Architettura nelle terre di Siena - fra tradizione e rinnovamento

di Elisabetta Morici // pubblicato il 28 Ottobre, 2010

In questa stagione l’architettura sembra far da padrone sul versante delle mostre.
Anche a Siena, in palazzo Squarcialupi, presso il complesso museale di Santa Maria della Scala, è stata inaugurata il 1 ottobre la mostra “Architettura nelle terre di Siena. La prima metà del Novecento”, che ricostruisce, per la prima volta, lo sviluppo di mezzo secolo di architettura nel territorio senese.
Aperta fino al 17 novembre, la mostra fa parte di un progetto più ampio promosso dalla Provincia di Siena, organizzato e realizzato dalla Fondazione Musei Senesi con la collaborazione del Comune di Siena, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Siena e Grosseto, dell’Università degli Studi di Siena e il Complesso Museale Santa Maria della Scala, e finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Dopo tre anni di studi sul campo, con il censimento degli edifici più rilevanti e la raccolta del materiale pertinente, sono state ricostruite le carriere degli architetti che hanno lavorato in un periodo storico così particolare.
Il risultato di questo impegno è un importante lavoro che si esplica con una mostra di più di cento disegni e progetti di eccellente qualità accompagnata da un catalogo composto di saggi molto interessanti e puntuali nella disamina di un così complesso argomento.
Il volume è una completa disamina dello sviluppo architettonica della zona senese che va dal periodo eclettico verso il liberty, dal déco al razionalismo, per arrivare allo stile littorio.

Accanto a nomi di progettisti di rilievo come Angiolo Mazzoni o Virgilio Marchi, direttore per dieci anni dell’Istituto d’Arte di Siena, Pietro Porcinai o Gino Cancellotti, hanno operato una schiera di architetti locali che sono il chiaro esempio del rapporto contraddittorio che l’architettura toscana del Novecento ha avuto con le tradizioni del passato.

Ne esce quindi un quadro che ha per protagonista il dialogo, ma a volte è anche una scontro, fra l’architettura del passato, così ben conservata ed amata, e le nuove istanze che si proponevano nel corso dei vari decenni.
Architetture innovative come la stazione ferroviaria di Siena di Mazzoni, con il suo razionalissimo fabbricato-alloggi esaltato dalla cosiddetta “torre di luce” , vengono realizzate contemporaneamente ad architetture che cercano di riprendere un passato architettonico idealizzato.
E’ così che infatti è avvenuta la più grande operazione storicistica dei primi anni Trenta a Siena, ovvero la ricostruzione del rione Salicotto, improntato allo stile neo-gotico e neo-rinascimentale.

La mostra si divide in cinque sezioni, ognuna delle quali ci propone disegni di progetti e fotografie di gran fascino, che ci lasciano molto spesso a bocca aperta per la bellezza del tratto a china, per le pennellate d’acquerello o di pastello, che donano effetti pittorici sorprendenti, e sia per la bravura di ognuno di questi progettisti dalla mano sempre felice.

La prima sezione è dedicata alle prove dei borsisti della Società di Esecutori di Pie Disposizioni, che insieme all’Istituto d’Arte, formava i progettisti. I disegni coprono un arco temporale che comprende tutte le “tendenze” architettoniche della prima metà del XX secolo e mettono in evidenza la modernità degli insegnamenti impartiti agli studenti.

La seconda sezione è dedicata all’Eclettismo ed al Liberty. Un eclettismo di stampo medievale , ovviamente, molto purista e poco incline alle sovrapposizioni di stili. Per il Liberty, sporadiche incursioni nel nuovo linguaggio amato dalla committenza più colta, con un esempio particolare a Buonconvento.

Ad Angiolo Mazzoni ed al suo progetto per la stazione ferroviaria senese è riservata la terza sezione, con fotografie d’epoca e disegni originali che ci fanno rivivere una architettura innovativa e quasi futuristica; bombardata durante la seconda guerra mondiale, oggi rimangono poche parti originali.

L’architetto Armando Sabatini, altra personalità di spicco, è protagonista della quarta sezione. Uomo di vasta cultura, era in grado di spaziare da eleganze di sapore Déco a un asciutto Razionalismo, fino al vigoroso monumentalismo littorio delle architetture pubbliche. Non a caso l’ultima fase della carriera di Sabatini si svolgerà principalmente a Roma, dove riuscirà brillantemente ad inserirsi nel giro dei grandi cantieri di regime.

La sezione finale ci fa conoscere da vicino l’architetto Virgilio Marchi, importante figura del Futurismo, che purtroppo non realizzerà quasi nulla delle sue idee progettuali.
Direttore dell’Istituto d’arte senese per dieci anni, con lui la fortezza medicea diverrà un centro di idee architettoniche, seppur effimere, dal 1933 al 1939, grazie ad una manifestazione biennale che durava ben due settimane.
Le Mostra mercato dei vini tipici d’Italia allestite da Marchi, e indagate per la prima volta in occasione della presente esposizione, rappresentarono indubbiamente delle importanti occasioni di diffusione dei nuovi linguaggi architettonici.

Come ci ricorda il curatore della mostra Luca Quattrocchi, il grande scrittore Henry James nel 1873, parlando di Siena, la definì fatta di architetture piene di presenze che si tengono in vita “meditando sul cumulo dei ricordi e delle tradizioni” e ne aveva percepito “l’enfasi opprimente ed onnipresente sul passato”; da qui la scarsa disponibilità al nuovo che la mostra evidenzia, ma facendoci anche conoscere chi ha cercato di percorrere altre vie stilistiche.

Inoltre, l’approccio scientifico, la lunga ricerca di tre anni che ha coinvolto più di trenta studiosi, il magnifico strumento di studio che è il catalogo, ben scritto e corredato di schede esaustive, sono tutti elementi che concorrono a rendere questa mostra un vero percorso didattico e formativo per i visitatori.
Provare per credere.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Angiolo Mazzoni
    Stazione Ferroviaria di Siena
    (particolari vedute)

Mappa

Dove e quando

Architettura nelle Terre di Siena. La prima metà del Novecento

  • Fino al: - 18 Novembre, 2010
  • Indirizzo: Complesso Museale Santa Maria della Scala , Piazza Duomo, 1 - 53100 Siena
  • Sito web

Salva l'evento nel calendario (formato iCal)