Arsenale: Padiglione Italia e omaggio a Pietro Cascella
di // pubblicato il 19 Giugno, 2009
Grandi numeri per la 53a edizione della Biennale di Venezia. L'Esposizione Internazionale d'Arte nella prima giornata ha registrato 4.776 visitatori paganti ed eravamo ben 3.774 giornalisti accreditati nei tre giorni di vernice (2.626 della stampa internazionale e 1.148 di quella italiana).
Una Biennale partita all'insegna di autentico, grande, interesse e che offre la possibilità di spaziare nelle espressioni del contemporaneo.
Quattro giorni a Venezia sono volati via leggeri nonostante ritmi, vi assicuro, impegnativi anche per il numero di eventi collaterali di qualità che offre la città.
Dei "Giardini" vi dirà Flavia nei prossimi giorni.
All'Arsenale sono stati aperti per la prima volta al pubblico ulteriori 17.000 mq. coperti delle Artiglierie, Gaggiandre, Tese Cinquecentesche e Tese delle Vergini, dove sorge il nuovo Padiglione Italia, in gran parte affacciati sul bacino acqueo.

Il progetto espositivo presenta una selezione di artisti con opere appositamente realizzate per cercare di interagire fra di loro comunicando l'idea di insieme.
In tale ottica sono stati organizzati incontri tra curatori, artisti e architetti per compiere un percorso condiviso poi ben comprensibile dal pubblico.
La mostra COLLAUDI - Omaggio a F.T. Marinetti lega il tema del Padiglione Italia all'anniversario del manifesto futurista e sottolinea come l'espressione della contemporaneità - video, installazione, performance, interazione di media diversi, materiali, suoni e rumori, oltre naturalmente ai linguaggi tradizionali - trovi nella teoria e nella pratica futurista una vera e propria origine.

I curatori, Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli spiegano "I testi di Marinetti, Boccioni e Prampolini sembrano prevedere che la complessità dei linguaggi e la loro interazione sia ormai una necessità ineluttabile, e, pur praticando nelle loro vite ogni sperimentalismo, lanciano la sfida ai loro successori, sapendo che su questa strada proseguiranno. 'Altri verranno dopo di noi...' diceva Marinetti confidando proprio in una sorta di successione naturale. L'omaggio a Marinetti ha una consistenza non soltanto teorica, ma s'intende iniziare il percorso espositivo con una serie di ritratti del fondatore del Futurismo (opere di Depero, Prampolini, Crali, Zatkova) e qualche altra immagine - installazione - manifesto oppure suono, ossia riproduzione di una declamazione originale"

Se alla base del progetto vi è questa autorevole paternità culturale è stata lasciata però la totale libertà basandosi sul principio di "progetto totale" che ambisce a trasferire un'immagine unitaria, seria, ma anche ironica, di una generazione di artisti.

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, applaudendo al ritorno del Padiglione Italia e il raddoppio degli spazi, ha notato come la creatività italiana torni al centro della Esposizione Internazionale d'Arte, recuperando un ruolo cruciale in una fra le maggiori manifestazioni al mondo dedicate al contemporaneo".

Una scenografica ambientazione del Giardino delle Vergini, a un anno dalla scomparsa, redende omaggio a Pietro Cascella.
La Biennale di Venezia lo aveva già ospitato nel 1948 nella prima edizione post bellica e ancora nel 1956, nel 1966 (sala personale), nel 1972 e nel 1986.
Quella odierna è curata da Luca Beatrice, Beatrice Buscaroli, Enrico Crispolti, con la collaborazione di Cordelia von den Steinen, Archivio Pietro Cascella, Corinna Carbone, assistenza curatoriale, e di Manuela Crescentini, Archivio Crispolti, per gli apparati nel catalogo speciale, pubblicato da Silvana Editoriale.
Un'occasione per riflettere sull'attualità del lavoro del Maestro che dagli anni sessanta del Novecento al primo decennio del Duemila è stato anche scultore di consapevole dimensione "pubblica" con una grande capacità evocativa di rappresentazione civile che Enrico Crispolti nel catalogo spiega come "di una indotta discorsività plastica ravvicinata, dialogicamente affettuosa, in echi di remoto fondamento antropologico arcaico. Che dalla sua immaginazione erano insinuati monitoriamente, in contrapposta intenzione emotiva evocativa, entro un orizzonte di aridità di consumismo metropolitano, costituendovi luoghi di memoria e di dialoghi antichi; oppure, in sintonia antica con spazi urbani minori, di spessore storico, erano collocati entro una naturalezza di gesti e ritualità quotidiani".

E poi aggiunge "Oggi quando, da una decina d'anni a questa parte, la frequentazione di spazi 'pubblici' il confronto ambientale, appare pratica frequentata ormai persino oltre ogni effettiva motivazione, quasi come un dato di moda sopraggiunta nella quale chiunque pensa di potersi avventurare, anche senza consapevolezza e mezzi specifici, ecco che la lezione di Cascella si pone ancora risolutamente come un punto di riferimento forte, una lezione di motivazioni, immaginazione e rigore operativo, per istituire nello spazio di frequentazione urbana quotidiana occasioni ambientali nuove, frequentabili, percorribili, fruibili, d'intenzione emotiva e immaginativa memoriale, in dialogo sia con un patrimonio antropologico appunto di remoto fondamento, che con una natura primaria continuamente evocata nella realtà della pietra (e in particolare il travertino), trattata preferibilmente con accentuata sensibilità materica".
Il Ministro Bondi ha ricordato "Cascella, che mi onorò di fraterna amicizia, si è certamente distinto per la monumentalità delle sue realizzazioni, dal Monumento ad Auschwitz all'Arco della Pace di Tel Aviv, dall'Omaggio all'Europa di Strasburgo a quello alla Resistenza Bella Ciao a Massa. Ma ciò che mi ha sempre colpito è la profonda sensibilità civile che sottende queste grandiose realizzazioni. Era, e continua ad essere, questa dimensione a dare vita e significato universale ai suoi marmi”.