anche lui 30 anni e nel tempo libero scrive romanzi, che però non sono mai stati pubblicati. C’è una visione che lo tormenta, un ricordo del quale non riesce a liberarsi. La madre è a letto con un uomo che non è suo padre. Questo è il primo e unico ricordo che ha della madre, morta quando Tengo era molto piccolo.
La Crisalide d’aria è un racconto scritto da una ragazza di 17 anni, Fukaeri. Questo libro è stato presentato ad un concorso letterario e ha attirato l’attenzione di Tengo e del suo amico Komatsu, un editore di 45 anni.
Il libro nonostante sia mal scritto e pieno di errori di grammatica, cela al suo interno una storia inquietante e pericolosa, ma che attrae come il canto di una sirena. Tengo diventa il ghost writer di tale storia, liberando in tal modo la profezia che vi è scritta dentro.
Questo è l’esordio di 1Q84 aprile-settembre. Due personaggi, apparentemente scollegati, che si ritrovano a percorrere un sentiero ugualmente pericoloso. Un percorso nel quale entrano in gioco forze più grandi di loro, che non sempre hanno un nome o un’identità fissa, ma con le quali è necessario confrontarsi per uscire dall’anno 1Q84.

Durante la stesura di Underground Murakami aveva svolto diverse interviste tra le vittime dell’attentato alla metropolitana di Tokyo del 1995, riuscendo anche raccogliere informazioni riguardo all’Aum Shinrikyo, una setta giapponese. Questa sua ricerca si è poi concretizzata nel saggio Underground, ma lo stesso tema del culto trova posto anche all’interno di 1Q84.

Il culto è infatti uno dei filoni principali di questo romanzo. C’è la gruppo dei Testimoni e il Sakigake, una setta inizialmente fondata come una comune all’interno della quale gli individui vivono solo di quello che producono, ma che ben presto degenera in fanatismo.  Il Professor Ebisuno, tutore di Fukaeri, l’autrice di La Crisalide d’Aria, descrive le sette come dei circoli all’interno dei quali viene fatto il lavaggio del cervello, paragonando il Sakigake al mondo descritto da Orwell nel libro 1984.

Il mondo descritto da Murakami è invece composto da due dimensioni parallele.  Capita sovente che i suoi personaggi entrino in dimensioni parallele senza rendersene conto.

“Allora, detto in altri termini, lei sta per fare una cosa che non è usuale. Non è vero? Scendere da una scala d’emergenza in una tangenziale in pieno giorno, non è un’azione che le persone farebbero normalmente. E tantomeno una donna. […] Quindi, una volta fatta una cosa del genere, è possibile che il suo paesaggio quotidiano le appaia, come dire, un po’ diverso. Anche’io ho avuto un esperienza simile. Ma non si lasci ingannare dalle apparenze. La realtà è sempre una sola.”   (da 1Q84 aprile-settembre)

L’anno in cui si svolge il racconto è il 1984, ma quando Aomame vede due lune brillare nel cielo capisce di essere finita in una dimensione parallela.  Anno 1Q84, decide di chiamarlo. Q è la Q di question mark, il punto interrogativo. Inoltre, in giapponese il suono della lettera Q è omofono del numero 9.
Il mondo creato da Murakami è fatto di cieli con due lune, di gnomi che fuoriescono dalla bocca di una pecora, temporali senza pioggia e di crepe che collegano, in modo invisibile, la nostra realtà ad altre dimensioni.

“Si tratta di una questione metafisica. Tuttavia, sul fatto che questo mondo sia vero, non i sono dubbi. I dolori che si provano sono dolori veri. Anche la morte cui si va incontro è vera. Quello che scorre è sangue vero. Non è un mondo finto. Nemmeno un mondo immaginario. Né metafisico. Glielo garantisco. Ma questo, non è il 1984 che conosce lei. […] Mi sembra che lei abbia letto troppa fantascienza. No, non è così. Non è un mondo parallelo. Non è che li c’è l’anno 1984 e qui il 1Q84, che è una sua ramificazione e i due procedono in modo parallelo. Il 1984 ormai non esiste più, da nessuna parte. Sia per lei che per me l’unico tempo che esiste è questo dell’anno 1Q84. […] Nostro malgrado siamo entrati qui. O questa dimensione è entrata in noi. E, a quanto mi è dato di capire, la porta non si apre che in una sola direzione. Non c’è possibilità di ritorno.”       (da 1Q84 aprile-settembre)

I personaggi all’interno di queste dimensioni, però, sono reali.
Questa concretezza è fornita attraverso la descrizione minuta delle loro abitudini, seguendo le loro azioni giornaliere. 1Q84 è, inoltre, un romanzo pieno di riferimenti, che lo tengono ben saldo alla nostra realtà. Chekov, Orwell, Kubrik, Dostoevsky, Macbeth e addirittura Jung. I riferimenti più importanti sono tuttavia legati come al solito al mondo della musica. Compare, come sempre, la passione per il jazz, in special modo i discorsi sul clarinettista Barney Bigard e il jazz degli esordi, ma ci sono anche i Rolling Stones, Billie Holiday o Vivaldi. Il romanzo si apre con la Sinfonietta di Janáček, che dall’uscita di 1Q84 ha registrato un aumento rilevante nelle vendite. Si può sostenere che la musica, in questo romanzo più che in altri, giochi un ruolo fondamentale, poiché rappresenta l’elemento che determina l’illusione dello scorrere del tempo. L’ascoltare uno stesso disco più e più volte è, infatti, il desiderio di richiamare a sé il passato .

1Q84 ottobre-dicembre è in uscito il 16 Ottobre. Era sicuramente uno dei libri più attesi per il 2012. Nel libro le vicende di Tengo e Aomame continuano ad intrecciarsi come i rami di un albero che sembra non finire mai. Ritroviamo tutti i personaggi che avevamo lasciato e, addirittura, personaggi che nel primo libro erano dipinti come secondari acquistano un’importanza quasi pericolosa per i nostri protagonisti.
Della trama, tuttavia, non c’è bisogno di dire altro per non rischiare di rovinare tutto.
1Q84 è davvero un corpo simile ad un albero. Nonostante sia stato suddiviso in parti, e ciò è stato dettato da scelte editoriali, la sua trama parte dalle radici e si diffonde per tutto il suo corpo, utilizzando tutto lo spazio possibile, ogni singolo canale di collegamento. Quando si arriva ai rami diventa difficile, ma soprattutto inopportuno, districare la matassa di una vicenda, dalla quale si può uscirne solamente andando avanti, attraverso la sue pagine.
All’interno di questo libro sono nascoste le risposte ai dubbi e le domande che ci eravamo posti leggendo il primo volume.

“Ascolta Tengo, adesso non metterti a pensare a cose troppo complicate. Segui la corrente. Di storie come questa, non è che nella vita ne capitino tante. E' come stare in un bel romanzo picaresco. Per una volta gustiamoci il denso profumo del male. Godiamoci la discesa sulle ripide. E se dovremo precipitare dalle cascate, faremo insieme una caduta spettacolare.” 

(da 1Q84 aprile-settembre)

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
1Q84 - illustrazione (fonte)

  • 1Q84 aprile-settembre, copertina
  • Foto Haruki Murakami (fonte)
  • 1Q84 (particolare)
  • 1Q84 ottobre-dicembre, copertina
  • 1Q84 illustrazione (fonte)