Al debutto il Festival della “Città del Sì’”
di // pubblicato il 10 Settembre, 2009
A Siena dal 12 Settembre 2009, in occasione dei 700 anni del Costituto Senese (l'insieme di norme che regolavano la vita della Repubblica di Siena), le Contrade svelano i loro Musei: oltre al ritorno a Palazzo Pubblico della copia originale dell’ antico documento, altro fiore all’occhiello del festival sarà il coinvolgimento delle 17 Contrade.
Il Palio di Siena rappresenta la vita del popolo senese nel tempo e nei diversi suoi aspetti e sentimenti. Esso ha origini remote con alcuni regolamenti ancor oggi validi dal 1644, anno in cui venne corso il primo palio con i cavalli, così come ancora avviene, in continuità mai interrotta.

Il territorio della Città è diviso in diciassette Contrade con dei confini stabiliti nel 1729 dal Bando di Violante di Baviera, Governatrice della Città. Dalle ore 10.00 alle ore 13.00, ogni sabato mattina a partire dal 12 settembre, sarà possibile visitare, su prenotazione, sei musei di contrada ed ascoltare, attraverso le testimonianze custodite all’interno di questi antichi luoghi, che cosa sono per i senesi la Contrada ed il Palio.
In particolare sabato 12 Settembre si potranno visitare i seguenti luoghi:
- il museo e l'Oratorio del Santissimo Nome di Gesù nella contrada del Bruco
- la chiesa dei Santi Pietro e Paolo nella contrada della Chiocciola
- il museo nel Castellare degli Ugurgieri (la possente e suggestiva struttura organizzata per la difesa e l’autosufficienza delle maggiori famiglie senesi) e la Chiesa di Sant'Anotnio da Padova nella Civetta
- il museo e l'Oratorio di Santa Caterina nella contrada del Drago
- il museo e la chiesa di San Giovanni Battista della Staffa nella contrada del Leocorno
- la chiesa di San Sebastiano nella Contrada della Selva.

Sabato 19 settembre protagoniste altre 6 Consorelle ed in particolare potranno essere visitati:
- l'Oratorio della Congregazione del Suffragio ed il Museo in via delle Vergini nella contrada della Giraffa
- l'oratorio dei Santi Vincenzo e Anastasio nella Contrada Sovrana dell’Istrice
- l'Oratorio di San Gaetano da Thiene della Nobile Contrada del Nicchio
- il Museo della Contrada Capitana dell’Onda, allestito nella cripta dell’Oratorio di San Giuseppe che custodisce anche i gessi dello scultore ottocentesco Giovanni Duprè
- il Museo di via San Quirico e la Chiesa di San Niccolò al Carmine nella contrada della Pantera.
Numerose opere d’arte tra cui due tele di Rutilio Manetti e un dipinto del Sodoma con “Cristo che sale al Calvario”, sono i cimeli custoditi nel Museo di via Salicotto e nell’Oratorio di San Giacomo nella Contrada della Torre. Sabato 26 settembre il tour degli antichi luoghi porterà a scoprire la Nobile Contrada dell’Aquila che custodisce, nel Museo del Casato di Sotto, il drappellone più antico tra quelli tenuti dalle Contrade.

