Alla scoperta della Terra
di // pubblicato il 20 Febbraio, 2010
di Elisa Mazzagardi
La terra è il luogo sacro per eccellenza, il simbolo dell’origine, del principio vitale, da essa tutto scaturisce e in essa tutto termina.
Il culto della terra risale al Neolitico o addirittura al Paleolitico, quando si associa a questo elemento il valore della generazione, e la s’investe, così, simbolicamente, del ruolo di mediatrice ma tra umano e divino.
Fin dall’antichità è comparsa in tutte le mitologie e le forme di culto: nella teogonia di Esiodo, ad esempio, Gaia, la Terra, partorisce anche il Cielo (Urano), che poi la avvolge per generare tutti gli dei. Per certe etnie in Africa e in Asia la donna sterile rischia di rendere sterile anche la terra dove vive, spesso l’unica forma di sostentamento dell’intera famiglia, legittimando così inconsapevolmente un inevitabile ripudio.

In altri casi se è una donna incinta a seminare, il raccolto sarà più cospicuo, poiché sarà frutto del lavoro di una “sorgente” di fecondità. “Le vostre donne-dice il Corano- sono per voi come i campi”, e ancora, nella Bibbia, Dio “plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente”. Dal punto di vista antropologico la terra “fa” l’uomo. Egli, cioè, è fatto di terra. Nella creazione di Dio la terra non è esterna all’uomo, non è solo il luogo dove egli è collocato, ma ne costituisce l’essere. Offendere la Terra è un po’ come offendere l’uomo, quindi.
Eppure nella nostra quotidianità i rimandi alla tradizione millenaria della Grande Madre tacciono, e la freddezza dei tempi rende questa Terra un solido conglomerato da sfruttare avidamente. Così a riportarci sul filo di una riflessione profonda sulle origini della spiritualità, c’è un’incredibile rassegna, giunta ormai alla quinta edizione, organizzata e promossa dalla Diocesi di Padova e dal Messaggero di sant’Antonio in collaborazione con la Fondazione Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia di Sàrmede: I colori del sacro. Terra! In mostra a Padova nel Museo Diocesano.

Temi profondi quelli affrontati dalla mostra, ma colti nell’immediatezza di un linguaggio rivolto ai ragazzi, a parlare sono i colori vivaci e immagini di più di 100 illustratori.
Vivacità di colori e immediatezza del linguaggio illustrativo scandiscono una mostra piacevole, semplice e al contempo stimolano una riflessione mai profonda su tematiche difficili e assolutamente simboliche.
Attraverso le opere di un centinaio di disegnatori proveniente da 35 paesi del mondo la voce della terra echeggia in un caleidoscopio di colori e di messaggi legati molteplici culture.

Il messaggio da ultimo,però, rimane comune a ogni voce, è un canto di speranza, un’evocazione, affinché chiunque, bambini e adulti, traggano da questa amabile rassegna la forza per rispettare quella madre terra a cui tutto abbiamo sottratto.