Arrietty – il mondo segreto sotto il pavimento
di // pubblicato il 21 Ottobre, 2011
Arrietty ha quattordici anni e appartiene alla specie dei “prendinprestito”, piccoli esseri umani alti pochi centimetri, vivono celati ai nostri occhi ma non sono folletti e non hanno quindi alcun potere magico o facoltà straordinaria.
La ragazza abita insieme ai genitori sotto il pavimento di una grande casa immersa nel bosco prendendo in prestito per sopravvivere cibo e oggetti quotidiani, in piccole quantità per non dare nell’occhio, come una zolletta di zucchero o un fazzoletto di carta.
Un giorno Sho, il nipote dodicenne della padrona di casa, arriva ad abitare insieme alla zia e alla vecchia governante. Il ragazzo è un tipo solitario, cagionevole di salute, e sorride al ricordo del nonno che raccontava storie sul popolo di gnomi che avrebbe abitato la casa, ma una notte il suo sguardo incontra quello della piccola Arrietty in spedizione di “presa in prestito” col padre Pod.
Un incontro fatale da cui prenderà il via la serie d’eventi che cambierà per sempre la vita di entrambi.

Ispirato da una serie di libri della scrittrice inglese Mary Norton, il nuovo film dello Studio Ghibli fondato da Hayao Miyazaki e Isao Takahata è un tassello che s’incastra perfettamente nella tradizione delle opere precedenti, ma allo stesso modo rappresenta un punto di svolta determinante per le produzioni future.
Nella scelta di Cécile Corbel per la colonna sonora in sostituzione del consueto Joe Hisaishi, ad esempio, risiede un rinnovamento che genera ovviamente un cambiamento delle atmosfere narrative del film.
Il primo adattamento fu scritto dallo stesso Miyazaki quarant’anni fa, spostando l’azione dall’Inghilterra degli anni’50 al Giappone di oggi, e presenta diversi elementi che contraddistinguono da sempre il suo Cinema: il personaggio femminile protagonista a quel punto del sentiero che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta, l’importanza del dialogo tra esseri diversi e il candido stupore per la bellezza della natura contrapposto all’insensibile stupidità di alcuni rappresentanti adulti del genere umano.

Diretto dall’animatore e collaboratore decennale dello Studio Ghibli, Hiromasa Yonebayashi qui all’esordio nella regia, Arrietty – il mondo segreto sotto il pavimento è un bellissimo racconto d’avventura pieno di poesia che pone riflessioni divertendo.
L’atto rivoluzionario di prendere in prestito il necessario per vivere è la via verso cui, secondo Hayao Miyazaki, dovrebbe muovere la società moderna alla ricerca di un nuovo modello di sviluppo, abbandonando ogni fallimentare spinta consumistica che nella crisi attuale si è necessariamente scontrata con l’inattuabilità di una crescita infinita.
Il Cinema di Miyazaki non è nuovo a critiche dirette e precise all’avidità che domina e divora il nostro mondo, nell’incipit del suo capolavoro La città incantata i genitori della piccola Chihiro erano trasformati in porci dalla loro stessa fame di consumo sfrenato, perciò l’uso del prestito a rimpiazzare la corsa all’acquisto compulsivo non è dettaglio casuale.
Persino la statura ridotta dei “prendinprestito” rappresenta il loro sano saper vivere del necessario, riutilizzando vecchi oggetti in modo creativo e sottraendosi al bisogno indotto di occupare una maggior porzione di spazio fisico per affermare il proprio ego, come la diffusione sulle nostre strade di auto inquinanti e sempre più ingombranti sottolinea.

L’elevata qualità pittorica dei fondali è quella a cui lo Studio Ghibli da sempre ci ha abituato, uno spettacolo per gli occhi e per il cuore, una sana boccata di vera poesia da respirare a pieni polmoni, un inno alla magia della natura come ricerca della bellezza e kantiana propensione al bene.
Il giovane Maro, così è affettuosamente soprannominato il regista, si candida seriamente a diventare l’erede numero uno del Maestro Miyazaki riscattando anche il poco riuscito I racconti di Terramare prodotto qualche anno fa e diretto dal figlio di Hayao, Goro Miyazaki.
L’utilizzo di animazione digitale in 3D è limitatamente usato nel film solo come mezzo narrativo, per ampliare le possibilità espressive di alcune sequenze in soggettiva con ambienti che si muovono intorno ai personaggi, giusta collocazione del mezzo che non deve diventare il fine.

L’animazione tradizionale, come i piccoli protagonisti del film, è una specie in via d’estinzione ed è encomiabile l’impegno di Lucky Red a distribuire queste piccole opere d’Arte, nonostante i pregiudizi di certi esercenti. Fin dal primo giorno di programmazione Arrietty – il mondo segreto sotto il pavimento è stato considerato in Italia film destinato solo ai bambini e proiettato con soli due spettacoli pomeridiani in quelle multisale spersonalizzanti dove lo spettatore è un prodotto.
Il gusto del grande pubblico può essere coltivato, ma nell’oblio culturale in cui si vuol tenere l’Italia è
normale anche che la prima visione televisiva di un gioiello come Ponyo sulla scogliera venga programmata dalla tv di Stato alle due di notte.
Karigurashi no Arrietty [Arrietty, colei che prende in prestito] è uscito sugli schermi giapponesi il 17 Luglio 2010 e solo nel primo fine settimana di programmazione ha incassato 350 milioni di Yen, circa dodici milioni e mezzo di Euro, portando al cinema più di un milione di persone. Queste cifre, più di tanti discorsi, evidenziano lo stato di salute di un popolo che ama la sua cultura e non cede alla demenza inqualificabile di cinepanettoni.