Aspettando 1Q84. Haruki Murakami, una danza surreale tra il reale e l’impossibile. 1/2

di Giacomo Alberti // pubblicato il 19 Settembre, 2012

“In sogno mi apparve un nano e mi chiese se volessi ballare.
Sapevo benissimo che era solo un sogno ma, dato che anche nel sogno mi sentivo stanco, rifiutai cortesemente con un “mi dispiace, sono stanco e non mi sento di ballare”. Il nano non se la prese affatto a male. Ballò da solo.
Appoggiato per terra un giradischi portatile, il nano ballava mettendo su dischi. I dischi erano sparpagliati tutt’intorno. Poiché il nano non li riponeva subito nella custodia ma li lasciava fuori come capitava, succedeva che dopo non si capisse più se un disco apparteneva a una custodia a un’altra, tanto che alla fine erano messi tutti a caso. Cosicché nella custodia dell’Orchestra di Glenn Miller c’era un disco dei Rolling Stones, oppure in quella della “Suite di Dafni e Cloe” di Ravel c’era il coro di Mitch Miller.
Tuttavia il nano aveva l’aria di non darsi affatto pensiero. Ora stava ballando al suono di un disco di Charlie Parker che si trovava nella custodia “Raccolta di arie famose per chitarra”. Il nano ballava come il vento. Io lo osservavo mangiando dell’uva.
Sudava copiosamente. Quando scuoteva la testa spargeva il sudore del viso, quando scuoteva le mani, il sudore sgocciolava dalla punta delle dita. Nonostante ciò continuava a ballare senza fermarsi. Quando il disco finì appoggia a terra la ciotola dell’uva e ne misi su uno nuovo. E il nano ballò ancora.”
(Dal racconto Il Nano Ballerino, all’interno de L’elefante scomparso)

Haruki Murakami è forse il più importante autore giapponese contemporaneo. Nasce il 12 Gennaio del 1949 da una coppia di docenti di letteratura giapponese. Lavora in un negozio di dischi, durante la fine dei suoi studi, apre un bar e gestisce un jazz club, il Peter Cat, assieme alla moglie, dal 1974 fino al 1981.
Diversi titoli dei suoi racconti, infatti, prendono nome proprio dal mondo della musica, elemento importantissimo di quest’autore, che accompagna e scandisce anche i tempi di narrazione.

“La maggior parte dei pezzi non erano di mio gusto. Fleetwood Mac, Abba, Melissa Manchester, Bee Gees, K.C. and the Sunshine Band, Donna Summer, Eagles, Boston, Commodores, John Denver, Chicago, Kenny Loggins … scorrevano uno dopo l’altro come schiuma sull’acqua. Musica di consumo, spazzatura fatta solo per spremere le tasche dei teen-ager.
Tutt’a un tratto mi venne il magone.
Erano cambiati i  tempi, ecco tutto.”  (Da Dance Dance Dance)
 
Murakami usa il realismo magico dei suoi racconti come uno strumento per analizzare l’individualismo della società giapponese, all’interno della quale avverte una tremenda assenza di valori.

“Io vorrei ricostruire un insieme di valori per questo nuovo mondo, questo mondo dell'economia. La mia generazione … siamo rimasti delusi, ma dobbiamo sopravvivere. Dobbiamo sopravvivere all’interno di questa società, ecco perché dobbiamo costruire dei nuovi valori.” (da un’interista a Murakami sullo Union-News, 1990)    

È il primo scrittore giapponese che è riuscito ad abbattere la questione Giappone-Occidente, l’irrompere violento della cultura occidentale in quella giapponese, l’adozione di occidentalismi da parte di alcuni e il rifiuto di quei modelli da parte di altri. Un tema contradditorio, quello dell’identità nazionale, del quale Mishima era feroce sostenitore, esplorato anche da Soseki e Tanizaki.
Nelle pagine di Murakami questa tensione non si avverte. I luoghi dei suo romanzi sono indiscutibilmente giapponesi: Tokyo, Aoyama, Kobe, Sapporo, l’Hokaido. Al contrario, nel mondo interiore dei suoi personaggi, la musica che ascoltano, i drink che bevono seduti nei bar, la cultura tradizionale è del tutto scomparsa, svanita. Se non fosse per le indicazioni geografiche fornite dalle descrizioni, le storie di Murkami potrebbero tranquillamente essere collocate in una qualsiasi capitale americana, o dell’Europa settentrionale.
I personaggi di Murakami sono creature solitarie che, avvertono nella propria vita una sorta di incompletezza. Il  loro lavoro così come le loro carriere sono un insieme di gesti predefiniti che si ripetono ogni giorno, e che a poco a poco si svuotano di ogni significato, perché servono solo ad sostenere un esistenza piena di agi, ma vuota, priva di qualsiasi soddisfazione. La frustrazione che scaturisce da ciò gli fa tagliare i rapporti con il mondo. Si rifugiano in un isolamento volontario e forzato capace di donargli la forza per comprendere meglio se stessi, le proprie esigenze e continuare a vivere.