In contemporanea anche la Contrada della Lupa aprirà il Museo di via Vallerozzi e l’Oratorio di San Rocco, mentre la Nobile Contrada dell’Oca svelerà, tra le altre testimonianze artistiche, “Santa Caterina”, la scultura lignea policroma di Neroccio di Bartolomeo situata nell’Oratorio di Santa Caterina in Fontebranda. La Contrada della Tartuca, aprirà le porte dell’Oratorio di Sant’Antonio da Padova e del Museo di via Tommaso Pendola. La Contrada del Valdimontone chiude il ciclo dei 17 popoli con l’apertura al pubblico del suo Oratorio della Santissima Trinità, che contiene opere di Ventura Salimbeni, Alessandro Casolani e Raffaello Vanni. E da sabato 3 ottobre ricomincerà il ciclo di aperture per un calendario che proseguirà fino a maggio.
Le sorprese, però, non sono finite: il cartellone di appuntamenti del festival voluto dal Comune di Siena, che, ricordiamo, prenderà il via il 12 settembre, propone degli itinerari specifici che condurranno i visitatori attraverso l’antica divisione amministrativa della città. Prenotando presso il Comune di Siena, il sabato e la domenica, sarà infatti possibile visitare i palazzi più importanti della Siena trecentesca. Da Piazza del Campo, cuore della città, inizia l’itinerario che si snoda all’interno del Terzo di San Martino. Qui, accanto alla Torre del Mangia, sorge il simbolo dell’indipendenza e della ricchezza di Siena: il Palazzo Pubblico, uno dei più importanti esempi di architettura gotica civile nel mondo il cui interno custodisce capolavori come la sala affrescata con “Le allegorie del Buono e del Cattivo Governo” da Ambrogio Lorenzetti. Da Fonte Gaia, che nel 1343 portò l’acqua in piazza del Campo, si prosegue verso il Palazzo Sansedoni e poi al Palazzo della Mercanzia, costruito tra il 1309 e il 1310, fino ad arrivare a Palazzo Piccolomini e le Logge del Papa. Continuando per un tratto della via Francigena si entra in uno dei rioni più animati e suggestivi di Siena che porta a Porta Pispini, dove secondo la leggenda nel 1107 i senesi aspettarono il corpo di Sant’Ansano martirizzato nelle campagne circostanti. Il Terzo di San Martino comprende inoltre Porta Romana, la Chiesa di San Clemente in Santa Maria dei Servi e la Fonte di San Maurizio. Risalendo da via di Salicotto, si apre la Piazza del Mercato che, per i festeggiamenti del settecentenario del Costituto Senese si animerà con le rievocazioni dei mercati medievali sotto il loggiato chiamato “tartarugone”. Il viaggio si conclude nella verde valle di Porta Giustizia.

Il secondo itinerario porta alla scoperta del Terzo di Città da cui ebbe origine la città di Siena. Il tour inizia da via San Pietro, passa dall’antica Porta all’Arco per poi affacciarsi nella piazza Sant’Agostino con l’omonima basilica e per poi arrivare a Porta San Marco che fa parte della quinta e definitiva cinta muraria di Siena progettata nel 1326. Si arriverà, poi, in via di Castelvecchio il punto più alto di Siena. Il tour arriverà a Piazza Duomo dove si potrà ammirare il Complesso Museale del Santa Maria della Scala, uno dei più antichi ospedali del mondo sorto su una posizione dominante il tracciato della via Francigena. Prima di scendere in Piazza San Giovanni per scoprire il Battistero, è possibile far visita al Museo dell’Opera del Duomo dove si conservano capolavori come la Maestà che venne commissionata a Duccio di Buoninsegna dal Governo dei Nove, all’epoca del Costituto. La penultima tappa del Terzo di Città mostra il Palazzo Chigi Saracini, costruito dalla potente famiglia ghibellina dei Marescotti che ebbe un ruolo importante nell’evento più memorabile della Repubblica di Siena, la vittoria a Monteaperti contro Firenze.
“Cor magis Tibi Sena Pandit” (Siena ti apre il cuore più di tutte le sue porte), è la frase scritta sull’arco di Porta Camollia che segna l’inizio del viaggio nel Terzo di Camollia, il lato della città proteso a Nord in direzione dell’eterna “rivale” Firenze. Per prima si incontra la Chiesa di San Pietro alla Magione dove i pellegrini e i crociati che percorrevano la strada possedevano una “maison” (ospizio). Il tour prosegue fino alla Fortezza Medicea, chiamata anche Forte di Santa Barbara (dove si trova l'Enoteca italiana - istituzione nazionale deputata alla presentazione ed alla degustazione dei vini italiani) per arrivare alla Basilica di San Domenico. Poco sotto la Basilica si scende dalla Costa del Serpe, un sentiero ripido e segreto, a Fontebranda, una delle più famose fonti di Siena. A pochi metri sorge il Santuario di Santa Caterina, la casa dove Caterina nacque nel 1347. La strada risale fino al cuore della città e si incontra Palazzo Tolomei, fino ad arrivare alla Basilica di Santa Maria in Provenzano, dove si conserva il busto (ritenuto miracoloso) della Madonna a cui, ogni 2 luglio, è dedicata la corsa del Palio. L’itinerario prosegue verso la Basilica di San Francesco, la grandiosa chiesa in forme gotiche che fu costruita all’inizio del Trecento, citata anche nel Costituto Senese. Penultima tappa del terzo di Camollia è la poderosa Rocca dei Salimbeni, sede storica della Banca Monte dei Paschi di Siena per poi chiudere con la Fonte Nuova d’Ovile.
E veniamo allo spettacolo: Giobbe Covatta e Monica Guerritore, inaugureranno il festival “La Città del Sì’”. A dare il via al ricco cartellone del festival sarà infatti “La Veglia del Costituto”. Lo spettacolo, per la regia di Maurizio Panici, con musiche originali di Stefano Saletti, sarà in scena il 12 settembre (ore 21.15, ingresso gratuito), nella suggestiva cornice di Piazza del Campo.

