Andiamo a Como
di // pubblicato il 31 Ottobre, 2010
La tranquillità del lago, sconsigliata ai depressi, contribuisce sicuramente, per contrappasso, a rendere pacificamente molto attivi gli abitanti delle sue coste. Per esempio la città di Como è un continuo ribollire di buone idee e lì, in questo periodo, è visibile, sino al 21 novembre 2010, la XX Mostra Internazionale d’Arte Tessile Contemporanea: una vera “chicca” da non perdere.
L’argomento del concorso di quest’anno “Un giorno di felicità” mi ha incuriosito più del solito perché ognuno di noi ha una diversa misura nel quantificare se e cosa è la felicità, quindi mi sentivo stimolata dallo scoprire, possibilmente, cosa significhi, nei rappresentanti dei 40 paesi partecipanti alla manifestazione, la felicità e quanto o come essa sia esprimibile.
Quella di questo anno è la 20° edizione organizzata a Como grazie all’Associazione Arte&Arte e, naturalmente, le novità ci sono e sono tante perché, oltre alle mini sculture d’obbligo (al massimo 20 centimetri per lato), sono aumentate le installazioni site specific di grandi dimensioni disseminate anche in tutta la cittadina e ci sono opere della Fiber Art Internazionale.
Nella chiesa sconsacrata di S. Francesco si trova, come sempre, la parte principale delle opere in concorso oltre ad alcune delle grandi installazioni, però occorre andare nel Museo Didattico della Seta per rivedere alcuni minitessili e delle grandi installazioni presentati negli anni scorsi. Questo museo è particolare perché girandolo si viene a contatto con i macchinari e le tecnologie ormai disuete che hanno reso famosa Como e le sue filature, i suoi tessuti raffinati disegnati anche da artisti famosi e usati dagli stilisti di tutto il mondo.
A scegliere le opere da esporre è stata una giuria composta da Luciano Caramel , anche curatore del concorso, e da altri esperti provenienti da tutto il mondo: la scelta è stata complessa e accurata perché sono arrivati 412 progetti da 40 paesi diversi e, alla fine, sono stati esposti solo 54 minitessili perché per la giuria solo loro esprimevano speranza, positività, tolleranza, condivisione cioè la felicità come chiedeva il bando del concorso.

Per meglio capire quanto hanno voluto raccontare gli artisti basta ricordare che si può essere felici anche solo ricordando, stando tranquilli in famiglia, provando a godere del contatto con la natura, giocando, sentendo musica o sentendosi in armonia con chi ci è a contatto di gomito. Credo, al di fuori degli schemi classici, che questa mostra voglia fare scoprire al pubblico che la visiterà i valori autentici che rendono bella la vita.
Penso valga la pena ricordare che la maggioranza delle opere presentate sono state realizzate da donne, forse perché la tessitura è una loro peculiarità o pèrché la felicità è più facilmente sentita, apprezzata e ricercata da una personalità femminile.
E’ sicuramente molto difficile scegliere tra le minisculture e le grandi installazioni l’opera che per ognuno di noi è più consona al tema e io ho deciso che a darmi una grande e candida felicità è l’installazione aerea dell’artista del Québec Carole Simard Laflamme (nata in Canada nel 1945) che riesce a proiettare persino miriadi di allegre ombre giocosamente intervallate.

I due premi sono stati assegnati: quello di Arte&Arte a “Honey day”, alveare e filo d'oro, della giovane lituana Eglè Bernatonyté, mentre il premio Antonio Ratti è andato alla finlandese Minnamarina Tammi per “02042004”, una simpatica creazione in filo, carta e tessuto che si spinge allegra e giocosa verso l’alto con la voglia di camminare nel cielo.
“Il letto dei sogni” coloratissima e vivacissima installazione creata da Hastens (fabbrica che fa tutto quello che serve per riposare bene dai materassi ai cuscini ai letti) seguendo le idee della designer Angela Missoni.
Come sempre ruotano attorno a questa mostra tante iniziative interessanti come workshop per i bambini, performance, incontri con artisti e realtà internazionali, spaziando in vari settori in cui l’espressione della creatività, spaziando dall’architettura al gioco, alla produzione è l’idea principale. Chi vuole vedere quasi tutte le opere in mostra può cliccare il sito dove si trovano anche le date degli eventi collaterali oppure comprare il catalogo di Vanilla Edizioni.
Giacché le opere sono sparse in 10 sedi diverse, vale la pena fare un giro da turisti per guardare con felicità le belle opere d’arte residenti stabilmente a Como. Se si va dopo il 7 novembre, nella Pinacoteca Civica, via Diaz 84, si potranno vedere le sculture e i dipinti dei maestri intelvesi Ercole Ferrara (è il quarto centenario della nascita) e Carlo Innocenzo Carloni: è una occasione davvero unica!