Aldo Borgonzoni testimone del tempo

di Gian Luigi Zucchini - pubblicato il 05 Luglio, 2009 in Mostre

Aldo Borgonzoni, di cui si è aperta recentemente una retrospettiva a Riccione (“Aldo Borgonzoni – testimone del tempo. Opere dagli anni trenta al duemila”, Galleria d’Arte moderna Villa Franceschi, fino al 31 agosto. Catalogo in Galleria), fu attivo a Bologna e più ampiamente in Emilia Romagna per tutto il Novecento, fino all’inizio del Duemila, essendo nato a Medicina (BO) nel 1913 e morto poi nel 2004.
La sua produzione tuttavia, soprattutto pittorica ma incentrata anche, specialmente negli ultimi tempi della sua vita, sulla ceramica, spazia entro l’ampio mare delle sperimentazioni che si sono succedute rapidamente ed impetuosamente nel Novecento, a partire da quella cubista, a cui l’artista fu in qualche modo interessato, soprattutto durante il lungo periodo che passò, giovanissimo, a Parigi, esperienza che poi rielaborò in seguito secondo un proprio personale progetto. Ma si andava precisando anche, nel suo assiduo e forte impeto creativo, una più precisa visione delle cose e in genere del senso che, secondo lui, doveva avere l’arte: cogliere non soltanto l’abilità geniale dell’invenzione, ed esprimerla poi nell’opera, ma andare dentro e a fondo nella realtà umana e sociale, cogliendone gli evidenti effetti sulla vita quotidiana, e riproponendoli poi con la carica aggressiva della passione e dell’impegno non soltanto ideale, ma anche ideologico.

Borgonzoni credeva nella forza del lavoro, nella vitalità dell’impegno sociale per migliorare la vita, nella solidarietà di fronte alle ristrettezze del quotidiano, e tutto questo esprimeva in pittura, rappresentando con realismo efficace le più diverse situazioni, colte soprattutto dalla sua terra natale (la grande pianura emiliana, il lavoro delle mondine, le campagne lavorate col pesante sudore dell’uomo..). Ma anche osservando, direttamente o rielaborando poi nella memoria, gli spazi assolati della pianura, i bagliori del mare non lontano, i cromatismo accesi delle colline in autunno, le tristezze desolate delle ultime periferie urbane.
Nel tempo, la sua tavolozza si fece più accesa, intensa nel colore quasi aggressivamente fauve, un espressionismo dolente e festoso ad un tempo, a seconda che si trattasse di situazioni umane, di racconti esistenziali o di paesaggi.
Francesco Arcangeli parlava, scrivendo di lui, di “festa cromatica emozionante e quasi atroce”: una specie di particolare risposta a quel ‘realismo esistenziale’ che si andava sperimentando all’epoca, avendo avuto già precursori, in qualche modo, Bacon e Giacometti, ma declinandosi in modo da noi più umanamente vissuto, più avvertito nella carne e nell’anima, e non soltanto offerto come esempio di degrado disperato dell’uomo. Borgonzoni, che viveva intensamente e con fatica pesante l’esperienza dolorosa della quotidianità rispecchiata nel sociale, elaborava ed esprimeva ben altro.

Ne sono esempio i molti dipinti sul Concilio Vaticano II, che egli andò elaborando rappresentando vescovi e cardinali in lacere e scheletriche posture, in allucinanti figure, in sofferte, interiori meditazioni, quasi un quadro dolente della comunità ecclesiale, posta di fronte al dramma della storia, nel dilemma acceso tra fede e realtà quotidiana, tra materia e spirito.
Poi, negli ultimi tempi della sua vita, quasi un ritorno lirico al ricordo, alla poesia. I colori si disfano nella luce, si accumulano come in evocazioni chagalliane, le figure avanzano talvolta aeree in cieli ineffabili. Riemerge il ricordo della sua terra, quella campagna di Medicina immersa spesso nelle nebbie autunnali o raggelata nei rigidi inverni (es. ‘Gelsi nella nebbia’,1982), infine il racconto della poesia, immagini che si fanno a volte drammatiche, a volte liriche, nei lavori su ‘tematiche virgiliane’.

Ci sono buoi al lavoro, contro un cielo pesantemente arrossato da un sanguigno tramonto, l’ingenua esuberanza luminosa di Euridice (1981) e infine, tra altre opere su temi virgiliani, il trepido dipinto “Pastorale” (1981), dove un pastore suona il flauto di Pan, eco dolce del silenzio che si effonde tra monti azzurri, mentre giovani ascoltano, innamorati della poesia e della vita.

Didascalie & Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Aldo Borgonzoni
    Natura morta con limoni, 1954
  • Aldo Borgonzoni
    Pazzia, 1963
  • Aldo Borgonzoni
    Bosco virgiliano, 1981
    olio su tela
    cm. 160x120
    Archivio Aldo Borgonzoni

Extra

Mappa

Dove e quando

Aldo Borgonzoni - testimone del tempo. Opere dagli anni trenta al duemila

  • Date : 26 Giugno, 2009 - 30 Agosto, 2009
  • Indirizzo: Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Villa Franceschi , Via Gorizia 2, Riccione
  • Sito web

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