Antichi Telai
di // pubblicato il 14 Giugno, 2009

A Roma per la prima volta una selezione di importanti corredi, tessuti d'arte e paramenti sacri. Circa settanta opere fino ad ora rimaste sconosciute al grande pubblico perché conservate scrupolosamente in armadi e cassetti di sacrestie e conventi.
Una mostra presentata da "Il Fondo Edifici di Culto" che, anche quest'anno si è proposto per la promozione della conoscenza del deposito di tessuti d'arte posseduto e nell'impegno sostenuto dal FEC per il recupero, la conservazione e il restauro degli stessi.
In un paese dove il tessile è sempre stato un punto economico, ma non solo, di grande forza e che possiede il complesso di arredi più ricco del mondo.
Un percorso di sete e filati preziosi che vanno dal secolo XVII al XIX, che si adeguano alle particolari funzioni e festività liturgiche, sottolineando il carattere di ogni evento esaltando il rigore formale ed estetico della liturgia stessa. Motivi floreali e ambientazioni naturalistiche, prospetti architettonici, scene sacri, stemmi cardinalizi e gentilizi dei corredi ne raccontano la preparazione nella tecnica del ricamo e della tessitura.
Risaltano all’occhio i colori delle preziose stoffe: damaschi, lampassi e broccati intessuti d’oro e d’argento, decorati con fantastici fiori, tralci e fogliame e rifiniti da complesse guarnizioni. L’allestimento intende proporre la scenografica ritualità delle cerimonie e delle processioni.
L’organizzazione dell’evento, che ha richiesto importanti fasi di ricerca, ha reso possibile una vasta esplorazione nei luoghi dove i tessuti sono conservati. Gli specialisti non hanno svolto le solite indagini di ricerca ma, hanno affinato la ricerca storico-artistica ed economica per portare a conoscenza e quindi rendere fruibile, il ricco e fino ad oggi sconosciuto patrimonio tessile conservato nelle sacrestie.

Svolgendo il filo della storia del “Fare”, sarà possibile ammirare, tra l’altro, i sontuosi paliotti in lama d’oro, coralli, granati e madreperle delle chiese di San Giuseppe dei Teatini e di San Francesco di Paola di Palermo; i panni ricamati dai “Maestri Ricamatori” di Napoli, provenienti dai complessi monumentali di Santa Chiara e di San Domenico Maggiore; i broccati catanesi delle chiese di San Benedetto e di San Camillo; i seicenteschi velluti ricamati, i lampassi e i lussuosi ricami provenienti da alcune delle più belle chiese e basiliche di Roma; i fastosi ricami in oro della chiesa di San Domenico di Bologna; i damaschi seicenteschi delle chiese di S. Maria Novella e di San Marco di Firenze; i settecenteschi damaschi broccati del Museo civico di Bracciano; le regali “Madonne vestite” di Firenze, di Roma e di Napoli, che costituiscono una interessante testimonianza di ritualità matriarcale.
Fondamentale è stato l’apporto dei restauratori del tessile , un settore professionale a cui la mostra rende omaggio per il lavoro svolto.
L’accesso alla Mostra, inaugurata il 13 maggio terminerà il 26 luglio è stata allestita presso Palazzo Ruspoli a Roma, sarà consentito previo pagamento un biglietto d’ingresso del costo di 2 euro, il cui ricavato sarà destinato al restauro di un’opera d’arte appartenente al patrimonio del Fondo.