Arte e cultura a Bordighera nella Villa della Regina Margherita
di // pubblicato il 13 Giugno, 2011
Recuperati gli stucchi, le tempere, le vetrate artistiche. Lucidati i parquets e arredate di nuovo le sale con ricercati mobili d’epoca, porcellane orientali, bronzi, argenti, ceramiche e opere di grande valore artistico.
Rinfrescato il parco e preparate le aiuole per le rose antiche, Villa Regina Margherita, arrampicata sulle colline di Bordighera in quel pezzo di Liguria dove “terra, mare e cielo, mescolano i loro diversi colori”, dopo due anni di restauro, si scrolla di dosso la polvere del tempo e riapre al pubblico diventando sede permanente di una ricca parte della collezione Terruzzi e accogliendo importanti mostre temporanee.

Come primo appuntamento infatti, dal 19 giugno fino a metà settembre, l’amata residenza privata di Margherita di Savoia ospiterà la mostra “Margherita, Regina d'arte e cultura” per rendere omaggio all’illustre sovrana proprio nei 150 anni dell’Unità d’Italia. Capace da sola di accontentare i visitatori più raffinati ed esigenti, la mostra non è che una parte di un più ampio progetto culturale che vede Villa Margherita divenire prestigioso polo museale e culturale per riempire con molte presenze e attività lo spazio dello storico e fascinoso edificio.
Una rinascita resa possibile dall’incontro tra pubblico e privato: il Comune di Bordighera, la Provincia di Imperia e la Regione Liguria da un lato e la famiglia Terruzzi dall’altro, alleati nell’istituzione della Fondazione Terruzzi-Villa Regina Margherita con le edizioni Skira per raffinate pubblicazioni e ricchi cataloghi. Riservata famiglia di finanzieri, arrivata alle luci della ribalta qualche anno fa per aver presentato un’offerta di grosso calibro per l’acquisto, poi sfumato, di Palazzo Grassi messo in vendita dagli eredi Agnelli, il capofamiglia Guido Angelo Terruzzi ha racconto per decenni un patrimonio d’arte così ampio e vario da spaziare dalle opere a fondo oro all’arte contemporanea.

Una parte importante della ricchissima collezione, grazie al percorso curato da Annalisa Scarpa su progetto di allestimento di Michelangelo Lupo, ha comodamente “preso casa” davanti alle luci del Mediterraneo, arredando di nuovo, con un’affascinante ambientazione ricca dell’atmosfera seducente di una dimora d’epoca, Villa Margherita. Un percorso che, se colpisce già per i numeri della collezione, impressiona soprattutto per la varietà e la qualità delle opere selezionate.
Le luci e i profumi di Bordighera sono sempre stati molto amati da famosi scrittori e pittori, come ad esempio il grande Monet, oltre che dalla nobiltà piemontese e dalle famiglie più illustri. Margherita di Savoia la prima regina d’Italia, non fu da meno e vi soggiornò, una prima volta in incognito nel 1879, per poi farvi costruire tra il 1914 e il 1916, su progetto dell’architetto Luigi Broggi, la villa in cui avrebbe trascorso gran parte degli ultimi anni di vita e dove si sarebbe spenta nel 1926.

Passeggiando fra sale, camere, saloni che accolsero ospiti così illustri è possibile ammirare pezzi d’arredo di grande valore, come due splendidi tavoli da muro di manifattura genovese dei primi del settecento oppure un bureau en pente dell’ebanista francese Jacques Dubois. Per non mancare fra le porcellane orientali, i bronzi, gli argenti, il celebre Servizio Minghetti, 381 pezzi realizzati nel 1888 dalla nota manifattura bolognese per il Duca di Montpensier Antonio d’Orléans, figlio cadetto di Luigi Filippo d’Orléans, accanto ai capolavori assoluti dell’arte ligure del Seicento.
Tante le opere di rilievo della collezione Terruzzi. Lavori che vanno dal “Cristo alla colonna” di scuola caravaggesca a una “Adorazione dei pastori” di Jusepe de Ribera, detto Lo Spagnoletto, e un “San Gerolamo leggente” del medesimo autore, passando per “Allegoria con Venere, Vulcano ed Eros” uno dei rari dipinti a figure grandi di Alessandro Magnasco noto come il Lissandrino, e un altrettanto raro esempio della sua ritrattistica con “Ritratto di gentildonna”.
Per la pittura napoletana tre tele di Luca Giordano, due delle quali di importanti dimensioni, che decorano le pareti e anche i dipinti di Paolo De Matteis, Francesco De Mura, Giuseppe Recco. Per la scuola emiliana basti invece segnalare la presenza di Giuseppe Maria Crespi con due opere come “Il Ritrovamento di Mosé” e “L’Adorazione dei Magi”.

Tantissime anche le nature morte con tele di mazzi di fiori e canestri di frutta sparsi ovunque e poi ancora opere di Giovanni Baglione, Giambattista Gaulli detto il Baciccio, Agostino Carracci, Paolo Anesi, Giuseppe Zocchi, Benedetto Gennari, Pietro Paolini. Varie opere anche di Francesco Londonio, l’artista lombardo molto amato dalla famiglia Terruzzi, presente con due notevoli “Scene pastorali” di imponenti dimensioni e altre sei più piccole insieme a una decina di incisioni ad acquaforte, tecnica nella quale l’artista era maestro. E tanti ancora i francesi fra cui il paesaggista Jean Baptiste Lallemand e la sensuale “Danae” di Jean-François de Troy.
Dopo una sosta nella grande terrazza della villa, comodamente seduti alla caffetteria davanti alla balconata panoramica, per ricordare la regina Margherita, è la volta della visita alla mostra temporanea “Margherita, Regina d'arte e cultura”.
Per rivivere il ricordo della sovrana sono esposti oltre a numerosi ritratti anche oggetti che le sono appartenuti. Nella sezione delle opere d’arte in mostra quelle aveva acquistate per la sua collezione nelle tante biennali o esposizioni d’arte che era solita frequentare. Trenta pezzi quali “La morte del pulcino” di Luigi Nono, “Affetti” di Giacomo Balla, “Notte a Verona” di Bartolomeo Bezzi, più le foto storiche in gran parte provenienti dal Patrimonio del Quirinale e da collezioni private. In mostra per ricordare la bionda Margherita, la prima regina d’Italia famosa per le sue perle e sicuramente la più amata di casa Savoia.