Alla riscoperta di Guido Spadolini
di // pubblicato il 09 Gennaio, 2012
All’inizio del mese di dicembre è stata inaugurata un’interessante quanto esaustiva mostra dedicata alla riscoperta dell’arte del pittore Guido Spadolini e che può essere visitata - e ve la raccomando vivamente - fino al 22 Gennaio. E’ un’ampia retrospettiva su tutta la vasta produzione di questo autore che è nato a Firenze nel 1889 ed ha poi perso la vita ancor giovane sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, mentre prestava soccorso ai feriti, in qualità di Capitano della Croce Rossa Italiana, nei pressi del Romito, quartiere fiorentino.
Il nome ci indica subito che stiamo parlando del padre dello statista Giovanni Spadolini, dell’architetto di fama internazionale Pierluigi Spadolini e di Paolo medico radiologo, uomini che hanno, pur se in campi diversi, lasciato un profondo segno sul nostro paese e, soprattutto il primo, probabilmente ha offuscato la fama del talentuoso padre artista. Ma conoscere Guido Spadolini fa comprendere perché i suoi figli sono diventati uomini di grande cultura, vivendo in un clima in cui si respirava amore per le arti e per lo studio, a contatto con il mondo intellettuale ed artistico fiorentino.

Questa interessante iniziativa permette l’approfondita conoscenza dell’arte di questo uomo che, a cavallo di due secoli così densi di eventi e cambiamenti, di correnti artistiche discordanti, è riuscito a trovare un suo linguaggio personale partendo dell’arte macchiaiola di Fattori e Lega e dei rinnovamenti provenienti dalla Francia in quegli anni, grazie alla sua alta qualità disegnativa ed introspettiva. La mostra si concentra sia sull’attività pittorica che su quella grafica di Guido Spadolini e per questo si svolge in due sede distinte, tentando di rispettare per quanto possibile, questa divisione di tecniche.
La Soffitta Spazio delle Arti di Colonnata, nella parte alta della città e il Centro espositivo Antonio Berti, più in basso, vicino al centro storico, sono le due sedi della esposizione che è stata organizzata dal Gruppo La Soffitta, gestito con passione da Francesco Mariani e che vanta una lunga tradizione nell’organizzazione di mostre, con la preziosa collaborazione della Fondazione Spadolini Nuova Antologia.

La curatela scientifica è stata affidata alla storica dell’arte Dott.ssa Giulia Ballerini che, in collaborazione con la nipote dell’artista Dott.ssa Maria Donata Spadolini, che si occupa del patrimonio artistico della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, e sotto la supervisione del Presidente della Fondazione, Prof. Cosimo Ceccuti, ha scelto le opere provenienti in gran parte dalla Fondazione Spadolini – Nuova Antologia di Firenze. Grazie alla disponibilità della Fondazione e alla passione della curatrice del suo patrimonio, Villa Spadolini a Pian dei Giullari e la sede di Via Cavour, che non è aperta al pubblico, sono state letteralmente spogliate delle opere di Guido Spadolini che ornano le pareti delle due sedi, per rendere questa mostra più completa possibile.

Lo studio e la ricerca di opere sia sul mercato antiquario che fra le carte di proprietà della famiglia Spadolini ha dato ottimi frutti, riuscendo letteralmente a scovare dipinti nascosti in uffici quasi in disuso della Provincia di Firenze o disegni dimenticato o sconosciuti; tutto questo intenso lavoro è stato realizzato e viene condotto ancora oggi intensamente da Maria Donata Spadolini, nipote dell’artista che, sulla scorta del desiderio di Pierluigi Spadolini, suo padre, è riuscita in questo ultimo decennio a portare fuori dall’oblio l’eccellenza dell’arte di suo nonno Guido così come la figura di uomo. Il catalogo edito da Polistampa permette di avere tutte le riproduzioni delle opere, molte delle quali sono praticamente inedite al vasto pubblico, grazie alle fotografie scattate da Alessandro Mayer. Del resto, questa è la prima completa rassegna dedicata a Guido Spadolini; la prima mostra del giugno 2000 organizzata a Castiglioncello si incentrava su opere che avevano come soggetto il paesaggio, quello della costa livornese così come quello domestico di Pian de’Giullari.

