Alessandria e provincia con Gio’ Pomodoro
di // pubblicato il 23 Dicembre, 2011
Le mostre sono anche una buona scusa per visitare un territorio che di solito si attraversa frettolosamente sull’autostrada, soprattutto se non è molto noto per le sue opere d’arte: questo succede molto spesso per Alessandria e tutta la sua provincia.
In questo periodo, sino al 30 aprile 2012, invece, vale proprio la pena andarci perché qui si può vedere una importante ed esauriente antologica: Gio' Pomodoro. Il percorso di uno scultore:1954-2001. In mostra ci sono ben 173 opere eseguite lungo la durata di tutta la sua vita.
Il fatto di avere esposto le opere in palazzi storici, eleganti ville, musei a volte insoliti e caratteristici cortili permette di dare un’occhiata a quanto di architettonicamente interessante offre il territorio alessandrino.

Per esempio nella città di Alessandria le opere sono esposte in molte sedi: tra queste il cortile e il Palazzo Monferrato da guardare con attenzione perché sono un bell’esempio di architettura barocca sposata con composta eleganza a quella espressionista.
In questo gioiellino inaspettato si trovano importanti sculture, ma le opere che mi hanno colpito di più sono gli acquarelli - progetto di alcune sue statue: come sempre gli scultori riescono a mettere nelle loro opere bidimensionali la vera sensazione della tridimensionalità dello spazio nel quale una scultura si libra. Questa importante capacità di dare una profonda e vibrante sensazione di essere di fronte a un’opera che esce dal piano sul quale è stata creata è quasi un'esclusiva degli scultori.
Nel Palazzo Guasco, aristocratica sede della Galleria Carlo Carrà, sono esposti cinque studi progettuali di opere monumentali comprendenti anche l’urbanistica, mentre a Palazzo Cuttica, diventato ai tempi l’abitazione di generali napoleonici, si è accolti dal Sole deposto, un bronzo rotondamente spigoloso, che ben predispone a vedere le altre sculture e opere su carta esposte nella stessa sede. Con la sa fluidità, il Colloquio con il figlio abbellisce invece il cortile della Camera di Commercio.
Le altre cinque postazioni sono visitabili attraverso una sorta di circuito, che prevede anche la possibilità di effettuare delle soste per degustare le specialità culinarie e i vini del Monferrato, cosa che sicuramente non dispiace.

A Tortona fa da cornice ai bronzi e ai vivi e vibranti acquarelli giganteschi (2 metri per 2) di Gio' Pomodoro l’aristocratico Palazzo Guidobono costruito nel XV secolo (lo si vede dalla facciata gotica) e completamente rifatto all’interno, come è spesso accaduto, con decori settecenteschi che impreziosiscono le sale, ora sede, anche, del Museo Archeologico e delle Civiche Raccolte Artistiche.
Proseguendo verso Novi Ligure si rimane stupiti dalla varietà del paesaggio: pianura, colline e vigneti, castelli, belle ville e borghi rustici rendono questa cittadina interessante. Il nome “ligure” è in ricordo del suo essere stata dominata dallo Stato Genovese fino al 1815.
Le opere di Pomodoro sono esposte nel Museo dei Campionissimi, dove si entra in contatto anche con la storia e le vittorie dei due ciclisti italiani che hanno fatto conoscere in tutto il mondo alcuni valori del nostro paese: vi sono raccolti i cimeli di Costante Girardengo e di Fausto Coppi.
In questo museo ci sono 40 opere tra sculture e acquarelli grazie alle quali si riesce a percorrere due dei temi sviluppati dallo scultore: le innovative e caratteristiche Tensioni, un vero punto di svolta nei confronti della materia e dello spazio, e i Soli, opere che riescono a librarsi racchiudendo lo spazio in un gioco molto ben calibrato di incantevoli spazi vuoti e pieni.

Acqui Terme è una cittadina, famosa già nel II secolo a.C. per le benefiche acque del suo sottosuolo, dove viene posta molta attenzione nel favorire progetti culturali, tanto è vero che vi si trovano importanti testimonianze artistiche di Arturo Martini, Fortunato Depero e opere di architetti importanti quali Marcello Piacentini e Pietro Porcinari.
Villa Ottolenghi, di cui è proprietaria la famiglia Invernizzi, è l’affascinate sede scelta per esporre le 13 opere di Gio' oltre alla grande statua Due, sistemata nel verde e ben curato parco.
Nel loggiato di Palazzo Magnocavalli a Casale Monferrato si trova una delle belle sculture in bronzo lucido dal titolo Folla, dalla movenze sinuose.
Non resta che finire il percorso a Valenza, cittadina nota per la lavorazione dei metalli preziosi: qui, nel piccolo e raccolto Oratorio di S. Bartolomeo sono stati raccolte ben 43 sculture-gioiello ideate da Pomodoro grazie alla profonda conoscenza dell’oreficeria appresa a Firenze studiando il Pollaiolo. Lo scultore amava pensare che le sue opere di oreficeria rendessero felici le donne, le quali, a loro volta, valorizzavano i suoi gioielli, perché erano indossati e sfoggiati con gioia.
Per realizzarli Gio' Pomodoro ha usato la fusione all’osso di seppia e solo dopo il ’70, dopo averne interrotto la produzione per un periodo, ha deciso di introdurre anche le pietre preziose. Si dice che l'esecuzione di gioielli, siano essi pezzi unici o in grande numero, gli sia servita per poter creare le altre sculture.

Molto altro si potrebbe dire, ma renderebbe quanto ho scritto troppo personale, quindi non resta che andare a visitare tutte queste esposizioni (il biglietto è unico) e guardare con i propri occhi e la propria sensibilità per realizzare senza alcuna influenza chi era e quanto valesse Gio' Pomodoro.