Al Palazzo Blu di Pisa: Pablo Picasso

di Silvia Groppa // pubblicato il 03 Novembre, 2011

La natura e l’arte sono due cose differenti. Noi esprimiamo nell’arte la nostra idea di quello che la natura  non è.
Pablo Picasso

L’ambasciata di Spagna e il suggestivo Palazzo Blu di Pisa, propongono come terza mostra del ciclo dedicato al Mediterraneo nell’arte del Novecento: Picasso. Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso.

Dopo Marc Chagall e Joan Mirò, non poteva mancare uno tra i più grandi maestri internazionali, giustamente omaggiato attraverso una rassegna di ben 270 opere – tra dipinti, ceramiche, disegni e opere su carta, alcune celebri serie di litografie e acqueforti, libri, tapisserie – frutto dell’intensa collaborazione con il Museo Picasso di Malaga, il Museo Picasso di Antibes e il Museo Picasso di Barcellona; da quest’ultimo provengono le  59 linogravure a colori, una raccolta importante, intorno alla quale si articolerà il percorso della mostra con opere datate dal 1901 al 1970.
La mostra è stata curata da Claudia Beltramo Ceppi, organizzata in collaborazione con Giunti Arte Mostre e Musei, promossa dalla Fondazione Palazzo Blu con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa e il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia e del Comune di Pisa.
Il titolo stravagante – ripreso da una frase che Picasso disse alla madre – dimostra la consapevolezza del pittore e la volontà precoce di sovvertire gli schemi di pittura, scultura e grafica. Un titolo che legittima anche il proposito della curatrice, di voler indagare, anche attraverso opere raramente visibili, sull’evoluzione dell’arte di Picasso nei diversi momenti della sua vita, non trascurando la visione che aveva l’artista sui drammi che hanno sconvolto la Spagna e il mondo nel suo tempo.

Picasso, originario di Malaga, dopo aver ricevuto una formazione artistica tra Barcellona e Madrid sceglie la Francia e in particolare Parigi (crocevia dove convergono tutti gli artisti da tutta Europa nei primi quindici anni del Novecento), per condurre una ricerca approfondita sulla forma, che gli farà mettere a  punto tra il 1907 e il 1909 un originale linguaggio pittorico, che integra i presupposti di Cézanne con il nuovo interesse per l’arte primitiva e arcaica: il Cubismo.

L’artista con il cubismo ha stravolto, ed innovato allo stesso tempo, il linguaggio pittorico della pittura contemporanea, un linguaggio che lui stesso ha continuato a sperimentare per tutta la sua lunga vita, adottando diverse forme d’espressione, ispirategli  dai vari “dialetti”, costituiti dall’arte africana, dal surrealismo e da tutto ciò che gli permetteva di tradurre in immagine le sue visioni e il suo sentire. Questo suo inesauribile talento lo ha portato ad una copiosa capacità produttiva.
La mostra al Palazzo Blu indaga su tutto questo, attraverso un percorso espositivo articolato in tre sezioni,  che mettono in risalto i passaggi creativi, effettuati dall’artista catalano, per capirne la sua poetica figurativa attraverso cui è riuscito a smantellare ogni coerenza e armonia prestabilita dall’immagine.

La prima sezione dal titolo "Dalla natura all’arte", ricorda i primi anni della sua attività, quando Picasso trasformava i soggetti dei suoi lavori in stereotipi della pittura contemporanea, descrivendo una realtà di povertà e di miseria, sulle tele dominano i toni scuri di un blu freddo e lugubre che ne caratterizzerà questo periodo, meglio conosciuto come periodo blu. Emblema di questo periodo pittorico è il “Il Pasto frugale”, un lavoro del 1904.

Nel 1907 l’influenza dell’Art nègre  e di Cézanne, indirizzano la sua ricerca alla scomposizione della forma, che lo condurrà alla realizzazione di uno dei capolavori del XX secolo: le Demoiselles d’Avignon (1907), oggi al Museum of Modern Art di New York. In mostra a testimonianza di questo capolavoro è esposto un raro studio preparatorio per la figura centrale. A seguire, la serie di 16 lastre dei “Toros”, animale che viene raffigurato da Picasso in modo realistico, per poi portarlo alla sua sintesi più estrema, essenziale, che molto ricorda i graffiti preistorici di Altamura.

