A Villa Brandolini l’interazione tra l’arte ed il paesaggio
di - pubblicato il 05 Marzo, 2009 in Mostre
Progetto dedicato all'approfondimento del tema "Paesaggio" nelle arti contemporanee e concretizzato dal professor Dino Marangon su invito del Comune di Pieve di Soligo, della regione del Veneto e del gruppo Euromobil.
Lo scopo principale di questo evento intitolato "Possibile Paesaggio" è quello di mostrare importanti opere fino ad oggi, per la maggior parte, custodite in caveaux o all'interno di collezioni private, che rivelano la ricca testimonianza dell'arte contemporanea di cui possiamo vantare dal secondo dopoguerra ad oggi.

Dino Marangon ha selezionato una serie di rappresentazioni approfondendo le varie trasformazioni dell'arte, dalla metà del secolo scorso fino ai giorni nostri, analizzandole soprattutto nella zona centrale del Veneto. Ci spiega:“L’esigenza di affrontare, con adeguati approfondimenti, una tematica così complessa e in continua metamorfosi, hanno indotto ad articolare il progetto di cinque appuntamenti in un arco pluriennale, anche nell’intento di rendere Pieve di Soligo e Villa Brandolini, un punto di riferimento per quanti intenderanno avvicinarsi alla problematica del Paesaggio contemporaneo nelle arti visive”.

Il ciclo espositivo si ripeterà quindi a cadenza annuale nella settecentesca Villa Brandolini di Solighetto, immersa in un antico parco tra le colline delle suggestive ed incontaminate prealpi Venete.
“Oltre il Paesaggio”, prima rassegna del ciclo quinquennale, analizza la pittura che non si limita a riprodurre la realtà visiva ma svela ciò che non si vede, trasformando l’ambiente in uno spazio puramente cromatico e fantasioso.
Circa cento opere sono esposte ed appartengono ad un numero eterogeneo di artisti, dai più famosi ai meno noti ma pur sempre ricchi di espressività e fondamentali per l’analisi della civiltà artistica di quel tempo in quei territori.

E’ veramente interessante scoprire le caratteristiche di ciascun artista; si va dalle opere del Gruppo degli Otto tra i quali ricordo Birolli, Santomaso, Turcato, Vedova, Afro, caratterizzate dal magico rapporto tra il reale e la realtà fenomica, allo Spazialismo di Virgilio Guidi che riuscirà nel corso della sua attività a raggiungere una sempre maggiore essenzialità di visione. Di grande rilievo le sue Marine con Grata, le ancor più sintetizzate Marine a Fasce nelle quali terra, acqua e cielo sono rappresentate da tre bande di colore e luce e gli Alberi, dai quali traspare una profonda coscienza ecologica.
Mario Deluigi, Vinicio Vianello, Anton Giulio Ambrosini, Tancredi, Edmondo Bacci e Gino Morandis, sono altri artisti che aderirono a questo movimento, volgendo la propria attività alla ricerca costante di nuove visioni cosmiche.

Suggestive anche le opere di Luciano Gaspari alla continua scoperta dei fenomeni della nascita, della crescita e della geminazione e quelle di Bruna Gasparini con i suoi giochi di luce e colori.
Non si può fare a meno di citare Bill Congdon, protagonista della Scuola di New York e le sue stupefacenti rappresentazioni di Venezia e dei suoi ben noti paesaggi dell’anima.
La parte centrale dell’esposizione riguarda artisti quali Ferruccio Bortoluzzi, Giovanni Korompay, Leon Gischia, Bruno Blenner, Ennio Finzi, Riccardo Licata, Saverio Rampin, Gino Silvestri. Si passerà poi alle ricerche percettive di Alberto Biasi e Franco Costalonga, alla pittura analitica di Paolo Patelli o di Pope, alle raffinate istanze novorealistiche di Raoul Schultz, alle simbologie di Nino Memo, alle sedimentazioni alchemiche di Maurizio Cosua e di Gea D’este, e alla pittura neoluministica di Franco Ruaro.
Vi è poi un settore riservato alle Sostituzioni di Germano Olivotto e un altro dedicato alle ricerche video, sviluppate presso la Galleria del Cavallino, da artisti come Guido Sartorelli, Claudio Ambrosini, Michele Sambin, Luigi Viola e Paolo Fassetta.
Giungendo poi al parco troviamo alcuni interventi Site Specific di Claudia Steiner e di Enrico Minato.

L’uomo si ciba di paesaggio, è il titolo di un’opera presente in mostra, e di per se fa da invito a partecipare a questo importante ed esclusivo appuntamento d’arte; riempirsi gli occhi con immagini tanto diverse per orientamento artistico ma tanto simili per il soggetto rappresentato, da l’occasione ad ogni visitatore di riempirsi anche l’ anima. Da non perdere!!