Anna Calvi

di Francesca Vinci // pubblicato il 22 Maggio, 2011

Questo è il debutto di Anna Calvi ed è incredibile. 
Londinese di padre italiano, Anna è una ragazza classe 1982 (3 a 1 contro la Germania Ovest). Cantante e chitarrista dei Cheap Hotel, dal gennaio scorso Anna è in classifica in tutta Europa e se la cercate in negozio arriva solo su ordinazione.
La mia copia luccicava di rossetto rosso dallo stand indie del reparto musica al terzo piano di Harrods ed è stato quasi subito amore; la passione quella vera è scoppiata dopo, al bancone della cassa con lo stereo personale e le cuffie da pilota di aviogetto: eravamo io, il cd e la quinta traccia.
Il primo disco di Anna Calvi è Anna Calvi, auto titolazione, e del suo essere scrive “Locked away in a basement, making an album in isolation, you do start going a bit crazy. So a lot of material came out of that – how to survive the making of this monster that took over three years of my life.”
Atomi volanti di Patty Smith devono aver incrociato quelli di Anouk e di Edith Piaf, su tutto devono essersi aperte le nere ali di Siouxsie e se c’è entrata lei, ci ha messo il suo sguardo strano anche David Bowie.
E questo dice ancora poco di una voce di donna che con The Devil mette i brividi e che la chitarra in mano la sa tenere fin da piccina e, mi permetto, la suona uno spettacolo.

Cosa fa Anna e cosa è “Anna Calvi” nessuno lo sa dire meglio di lei, ‘It’s a record about the internal forces in life which are out of your control and can take you over, and how you survive them. It explores intimacy, passion and loneliness. There is an element of darkness to the record but there is also a sense of hope. This album is the culmination of my whole life up until now.”
Questo è un meraviglioso cumulo di coincidenze.

Il Tour del disco è già iniziato e Anna canta un giorno a Londra, un giorno a New York e il giorno dopo a Chicago… noi speriamo che non saltino le date di Ravenna, Ancona e Torino, dicono che abbia un sorriso stupendo.

 

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