Animal Kingdom

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 26 Novembre, 2010

Melbourne, Australia, letteralmente catturato dal programma tv che sta guardando il diciassettenne Joshua ‘J’ Cody, attende composto l’arrivo dell’ambulanza chiamata per soccorrere sua madre in overdose sul divano accanto a lui. La naturalezza e l’apatica rassegnazione con cui il giovane J vive il suo quotidiano squallore, il quieto distacco con cui telefona alla nonna per informarla che sua figlia è morta e chiedere aiuto per organizzare i funerali sono sconcertanti.

Inizia così uno dei film più interessanti passati recentemente alla 5ª Festa del Cinema di Roma, già vincitore del premio come miglior film al Sundance Film Festival 2010, Animal Kingdom dell’esordiente australiano David Michôd è la storia di un ragazzo innocente rimasto improvvisamente solo, catapultato nella famiglia della nonna materna e dei suoi zii, membri spietati di una gang criminale con una pericolosa latente vena di follia.

La nonna Janine ‘Smurf’ Cody è la belva dominante riconosciuta dal branco, che imponendo ai figli e al nipote la ripugnante consuetudine dei suoi baci sulla bocca genera il sospetto di pulsioni incestuose nascoste, ma soprattutto sottolinea costantemente il suo detenere il bastone del comando.
L’attrice australiana Jacki Weaver è sorprendente nel tratteggiare il personaggio della dura matriarca in un misto di perfetto equilibrio tra protettivi slanci materni e inquietanti dimostrazioni di spietata crudeltà. 

Realistico e brutale nella narrazione, ma senza alcun compiacimento nell’uso della violenza, che anzi è praticata sempre fuori inquadratura, Animal kingdom è un film eccezionale nel costruire una tensione sottile che sale sempre più di livello senza mai deflagrare, facendo vivere alla spettatore in prima persona il claustrofobico senso del protagonista di essere sempre in pericolo, costretto alla convivenza con i suoi consanguinei che lo fa sentire sempre in trappola.

La paura, mai esibita, è il sentimento che accomuna tutti i componenti della famiglia Cody, compresa la madre defunta del giovane J che ha tentato di proteggere il figlio tenendolo lontano dal clan finché è stata in vita. I rapporti di forza tra i personaggi, membri di un vero e proprio branco, li trasformano nelle belve del mondo animale a cui il titolo fa riferimento. Il non sapere mai se il familiare che ti siede a fianco rappresenta una minaccia per la tua stessa vita costringe il protagonista a una quotidiana battaglia per la sopravvivenza.

Il realismo dell’ambientazione evita intelligentemente una divisione dei personaggi tra buoni e cattivi, tutti presentano zone d’ombra e anche la polizia di una squadra speciale detta “antirapina” è nota per la spietatezza con cui uccide a sangue freddo simulando scontri che falsamente invocano la legittima difesa. La violenza degli agenti è equiparabile a quella delle belve criminali, anche se essi operano in nome della difesa della collettività e questo tende a coprire le loro pesanti responsabilità.
Il sempre bravissimo Guy Pearce è perfetto nel conferire un’inquietante venatura all’ufficiale di polizia. Nella sequenza in cui gioca con la figlia piccola e riceve una telefonata dai suoi uomini un’ombra sul viso rivela il suo essere belva, capace di giocare col proprio cucciolo tra le mura domestiche ma anche di essere spietato non appena ne varca la soglia.

Un mondo spietato che vive e prolifera accanto alle ignare vite tranquille della gente comune che non sospetta neppure l’esistenza di tanta brutalità subito fuori dalla porta di casa. La sequenza in cui J sale in auto col padre e il fratellino della sua ragazza, inconsapevoli del pericolo che incombe, è estenuante per la lentezza dei gesti quotidiani e la tensione che sale nell’animo del protagonista.

