A Varese c’è un Sacro Monte
di // pubblicato il 08 Agosto, 2011
In questo periodo quasi tutti abbiamo nel cuore le vacanze o perché ci siamo dentro, o perché cominceranno tra poco e, vista la simpatica situazione nella quale ci troviamo, desidero ricordare quante belle e insolite località abbiamo in Italia da assaporare, visitandole, con gioia e curiosità.
Tra queste ci sono i Sacro Monte, costruiti tra la fine del XV e il XVII secolo per dare la possibilità, a chi desiderava o desidera concentrarsi sui misteri del rosario salendo verso un santuario, di istruirsi facendo un percorso anche visivamente e artisticamente interessante.
Visto che persino Samuel Butler (Langar Rectory 1835 - Londra 1902) osservava come “… gli italiani non possano guardare un posto elevato senza desiderare di metterci qualcosa in cima, e poche volte l'hanno fatto più felicemente che al Sacro Monte di Varese”, vi parlerò proprio di questa chicca.
È interessante sapere che i Sacro Monte dovevano sorgere in una posizione già da tempo meta di pellegrinaggi e avere delle caratteristiche naturali e paesaggistiche davvero interessanti: proprio quello che succede qui, sulle pendici del Monte Orona.
Infatti non esiste niente di meglio di questo posto per rispettare le regole poiché intorno ai due chilometri, lungo i quali sono sistemate le 14 cappelle, si trovano lussureggianti boschi di castagni, faggi e noccioli, alberi tipici della flora prealpina. Inoltre la tradizione racconta che l’attuale Santuario di Santa Maria del Monte, diventato la XV cappella, sia stato eretto sopra una cappella fatta costruire da S. Ambrogio nel IV secolo, per la vittoria sugli ariani, diventando una costante meta di pellegrinaggi.
Infatti non esiste niente di meglio di questo posto per rispettare le regole poiché intorno ai due chilometri, lungo i quali sono sistemate le 14 cappelle, si trovano lussureggianti boschi di castagni, faggi e noccioli, alberi tipici della flora prealpina. Inoltre la tradizione racconta che l’attuale Santuario di Santa Maria del Monte, diventato la XV cappella, sia stato eretto sopra una cappella fatta costruire da S. Ambrogio nel IV secolo, per la vittoria sugli ariani, diventando una costante meta di pellegrinaggi.
È documentata l’esistenza nell’XI secolo di un santuario romanico, la cui cripta esiste ancora, diventato, grazie al suo endonartece, meta e rifugio di pellegrini. Piano piano intorno sorse un piccolo villaggio, S. Maria del Monte, dove abitavano sacerdoti e laici che si occupavano dei pellegrini sempre più numerosi, tanto che nel 1472 la chiesa venne ampliata dall’architetto Bartolomeo Gadio (Cremona 1414 – Milano 1484) che la fece diventare a tre navate.
L’idea di facilitare il percorso per arrivare al santuario, con una cappella ristoratrice a metà salita, venne a suor Maria Tecla Cid all’inizio del ‘600 quando dovette recarsi al Santuario per pronunciare i voti. Fu poi il frate cappuccino Gian Battista Aguggiari a riuscire, con le sue prediche, a fare approvare la costruzione delle 14 cappelle adatte a creare e facilitare le meditazioni dei pellegrini sui misteri del rosario dando loro una piacevole sosta. Le sue prediche furono così coinvolgenti da ottenere donazioni (grano, vino, stoffe, danaro) talmente munifiche da permettere di costruirle ingaggiando i migliori di artisti del momento: si creò, così, una specie di museo all’aperto. Si racconta che venne donata da una popolana persino una stecca di scarpe da ballo perché lei aveva speso tutti i suoi soldi per acquistarle, ma sentiva in cuor suo di avere l’obbligo di rinunciare a esse.
Tra gli artisti che hanno lavorato qui va ricordato Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, chiamato ad affrescare la VII cappella (La flagellazione), i pittori Carlo Francesco Nuvolone, Antonio Busca, i fratelli G. Battista e G. Francesco Lampugnani ed altri ancora.
Il progetto è dell’architetto Giuseppe Bernascone, detto "il Mancino" e fu lui che, dal 1604, realizzò queste cappelle diverse tra loro ma così perfette, in stile manieristico, da riuscire a dare la possibilità di godere del bel paesaggio grazie a porticati e architetture dirette a rendere il pellegrino partecipe dei misteri del rosario.
Le cappelle sono divise in gruppi di cinque, secondo i Misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi; ogni gruppo è preceduto da un maestoso arco trionfale che infonde nel pellegrino la percezione di essere importante perché si avvicina e partecipa attivamente ai misteri del rosario.
Una delle cappelle più coinvolgente è la decima, quella della crocifissione, l’unica affollata da ben 40 statue, resa spettacolare anche dagli affreschi molto belli e avviluppanti.
Mi sono dimenticata di dire che ogni cappella dentro ha delle statue e le pareti sono interamente affrescate per spiegare a chi vi entra, con la semplicità della scenografia, quello che vi si vuole glorificare.
Penso sia interessante sapere che la costruzione dei Santuari e dei Sacro Monte al nord d’Italia venne sostenuta dalla necessità di bloccare, con l’affermarsi della religione cattolica e dei suoi luoghi di culto, l’espandersi della riforma protestante che aveva sempre un maggiore numero di seguaci nell’Europa settentrionale.
Per chi desidera fermarsi in questo luogo d’arte e di pensiero esiste, come nel ‘400, un albergo; inoltre si può raggiungere il Sacro Monte con una simpatica funicolare, oltre che in macchina e… a piedi. Se si passa di qua il 9 settembre, si può partecipare al "Festival tra sacro e Sacromonte", mentre il 23 dicembre viene allestito un presepe vivente.