“Questa volta si trattava di un servizio sui migliori ristoranti di Hakodate per una rivista femminile. Io e un fotografo dovevamo girare per un certo numero di locali: io scrivevo il testo e lui scattava le foto. Cinque pagine in tutto. Le riviste femminili richiedono articoli del genere, e ci deve pur essere qualcuno che li scrive. È come raccogliere la spazzatura, o spalare la neve. Qualcuno deve pur fare queste cose, che gli piaccia o no.
Erano tre anni  e mezzo ormai, che facevo lavori di questo tipo. Spalavo la neve in nome della cultura.”
(Da Dance Dance Dance)


Il suo esordio coincide con la stesura dei primi tre libri di quella che sarà poi conosciuta come la Trilogia del Ratto, composta da:
Ascolta la canzone nel vento (風の歌を聴け Kaze no uta o kike)
Il flipper del 1973 (1973年のピンボール 1973-nen no pinbōru),
Nel segno della pecora (羊をめぐる冒険 Hitsuji o meguru bōken).

Questi sono seguiti da Dance, Dance, Dance (ダンス・ダンス・ダンス Dansu dansu dansu).
La Trilogia del Ratto si basa interamente su un unico narratore, di cui non ci viene mai rivelato il nome, e un suo amico il “Ratto”.
Sfortunatamente gli unici due libri pubblicati in Italia sono Nel segno della Pecora e Dance, Dance, Dance.
Nel Segno della pecora, di cui la prima edizione italiana edita da Longanesi titolava Sotto il segno della pecora, è un libro il cui impasto ha già quelli che sono i temi caldi di Murakami. La corruzione e la potenza opprimente della politica, gli anni Sessanta e il movimento studentesco, la musica e in particolar modo la passione per il Rock e il Jazz, la solitudine e il surreale.

“La incontrai in autunno nove anni fa, quando avevo vent’anni e lei ne aveva diciassette.
C’era una piccola caffetteria vicino all’università in cui mi incontravo con gli amici. Non era niente di che, ma offriva certe costanti: hard rock e pessimo caffè.” (Da  Nel segno della pecora)

In Dance Dance Dance, pubblicato nel 1988, a sei anni di distanza da Nel segno della pecora,il protagonista avverte in sogno qualcuno che piange e lo chiama dall’interno di una delle stanze dell’albergo Delfino, un pensione in cui era stato ospite in precedenza. La persona che ogni notte continua a piangere è una ragazza con cui ha perso i contatti molti anni prima. Il nostro giornalista free lance è dunque costretto a improvvisarsi detective. Si muove tra allucinazioni e realtà, attraverso una Tokyo buia e surreale, un paese di montagna ricoperto di neve e Honolulu, in cui un gruppetto di sei scheletri guarda la televisione seduto in un salotto. La sua ricerca è un viaggio, attraverso il quale è accompagnato da una ragazzina dotata di capacità fuori dal comune, che prova ad illuminargli il cammino, un cammino nel quale si deve continuare a danzare.

“Ma cosa devo fare, allora?
Danzare – rispose – Continuare a danzare finché ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? Devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perché. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c’entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Finiranno per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. Anche se quello che fai può sembrarti stupido,non pensarci. Un passo dopo l’altro, continua a danzare. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. Per certe cose non è ancora troppo tardi. I mezzi che hai, usali tutti. Fai del tuo meglio. Non devi avere paura di nulla. Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra tutto sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano.
Alzai gli occhi e guardai la sua ombra sul muro.
Danzare è la tua unica possibilità – continuò – Devi danzare, e danzare bene. Tanto bene da lasciare tutti a bocca aperta. Se lo fai forse anch’io potrò darti una mano. Finché c’è musica, devi danzare!” 
(Da  Dance Dance Dance)

