al Guggenheim ALL IN THE PRESENT MUST BE TRANSFORMED
di // pubblicato il 04 Agosto, 2007
Venezia.
Concedetevi
il piacere di una visita al Museo Peggy Guggenheim .
La scelta del termine "piacere" non é casuale o forza perché, al di là dell'interesse artistico, entrerete in un contesto estremamente suggestivo:
Palazzo Venier dei Leoni.
Iniziato nel 1748 su progetto dell'architetto Lorenzo Boschetti (di lui, la chiesa di San Barnaba), il modello del progetto originale è conservato al Museo Correr. Osservando attentamente tale documento, troverete una facciata classica a creare forte contrappeso proprio all'opposto Palazzo Corner. Non sono certe le motivazioni che lasciaro il palazzo incompiuto.
Una sopraggiunta mancanza di liquidità, ma da non escludere, l'intervento degli stessi Corner per impedire la costruzuione di un edificio sicuramente più bello del loro.
Il destino del palazzo potrebbe anche essere collegabile a quello gotico di fianco (demolito agli inizi del Novecento per danni strutturali).
Misteriosa pure l'associazione del nome con i leoni (narrata l'esistenza di un esemplare in giardino, più verosimile con le teste in pietra d'Istria a decoro della facciata al livello acqua).
Vi ho incuriosito?
Potreste approfondirne la storia partendo da quanto asseriva la famiglia Venier -discendere dalla gens Aurelia della Roma classica - fra le più antiche di Venezia e vantando ben diciotto Procuratori di San Marco e tre Dogi: Antonio lo fu negli anni 1382-1400 (per un rarissimo senso di giustizia, oggi sconosciuto, lasciò morire in prigione il proprio figlio criminale) e se Fancesco (1553-56) fu ritratto da Tiziano, Sebastiani, comandò la flotta veneziana nella Battaglia di Lepanto del 1571, divenendo poi il terzo Doge dei Venier!
Da approfondire anche la vita di Peggy Guggenheim perché svolse un ruolo fondamentale nella storia dell'arte del Novecento.
Infatti, in fede alla vocazione di sentire suo dovere proteggere l'arte cantemporanea, dedicò gran parte della propria esistenza alla creazione del "suo museo".
Peggy nasce il 26 agosto 1898 e cresce a New York, perdendo ancora adolescente il padre a causa del naufragio del Titanic.
Nel 1948, acquista il Palazzo Venier dei Leoni, trasferiendosi con la propria collezione e già l'anno precedente aveva inaugurato una mostra di sculture allestita nel stupendo giardino interno.
Organizza nel 1950, nell'Ala Napoleonica del Museo Correr, la prima personale di Jackson Pollock in Italia e, contemporaneamente, la sua collezione viene esposta a Firenze, Milano, Amsterdam, Bruxelles e Zurigo.
Dal 1951 la collezione torna a Palazzo Venier dei Leoni ed E aperta al pubblico durante i mesi estivi, mentre Peggy continua a collezionare e aiutare gli artisti, come Bacci o Parmeggiani, ottenendo, nel 1962 la cittadinanza onoraria della città di Venezia.
Negli anni dal 1964 al 1975 la collezione viene esposta all'estero in numerose occasioni.
Peggy muore il 23 dicembre 1979.Le sue ceneri sono seppellite nel giardino, in quell'angolo dove seppelliva i suoi cagnolini.
Da allora, la Fondazione Guggenheim ha trasformato il palazzo in uno dei maggiori musei d'arte moderna al mondo dove, alla collezione permanente, si affiancano importantissime temporanee.
Attualmente, e visitabile fino al 2 settembre, troverete ALL IN THE PRESENT MUST BE TRANSFORMED: MATTHEW BARNEY AND JOSEPH BEUYS
perfettamente "orchestrata" da Nancy Spector, curatore capo del Museo Solomon R. Guggenheim di New York.Trattandosi di un evento estremamente significativo e per dare adeguato risalto alla poetica degli artisti, la Collezione Peggy Guggenheim ha organiziatto, collateralmente all'esposizione, un variegato programma culturale con lezioni accademiche, visite guidate, laboratori didattici, film, e che si concluderà con il concerto dedicato a due protagonisti.
In mostra sono poste in primo piano le affinità estetiche di Barney e Beuys che, pur diversi per età e nazionalità, sono accumunati dall'arte,
dall'uso metaforico dei materiali, l’attenzione per la metamorfosi, e la relazione tra l’azione e la sua documentazione nella pratica.
Risultano chiare le fondamentali differenze d’ordine filosofico tra Matthew Barney e Joseph Beuys, alimentate dalla divisione tra pensiero moderno e postmoderno.Per la sua complessità, la mostra é allestita negli spazi della collezione permanente con l'inversione di quest'ultima in quelli solitamente dedicati alle temporanee.
Per ogni informazione
http://www.guggenheim-venice.it/
Le foto pubblicate sono state gentilmente concesse a uso esclusivo del presente articolo e se ne riportano le didascalie:
© The Solomon R. Guggenheim Foundation, New York.
- La Collezione Peggy Guggenheim lungo il Canal Grande, Venezia. Foto David Heald
- La Collezione Peggy Guggenheim lungo il Canal Grande, Venezia. Foto Sergio Martucci
- Il Giardino delle Sculture Nasher della Colelzione Peggy Guggenheim Collection, Venezia
- La stanza Calder alla Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Foto Sergio Martucci
- Interno della camera di Peggy Guggenheim alla Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. p>
- Ritratto di Joseph Beuys in occasione di “Joseph Beuys”, Museo Solomon R. Guggenheim, New York
1979-80, con Strassenbahnhaltestelle (Tram Stop) (1976), Nationalgalerie Hamburger Bahnhof, Sammlung Marx, e Unschlitt/Tallow (Sego) (1977), Nationalgalerie Hamburger Bahnhof, Eigentum Land Berlin Photo by Mary Donlon
Matthew Barney Ama, 2006 Grafite su carta in cornice in plastica auto-lubrificante, 34.3 x 29.2 x 3.2cm
Collezione Andre e Sharon Singer Photo by David Regen, courtesy Gladstone Gallery © 2007 Matthew Barney. Used by permission. All rights reserved.