Arte contemporanea dall’Iran: Memorie Velate
di // pubblicato il 29 Maggio, 2010
La XIV edizione della Biennale Donna, organizzata dall’UDI – Unione Donna in Italia di Ferrara con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea e i Musei Civici di Arte Antica del Comune di Ferrara, presenta la mostra “Memorie Velate. Arte Contemporanea dall’Iran” allestita presso il Padiglione d’Arte Contemporanea.
La mostra è curata da Silvia Cirelli e sostenuta dal Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara e Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio del Ministero per le Pari Opportunità e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Sei donne, sei artiste contemporanee iraniane raccontano le loro esperienze di vita. Testimonianza di quello che rappresenta la figura femminile in un paese mediorientale tra i più conservatori, dove ancora oggi la donna è considerata nella scala sociale come cittadina di seconda classe.
Esperienze maturate, quelle raccontate, nel corso del tempo partendo dalla Rivoluzione Islamica del 1979 fino alla guerra Iran-Iraq (1980-1988).
Filo conduttore sono le memorie di un passato ed un presente ancora in bilico fra desiderio di modernizzazione e volontà di salvaguardia delle tradizioni culturali e religiose islamiche percorso visto da occhi di donne coraggiose, instancabili portavoce di una realtà che vuole essere, e deve essere, raccontata.

Esperienza di artiste che hanno seguito percorsi diversi, riflessioni provenienti da chi ha deciso di rimanere in Iran, sia di chi già da anni ha scelto l’esilio, senza dimenticare la forte identità culturale.
La rassegna ripercorre temi quali il ruolo sociale e familiare della donna nel mondo islamico, il legame con il proprio Paese e la speranza di un cambiamento verso un futuro più democratico, il tutto proposto con ampia varietà di linguaggi espressivi: dalla videoarte all’installazione, dalla fotografia ad opere site specific realizzate appositamente per la Biennale, fino ad arrivare al documentario, un genere che sta vivendo in Iran un importante sviluppo espressivo.
Shirin Fakhim, apre la mostra con la presentazione di alcuni dei più significativi lavori mai esposti in Italia della giovane artista, sculture a grandezza naturale che con audacia ed evidente provocatorietà affrontano il tema del grande aumento di prostitute a Teheran, il ripudio, gli abusi domestici o la vedovanza subiti da donne, hanno portato a questo risultato, donne che “perdono la propria dignità” come previsto da regole religioso-sociali.
La rassegna prosegue con la complessa video-installazione di Ghazel, artista già di livello internazionale, che porta alla Biennale un’opera in esclusiva italiana, un intimo diario quotidiano fortemente autobiografico che racconta gesti, atteggiamenti e parentesi di vita di una donna dalla multipla e complessa identità.
L’unico documentario presente in mostra, quello della giovane giornalista e documentarista Firouzeh Khosrovani, ripercorre invece la concezione del corpo femminile dalla Rivoluzione Islamica fino ad oggi, quando anche i manichini femminili nelle vetrine dei negozi di Teheran diventano oggetto di accese controversie che sfociano nell’inverosimile decisione di mutilarne le forme femminili.

La privata riflessione sull’individualità femminile trova una giusta espressione nelle opere della fotografa Shadi Ghadirian: originali e suggestivi scatti evidenziano le contraddizioni dell’Iran odierno, rivelandone le incoerenze e sostenendo che non si può rincorrere uno sviluppo da potenza mondiale se prima non ci si fa carico delle arretratezze sociali ancora evidenti.
Di grande impatto visivo e tipicamente concettuali sono i lavori composti da cemento, capelli veri e specchi di Mandana Moghaddam, installazioni dalla forte tensione creativa che giocano sull’inatteso bilanciamento fra la forza maschile e quella femminile, resa con la finezza caratteristica del percorso artistico di Moghaddam.
A chiudere la rassegna le opere di Parastou Forouhar, controversa artista che ha vissuto in prima persona la violazione dei diritti umani a causa della brutale uccisione dei suoi genitori, all’epoca oppositori politici in Iran. L’arte di Forouhar, indubbiamente influenzata da una dolorosa storia personale, si concentra infatti su temi quali la libertà di pensiero e la lotta per i diritti delle donne.
In occasione della esposizione sarà edito un catalogo bilingue italiano ed inglese che contiene le riproduzioni di tutte le opere esposte e apparati biografici, unitamente a contributi critici di Silvia Cirelli e Rose Issa.
Alla Biennale Donna sono affiancate una serie di iniziative collaterali strettamente legate al filo conduttore della mostra, come una rassegna cinematografica, presentazioni letterarie e dibattiti.