Picasso, che ha trascorso quasi tutta l’esistenza in Francia, è tuttavia rimasto profondamente legato alla Spagna. Tanto da coglierne da questo splendido paese tipicamente Mediterraneo, le più grandi ispirazioni artistiche, che lo porteranno ad elaborare fondamentali intuizioni che saranno alla base delle sue migliori produzioni; così la guerra civile, che tra il 1936 e il 1939 insanguina la Spagna, insieme alla seconda guerra mondiale, costituirono per Picasso l’esperienza di una tragedia senza ritorno, che egli tradusse in una sorte di “apocalisse figurativa”. Questo drammatico periodo storico e artistico coincide con la seconda sezione della mostra, dal titolo "Intorno a Guernica". Tutte le opere raccolte in questa sezione ruotano attorno ai temi della morte, del dolore della guerra, della disperazione dei vivi, tutti temi presenti nell’omonimo dipinto del Reina Sofia di Madrid.

Forse suggestionato dalle fotografie sui giornali che documentano il massacro, Picasso sceglie di abolire i colori utilizzando una scala ridotta di bianchi, neri e grigi, che meglio si adattano a esprimere i concetti del dolore, del lutto e della morte.
Tra le tele di questo periodo: la serie Sogno e menzogna di Franco, realizzata inizialmente per raccogliere fondi per combattere la dittatura, o le grandi tavole dei Poèmes et Lithographies, in cui l’artista si fa illustratore di se stesso, componendo immagini di grande forza drammatica con i manoscritti dei suoi poemi che descrivono il dolore, ma anche il senso di inadeguatezza e di banalità della guerra.
Uno dei fulcri della mostra sarà la raccolta della Suite Vollard, costituita da 100 fogli, a cui Picasso si dedicherà per otto anni, qui eccezionalmente esposta in forma completa intorno alla terribile e angosciosa scena della Minotauromachia, che esprime forse nel modo più profondo le emozioni dell’artista di fronte alla moderna tragedia della guerra, raffigurata nell’immagine mitica del mostro metà animale e metà uomo.
Verranno inoltre proposte le tavole dello Chant des morts, nelle quali Picasso sembra ritrovare il colore e adottare una calligrafia rosso sangue che accompagna per 125 fogli l’elegante scrittura autografa delle poesie del poeta Reverdy.

Negli anni ’30, la sua parabola creativa si articola ancora con grande libertà in sperimentazioni che lo portano a rivedere il grande mito delle metamorfosi e l’immagine erotica della donna e del toro come simboli della potenza creativa dell’artista. Due elementi figurativi che vengono sottolineati nella terza sezione della mostra: ne sono esempi un grande paesaggio del 1933, il famoso dipinto del Fauno proveniente dal museo di Antibes e la rara serie delle due Donne nude con sfondo di tendaggi, e le trasformazioni dell’immagine di Jacqueline, sua seconda moglie e ultima musa ispiratrice, che ritrae in grandi e coloratissime tele.

Per concludere questo straordinario appuntamento espositivo, vorrei citare un’osservazione della curatrice, Claudia Beltramo Ceppi: Picasso fu un pittore realista, che trasse dalla realtà, della natura o dell’arte, il nutrimento necessario a portare a termine quel sovvertimento dei valori in cui ricercava l’unica cosa che lo interessava veramente: la tensione del creare […] l’arte come arma, come scudo contro gli altri, contro l’esterno: ecco un aspetto dell’opera di Picasso che non bisogna dimenticare.

 

Traduzioni

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Pablo picasso
Tête d’homme et nue assis, 1964, Olio su tela, Collezione privata
(© Succession Picasso, by SIAE 2011)

  • Pablo Picasso, Buste de faune, 6 September 1946, Huile sur vélin d'Arches Antibes, Musée Picasso © ImageArt, photo Claude Germain © Succession Picasso, by SIAE 2011
  • Pablo Picasso, Busto di una dama, según Lucas Cranach el Joven, Julio-diciembre de 1958 Grabado a la gubia en cinco colores con cinco matrices de linóleo, 76 x 57 cm, Prueba de artista Barcelona, Museu Picasso © Succession Picasso, by SIAE 2011
  • Pablo Picasso, Minotaure, 1935, Wool and silk tapestry (Gobelin workshop), 142 x 237 cm, Antibes, Musée Picasso © Archives du musée Picasso, Antibes © Succession Picasso, by SIAE 2011
  • Pablo Picasso, Femme nue assise, 1942, Gouache su carta applicata su masonite, Collezione privata © Succession Picasso, by SIAE 2011
  • Pablo Picasso, Minotauro ciego guiado por una niña en la noche, novembre 1934 (fa parte della serie Suite Vollard) Papel verjurado de Montval, Collezione privata © Succession Picasso, by SIAE 2011
  • Pablo Picasso, Le peintre au travail, 1964 Lavis sur papier, Collezione privata © Succession Picasso, by SIAE 2011

Catalogo: GAmm Giunti.

Mappa

Dove e quando

PICASSO. Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso

  • Date : 15 Ottobre, 2011 - 29 Gennaio, 2012
  • Indirizzo: Palazzo Blu - Lungarno Gambacorti 9, Pisa
  • Sito web

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