Il grande successo arriva nel 1985 con La fine del mondo e il paese delle meraviglie (世界の終りとハードボイルド・ワンダーランド Sekai no owari to hādo-boirudo wandārando), romanzo composto da due storie parallele che si svolgono senza avere apparentemente nulla in comune, ma che tuttavia finiscono per confondersi l’una nell’altra. La fine del mondo è un piccolo villaggio medievale, circondato da mura inviolabili, dentro al quale un gruppo di persone che hanno perso i ricordi e i sentimenti conducono una mite esistenza. Al protagonista, che si risveglia in questo strano luogo, viene tolta la sua ombra, come di consueto, e gli viene assegnato il ruolo di Lettore di sogni, una mansione che  svolge all’interno di una biblioteca, dove ha il compito di leggere il cranio degli unicorni defunti. Il Paese delle meraviglie, invece, è una Tokyo futuristica, in cui due fazioni lottano per ottenere il controllo sulla società, venendo a patti anche con metodi  violenti, omicidi e gli Invisibili, creature malvagie che occupano il sottosuolo della città.
Nel 1987 esce il bestseller Norwegian Wood (ノルウェイの森 Noruwei no Mori), scritto per la maggior parte in Italia e in Grecia e pubblicato inizialmente in due parti. Questo libro consacra Murakami nel firmamento della letteratura mondiale e lo rende una vera star in tutto il Giappone.
Norvwegian Wood è una struggente storia d’amore, un salto nei ricordi di gioventù del protagonista di questa storia, Toru Watanabe. Il romanzo è ambientato nel Giappone degli anni sessanta, durante i movimenti di protesta studenteschi, attorno ai quali si snoda una storia di nostalgia e sensualità.

“ "Ehi..Ehi..mi senti? Dì qualcosa" disse Midori, la testa ancora sepolta nel mio petto.
"che cosa?"
"quello che vuoi, purchè sia qualcosa che mi faccia sentire meglio."
"sei molto carina."
"Midori" suggerì lei "mettici anche il nome."
"sei molto carina, Midori" corressi.
"molto quanto?"
"tanto da far crollare le montagne e prosciugare i mari."
Lei sollevò la testa e mi guardò. - "sai che le espressioni che usi tu sono assolutamente uniche?" disse.
"solo tu mi capisci davvero" dissi ridendo.
"dimmi qualcosa di ancora più carino."
"Mi piaci tanto, Midori."
"Tanto quanto?"
"tanto quanto un orso in primavera."
"un orso in primavera?" chiese lei sollevando di nuovo la testa "come sarebbe un orso in primavera?".
"un orso in primavera.. allora, tu stai passeggiando da sola per i campi quando ad un tratto vedi arrivare nella tua direzione un orso adorabile dalla pelliccia vellutata e dagli occhi simpatici, che ti fa: 'senta signorina, non le andrebbe di rotolarsi un po' con me sull'erba?'. Tu e l'orsetto vi abbracciate e giocate a rotolare giù lungo il pendio tutto ricoperto di trifogli per ore e ore. Carino, no?"
"Carinissimo"
"Ecco, tu mi piaci tanto così." ” (Da Norwegian Wood)

Nel 1986 Murakami lascia il Giappone. Dopo aver soggiornato in Grecia e in Italia, dove per l’appunto scrive Norwegian Wood, si stabilisce dapprima a Princeton e poi a Santa Ana, in California.
Poi tutto cambia.

Nella notte del 17 Gennaio del 1995 il Giappone viene scosso da un terremoto di magnitudo 7 vicino alla città di Kobe. I soccorsi si dimostrano lenti e disorganizzati. Oltre seimila persone perdono la vita, schiacciati dalle rovine dei palazzi semidistrutti e in mezzo agli incendi.
Sempre nello stesso anno, la mattina del 20 Marzo, cinque membri della setta religiosa Suprema Verità, (オウム真理教, "Ōmu Shinrikyō") si uniscono ai pendolari della metropolitana di Tokyo. Hanno con sé alcuni sacchetti di plastica pieni di gas nervino in forma liquida, che nascondono accuratamente sotto a dei giornali. Raggiunte le fermate prestabilite bucano i sacchetti con le punte dei loro ombrelli e poi sgusciano fuori dalla metro, dove i loro complici li aspettano per portarli lontano da quel posto. 
È così che comincia quello che viene considerato essere l’attacco più grave verificatosi in Giappone dalla fine dell’ultima guerra mondiale, un attentato che provoca dodici morti e oltre seimila intossicati.
Questi due eventi per Murakami rappresentano un punto di svolta. Decide di tornare in Giappone e pubblica Underground. Racconto a più voci dell'attentato alla metropolitana di Tokyo (アンダーグラウンド Andāguraundo) un libro composto da interviste e saggi brevi che hanno come tema l’attentato alla metropoilitana di Tokyo. Successivamente esce L'uccello che girava le Viti del Mondo (ねじまき鳥クロニクル Nejimaki-dori Kuronikuru), un romanzo che esplora la relazione tra il passato violento del Giappone e un presente che sembra vuoto di valori e idee. L’analisi della società giapponese gira attorno alla storia di Okada Toru, ex fattorino di uno studio legale che ora fa il casalingo. La scomparsa del suo gatto, assieme alla telefonata di una sconosciuta dalla voce sensuale che vuole incontrarlo, sono i due eventi principali da cui si dirama la ricerca di Toru. Una ricerca tesa a cercare un gatto che lo metterà sulle tracce della moglie Kumiko e a mettere in ordine un passato pieno di conflitti, quelle zone di se stesso di cui Toru aveva dimenticato l’esistenza.

