Anni Settanta, fra inutili concorsi e sprazzi di novità

di Elisabetta Morici // pubblicato il 10 Novembre, 2011

Gli anni Sessanta si chiudevano con il concorso indetto per la sistemazione e restauro urbanistico ed architettonico della Fortezza da Basso, destinata a centro nazionale per l’artigianato. Il gruppo capitanato dall’architetto Castiglioni con il progetto denominato “Cappello di Paglia” fu quello vincente; ma, dopo varie fasi di approvazione comunale, non verrà realizzato e l’Ente autonomo Mostra Mercato che gestiva la Fortezza decise per un provvisorio, ovvero il prefabbricato tuttora utilizzato, in struttura di acciaio e finiture in alluminio anodizzato, che ad oggi copre 13.000 mq.

Gli anni Settanta, per non esser da meno,  si aprivano con il concorso per la sistemazione dell’Università di Firenze, nella zona verso Sesto Fiorentino. Vincitore il progetto Amalassunta dei progettisti Detti, Gregotti, Battisti ed altri, che si caratterizzava per una serie di “stecche”affiancate, a formare vari lotti e sedi stradali. I nuovi insediamenti universitari nella piana di Sesto Fiorentino verranno costruiti solo a cominciare dal 1988, ma seguendo un progetto completamente diverso, pur se approntato dagli stessi architetti vincitori.

Nel 1976 viene indetto anche il concorso per il centro direzionale previsto dal piano regolatore del 1962, che in verità era ormai improponibile, poiché parte dell’area su cui doveva sorgere era già stabilmente occupata dall’aeroporto di Peretola. Il concorso fu, quindi, un’opportunità di esercitazioni dei vari progettisti, che si espressero in modo molto fantasioso, sapendo che non sarebbe stato mai applicato!
In città, intanto, si riusciva anche a fare di peggio. Nel 1976 venne demolita la casa della Gioventù italiana del Littorio in piazza Beccaria, essenziale e rigorosa architettura superstite del Ventennio fascista, costruita dall’architetto Cetica nel 1938 a forma di ferro di cavallo aperto sulla piazza e raccordato con due corpi semicircolari agli edifici lungo i viali. Lo spazio verrà utilizzato per la realizzazione del nuovo Archivio di Stato. L’alluvione del ’66 aveva accelerato la decisione per una nuova sede, visti i notevoli danni al patrimonio documentario che si erano verificati alla vecchia sede nel palazzo degli Uffizi. La scelta privò il rione di Santa Croce e la città tutta di una piscina coperta, una palestra, un cinema-teatro- il cinema Cristallo-  e molti altri ambienti a servizio del quartiere che erano nell’edificio ex-Gil.

L’architettura del nuovo archivio, su progetto di Italo Gamberini, Franco Bonaiuti, Loris Giuseppe Macci e Rosario Vernuccio, è un esempio di neo-razionalismo italiano, che richiama il ben più famoso Centre Pompidou di Parigi (architetti Piano e Rogers, 1971-76) nella parte delle scale a vista coperte da plexiglas; i due fronti principali risultano molto diversi perché esprimono differenti funzioni, quella conservativa, più chiusa, e quella di consultazione, con finestre minime ma comunque sufficienti per poter permette la fruizione. Progettato nel 1978, verrà  inaugurato nel 1986, fra molte critiche e dissensi. Antonio Paolucci, sul giornale La Repubblica del 4 febbraio 2001, arrivò a  definirlo “una triste costruzione”.

L’architettura costruita negli anni Settanta dimostrava anche notevole vivacità, fra cui va ricordato il palazzo in piazza San Iacopino dell’architetto Dezzi Bardeschi, edificio residenziale e commerciale, progettato nel 1973 e concluso nel 1976. Nell’anonima piazza l’edificio emerge come nota di rottura con la tradizione fiorentina, grazie alla volumetria frastagliato; «è infatti ottenuto dalla sovrapposizione di quadrati ruotati in modo diverso ai vari piani. Alternate a questo si susseguono delle circonferenze, l'ultima delle quali forma la testata dell'edificio. La curiosa articolazione della facciata fa pensare ai precedenti storici dell'espressionismo o forse, ancora meglio, all'effimero "cubismo" architettonico.», come commenta  il professor Giovanni  Koenig nel 1976. La stessa forte cromia rosso scuro richiama un’altra emergenza architettonica non così lontana e che ho già analizzato in questa rubrica : la centrale termica della stazione di Santa Maria Novella.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Fortezza da Basso
Padiglione interno

- Fortezza da Basso, visione interna del padiglione prefabbricato

- L'Archivio di Stato di Firenze

- Aurelio Cetica, la casa della Gioventù italiana del Littorio

- Dezzi Bardeschi, civili abitazioni in piazza San Jacopino