Arte e musica nella Milano dell’Ottocento

di Elisabetta Venturi - pubblicato il 03 Febbraio, 2009 in Mostre

Il Museo Poldi Pezzoli, autentico gioiello milanese, ha prorogato fino all'8 marzo 2009, la possibilità di ammirare le ventisei opere di Arte e musica nella Milano dell'Ottocento, mostra curata da Fernando Mazzocca, fra i maggiori esperti dell'Ottocento in Italia, e da Lavina Galli, conservatore del Museo.

La rassegna ha arricchito la stagione espositiva 2008 del Museo (apertasi con Netsuke in palmo di mano di cui vi ha riferito Flavia nella sua rubrica) proseguendo il percorso di indagine e conoscenza della storia e della cultura milanese del XIX.

Nella Sala del Collezionista, strumenti e spartiti musicali, alcuni grandi dipinti, preziose miniature e una scultura testimoniano quanto fosse rilevante l'amore per la musica e per l’arte delle sorelle Cristina Archinto e Rosina Poldi Pezzoli.
Figlie del principe Gian Giacomo Trivulzio, Cristina è raffigurata nel monumentale ritratto di Pelagio Palagi del 1824, mentre Rosina, futura madre di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, appare in un grande dipinto di Giuseppe Molteni del 1829.

Nel saggio del prof. Fernando Mazzocca si legge "Brera. 1824: autunno. Nelle sale della gloriosa Accademia s’imponeva all’ammirazione del bel mondo, la solita folla delle grandi occasioni, un dipinto monumentale, dalle dimensioni insolite: il Ritratto di Cristina Trivulzio Archinto.
 
La straordinaria cornice intagliata e dorata, opera dell’estro decorativo di chi l’aveva dipinto, l’affermato pittore bolognese Pelagio Palagi, già da una decina d’anni protagonista della dinamica scena artistica ambrosiana, conferiva alla tela un aspetto davvero regale. Nel libretto che, come ai Salon parigini, veniva fornito ai visitatori dell’esposizione l’opera veniva indicata con una laconica didascalia tecnica Ritratto di nobil donna milanese con suo bambino. Troppo poco per un capolavoro che riesce a racchiudere tutto un mondo e che si impone come il manifesto di uno stile di vita inimitabile nel momento, forse, in cui aveva raggiunto il suo apice. Come sempre accade, ne era prossima la fine che avrebbe dato al nostro quadro un sapore nostalgico quale splendido riflesso di una classe, devota ai furori eruditi e al culto della bellezza, scomparsa per sempre. Le divinità della grazia saranno presto cacciate dai demoni del profitto, quando questi s’impadroniranno delle radiose sorti della capitale morale. Quando la Milano europea di Stendhal diventerà l’opulenta officina di una giovane nazione che fatica ad entrare nella modernità".

Spicca anche la presenza di due preziosi strumenti appartenenti alla collezione di Fernanda Giulini.

Il primo è un prezioso fortepiano viennese realizzato da Johann Schanz nel 1818, ricevuto da Cristina per il fidanzamento con Giuseppe Archinto (grande amante della musica e allievo di violino di Alessandro Rolla), il secondo è un’arpa francese decorata, coeva al fortepiano e molto simile a quella di Rosina.

Per rievocare le atmosfere dei protagonisti, i visitatori sono accolti da una musica di sottofondo di Rolla, oltre brani di Franz Joseph Haydn, Ludwig van Beethoven e Franz Schubert.

Di corredo alla mostra un volume con DVD musicale Schanz lo strumento dei principi.

Su prenotazione, possibilità di guide esperte e storici dell'arte del Museo.
Chiuso il lunedì.
www.museopoldipezzoli.it

Didascalie & Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Giuseppe Molteni (Milano, 1800 – Affori, 1867)
    Ritratto di Rosina Trivulzio Poldi Pezzoli, 1829
    olio su tela
    Milano, collezione Trivulzio, © Collezione Trivulzio
  • Pelagio Palagi (Bologna, 1775 – Torino, 1860)
    Ritratto di Cristina Trivulzio Archinto con il figlio Luigi, 1824
    olio su tela
    Milano, collezione privata, © Museo Poldi Pezzoli
  • Johann Schanz (Kladrob, 1762 – Vienna, 1828)
    Fortepiano appartenuto a Cristina Trivulzio Archinto, 1818
    Milano, collezione Fernanda Giulini, © Collezione Fernanda Giulini
  • Jacques-Georges Cousineau (Parigi, 1760 - 1824)
    Arpa a pedali a movimento semplice, 1815-1818
    Milano, collezione Fernanda Giulini, © Collezione Fernanda Giulini

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