La stagione teatrale dedicherà una serie di spettacoli al medioevo, da Robin Hood , un musical di Beppe Dati con Manuel Frattini a Macbeth di e con Gabriele Lava. Fiore all’occhiello sarà inoltre l’affascinante Polvere di Bagdad, liberamente tratto da Le mille e una notte, che vedrà protagonisti Massimo Ranieri con musiche di Mauro Pagani e la regia di Maurizio Scaparro.
La danza si presenterà con il Festiva Finoallafinedelmondo, curato dalla Corte dei Miracoli, con lo spettacolo “Il viaggio del corpo e dello spirito nei luoghi dei viandanti” di e con Massimiliano Barachini e AnimaAmataMente della Compagnia Sosta Palmizi, una tra le primissime formazioni di danza contemporanea in Italia (1985) oggi guidata dai coreografi Raffaella Giordano e Giorgio Rossi.
Molti saranno poi i nomi celebri ospiti in questo evento grandioso: con la regia di Maurizio Panici, sarà Vanessa Gravina, ad incantare il pubblico con una lettura drammatizzata in musica dal titolo “Donne del Medioevo”. Sempre per la regia di Maurizio Panici, sarà invece Mascia Musy, altro importante volto della tv e del teatro che l’ha vista recentemente recitare in Anna Karenina di L. Tolstoj, ad interpretare la lettura drammatizzata in musica dal titolo “I Volti di Santa Caterina”. Dopo essere stata la protagonista alla Veglia del Costituto, Monica Guerritore torna in scena con l’avvincente spettacolo “Processo a Giovanna d’Arco”, il monologo scritto diretto e interpretato dall’attrice, che contempla anche riferimenti al “De immenso” di Giordano Bruno e i versi della poetessa Maria Luisa Spaziani.

Le celebrazioni contemplano anche un percorso musicale dedicato al Medioevo, che inizierà con il Festival Contemporaneamente Barocco. Nei ristoranti che esibiranno il marchio “La Città del Sì” sarà, inolte, possibile scoprire i piatti e i prodotti tipici di Siena, oltre ad una degustazione di cucina medievale con l’apposito menù “La Città del Sì” e la “Carta dei Dolci della Città del Sì”, il tutto rigorosamente innaffiato da alcune delle più pregiate eccellenze enologiche delle Terre di Siena. Il 18 settembre prenderà il via la rassegna cinematografica “Sì è Cinema, finzioni del Medioevo al cinema” , che mette in scena alcune delle più belle e famose pellicole di ambientazione medievale con una particolare attenzione al regista Mario Monicelli, oltre che al grande Roberto Rossellini. Sono tante quindi le iniziative con le quali Siena torna a far risplendere il suo Medioevo, celebrando uno dei momenti più alti e unici della civiltà e della vita democratica del Trecento.