L’altra mostra, presentata all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze nel 2006, è stata dedicata all’importante opera grafica di Guido Spadolini. Il presente progetto, oltre alla presentazione delle opere più note dell’artista, ha portato in esposizione diverse opere inedite, provenienti da collezioni private, spesso corredate da disegni o altro materiale preparatorio, col preciso intento di dare maggiore completezza possibile all’operato dell’artista e di approfondirne il discontinuo percorso artistico.
In mostra saranno presenti un centinaio di opere di Guido Spadolini, fra studi, disegni, pastelli su cartone, acqueforti, alcune con le relative lastre in zinco, numerose tele e tavole ad olio. I dipinti e i pastelli, per un totale di 54 opere, sono esposti presso il “Centro Antonio Berti”, mentre la grafica di Guido Spadolini – ben 93 fogli fra disegni e acqueforti – è visitabile presso “La Soffitta Spazio delle Arti”. Il percorso conduce il visitatore all’interno dei sentimenti di questo artista, che ha sempre fondato la sua pittura sugli affetti della famiglia, sull’amore per la natura, fermando in immagini di grande pacatezza ma vibrante luminosità il mondo che lo circondava.

Gli oli dell’artista offrono un tuffo nella Toscana di una volta, con i suoi giardini, le sue ville, i suoi campi lavorati, còlti attraverso angoli paesaggistici di grande partecipazione emotiva. Attraverso i disegni e le acqueforti, pezzi di bravura incredibili, è possibile ricostruire l’excursus pittorico dell’artista, e riconoscere i momenti evolutivi, le personalità artistiche che gli sono state accanto, come Plinio Nomellini, Primo Conti, Pietro Annigoni o Ardengo Soffici e il passaggio delle avanguardie filtrate attraverso la sua indole in bilico fra sogno e realtà. L’amicizia, poi, con Vittorio Alinari, nasce dal suo grande amore per la fotografia, che usava come supporto alla sua produzione artistica; ingente è il numero di scatti fotografici che ha lasciato nell’archivio della famiglia Spadolini e che sono in deposito presso la Fondazione Alinari. In mostra si può vedere l’originale del volume che insieme i due amici realizzarono dopo un viaggio nella terra di Sardegna nel 1914, con fotografie scattate da Guido, abile e raffinato fotografo, e che tanto lo ispirarono per la sua produzione grafica.

Le sue opere sono state esposte dagli anni Trenta fino alla sua morte nelle occasioni più importanti, poiché era partecipe della temperie culturale così fertile e viva di Firenze, in contatto con i nomi innovativi, con i circoli più in vista, consapevole delle nuove tendenze artistiche; ma la sua strada fu sempre vicina alla poesia familiare, all’amore per i pendii toscani che evidentemente toccavano le sue corde artistiche e che ancora oggi nel guardarle coinvolgono sentimentalmente, rimanendo fedele alla tradizione pittorica toscana con struggente tenerezza e malinconia . Non a caso suo figlio Giovanni ricordava con queste parole suo padre Guido nel 1991: “Pian dei Giullari. Molti dei miei ricordi più lieti, del padre artista, sono legati proprio a quei dolci pendii. Con mio padre trascorrevo lente ore in campagna, passate accanto a lui che si portava il cavalletto nei vari punti prescelti del podere, che sovrasta Firenze [...] Rimanevamo a lungo silenziosi. Mio padre dipingeva; io osservavo. Personaggio taciturno, schivo, che amava leggere più che parlare, amico di tanti autori della letteratura e dell’arte italiana del suo tempo, legato alla famiglia da un affetto quasi segreto, rattenuto e discreto: non manifestava mai apertamente i propri sentimenti, anche se era attaccatissimo a noi.”