Il regista David Michôd, nato e cresciuto a Sidney, è anche autore della sceneggiatura che si basa sulla sua esperienza di giornalista di cronaca nera nella città di Melbourne. Ha impiegato otto anni a scrivere un copione che per complessità degli argomenti e abbondanza di personaggi, peraltro tutti ben strutturati psicologicamente, era considerato di difficile realizzazione. Pensando che si tratta di un film d’esordio, da più parti il neoregista è stato invitato a desistere dall’impresa per orientarsi verso un progetto più piccolo, lui invece ha caparbiamente portato a termine il lavoro e con risultati brillanti.

Non è un caso se la prima immagine che appare sullo schermo è quella di un programma televisivo a metà tra quiz e reality, rappresenta l’unica anestetizzante via di fuga per un ragazzo ancora troppo giovane per difendersi dal mondo, ma anche un porre in evidenza il ruolo della tv rispetto agli eventi sanguinosi del mondo criminale raccontato.
David Michôd ha fatto notare come a Melbourne ci sia una sorta di strana relazione tra i mass media e i delinquenti che appaiono prima nelle notizie di cronaca nera e poi nei reality della sera, come se i giornalisti coccolassero in qualche modo i criminali trasformandoli in personaggi dello spettacolo. Il film riflette sul limite etico che dovrebbe esistere tra cronaca e intrattenimento.
Il giovane regista sceneggiatore era stupefatto perché a suo dire a Sidney una cosa del genere non sarebbe mai possibile, chissà se la presenza di una grossa comunità italiana a Melbourne ha una relazione con tutto ciò.

Per capire fino a che punto si è arrivati nella distorsione del sistema che non distingue più una notorietà dall’altra ma pone tutte le figure alla ribalta sullo stesso piano, un attore noto per la sua bravura a pari di un indagato per omicidio, basta ricordare come all’indomani dell’incriminazione di Annamaria Franzoni per l’uccisione di suo figlio Samuele a Cogne, la donna abbia aperto un ufficio stampa per comunicare con i giornalisti al pari di una diva.

Le ottime interpretazioni di tutto il cast e una sceneggiatura che non cede mai, portando spesso il pubblico in una direzione per poi deviare improvvisamente in un’altra, fanno di Animal Kingdom un pezzo di grande Cinema. I film come questo, in cui non sai mai cosa succederà nel minuto successivo, sempre pronti a sorprenderti, sono il genere che preferisco.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Animal Kingdom
  • Regia: David Michôd
  • Con: Ben Mendelsohn, Joel Edgerton, Guy Pearce, Luke Ford, Jacki Weaver, Sullivan Stapleton, James Frecheville, Dan Wyllie, Anthony Hayes, Laura Wheelwright, Mirrah Foulkes, Justin Rosniak, Susan Prior, Clayton Jacobson, Anna Lise Phillips, Bryce Lindemann, Paul Smiths, Anthony Ahern, Michael Vice, Chris Weir, Sarah Nguyen, Lucia Cai, Ann Michôd, Tim Phillipps, Josh Helman, Michael Cody, Kieran Darcy-Smith, Jack Heanly, Andy Mcphee, Christina Azucena, Jacquie Brennan, Ben Ouwehand, Brenda Palmer, Tom Noble, Daniel Roche
  • Sceneggiatura: David Michôd
  • Fotografia: Adam Arkapaw
  • Musica: Antony Partos
  • Montaggio: Luke Doolan
  • Scenografia: Jo Ford
  • Costumi: Cappi Ireland
  • Produzione: Liz Watts per Porchlight Films in associazione con Film Victoria, Screen NSW, Fulcrum Media Finance e Showtime Australia
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Australia, 2010
  • Durata: 113’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina italiana
- Il protagonista J, James Frecheville,
  con la nonna
- Jacki Weaver è la belva dominante Smurf
- Guy Pearce è il detective Nathan Leckie /
  i tre fratelli Cody
- Clan Cody, il cast al completo