“- Tu, per la tua età, ogni tanto hai un modo di vedere le cose terribilmente pessimista.
- Signor Uccello-giraviti? ... Io ho solo sedici anni, e il mondo non lo conosco ancora bene, ma una cosa sola posso affermare con sicurezza: se io sono pessimista, un adulto che non lo sia, in questo mondo, è proprio un cretino.” (Da  L’Uccello che girava le viti del mondo)

Il terzo libro pubblicato in questo periodo è Tutti i figli di Dio danzano (神の子どもたちはみな踊る Kami no kodomo-tachi wa mina odoru), una raccolta di racconti brevi che convergono tutti attorno al terremoto di Kobe.

Il 1999 vede la pubblicazione di La ragazza dello Sputnik (スプートニクの恋人 Spūtoniku no koibito), e i l’inizio del 2000 genera Kafka sulla spiaggia (海辺のカフカ Umibe no Kafuka), vincitore del  Premio World Fantasy Award nel 2006, After Dark (アフターダーク Afutā Dāku), eletto libro dell’anno dal New York Times, e  I salici ciechi e la donna addormentata (めくらやなぎと眠る女Mekurayanagi, to nemuru onna) una raccolta di racconti brevi.
L’ultima fatica pubblicata da Murakami è 1Q84, in italia diviso in due volumi, il secondo dei quali è ormai prossimo all’uscita e di cui parlerò nel prossimo articolo.

Ci sono libri che riescono a entusiasmarci per la trama o lo stile. Si leggono, pagina dopo pagina, senza troppe difficoltà. Altri, invece, sono così potenti che creano un mondo intero attorno a loro, pieno di angoli bui, che nascondono a loro volta altri mondi esplorabili. Sono labirintiche scatole cinesi. Una volta entrati in mezzo all’inchiostro delle pagine, uscire diventa un’impresa, poiché una volta tornati nel mondo reale si ha come l’impressione di essere ancora dentro al libro. La linea tra il possibile e l’impossibile, il reale e l’irreale, improvvisamente scompare.
Ecco, i libri di Haruki Murakmi sono un po’ così, mondi che racchiudono mondi sempre più piccoli, dove il reale e l’irreale ballano insieme una danza pericolosamente affascinante, mescolandosi fino a perdersi nella mente del lettore.
I libri, a questo punto, aspettano solo di essere aperti.

“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.” 
(Da  Kafka sulla spiaggia )

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Murakami Aruki, elaborazione Arte e Arti Magazine della foto n.2 dell'autore con particolare della firma (provenienza firma)

Immagini
1 – L’elefante scomparso (Zō no shōmetsu), Dalai Editore, 2004
2 – Haruki Murami foto (http://betweenthelines.in/wp-content/uploads/2012/08/haruki-murakami_apaisado.jpg)
3 – Nel segno della pecora (羊をめぐる冒険 Hitsuji wo meguru bōken), Einaudi, 2011
4 – Dance dance dance (ダンス・ダンス・ダンス Dansu dansu dansu), Vintage, 2002
5 – La fine del mondo e il paese delle meraviglie (世界の終りとハードボイルド・ワンダーランド Sekai no owari to hādoboirudo wandārando), Einaudi, 2008
6 – Norwegian Wood (ノルウェイの森 Noruwei no mori), Universale Economica Feltrinelli, 1993
7 – Underground. Racconto a più voci dell'attentato alla metropolitana di Tokyo (アンダーグラウンド Andāguraundo), Vintage, 2003
8 – L'uccello che girava le Viti del Mondo (ねじまき鳥クロニクル Nejimaki-dori Kuronikuru), Einaudi, 2007
9 – Tutti i figli di Dio danzano (神の子どもたちはみな踊る Kami no kodomo-tachi wa mina odoru), Einaudi, 2005
10 – La ragazza dello Sputnik (スプートニクの恋人 Spūtoniku no koibito), Einaudi, 2001
11 – Kafka sulla spiaggia (海辺のカフカ Umibe no Kafuka), Einaudi, 2008
12 – After Dark (アフターダーク Afutā Dāku), Einaudi, 2008
13 – I salici ciechi e la donna addormentata (めくらやなぎと眠る女Mekurayanagi, to nemuru onna), Einaudi, 2010

 
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