A Salemi arriva l’Adorazione dei pastori di Caravaggio

di Katty Colzi // pubblicato il 17 Marzo, 2009

Salemi accoglierà domani l'arrivo de L'Adorazione dei pastori di Caravaggio proveniente dal Museo Regionale di Messina. Nei mesi scorsi l'opera è stata protagonista di un confronto ravvicinato (voluto proprio dal suo vulcanico Sindaco) con l'omonima di Pieter Paul Rubens (già esposta al Museo Civico di Salemi). Dopo quattrocento anni il pittore fiammingo ha così "incontrato" l'italiano, possibilità non avuta in vita.
Rubens dipinge nel 1608 per i frati di Fermo "L'Adorazione dei pastori" sicuramente con Caravaggio all'orizzonte essendogli stata commissionata, nello stesso 1608 dal Senato di Messina, l'opera per l'altare maggiore della chiesa di Santa Maria della Concezione retta dai padri cappuccini (Michelangelo è a Messina, dopo l'evasione da Malta e in attesa del perdono del Papa, dove viene accolto molto bene dalla classe borghese come ci racconta lo storico Francesco Susinno -1660/1670 ca.1739- avendone intuito l'importanza per l'arte isolana "nelle sue speciose tele non videsi mai aria turchina, ma il campo tutto nero, restringendo in poche tinte la forza del lume".

Le due natività hanno identica scena, ambientazione e ispirazione oltre alla stessa ricerca di luce, ma messe una accanto all'altra, il genio di Caravaggio si palesa e lo stesso Vittorio Sgarbi spiega "la Natività di Caravaggio svela a colpo d’occhio tutta la grandezza del maestro Merisi. Quella di Rubens è una Adorazione: gli angeli nell’alto della capanna, Gesù in fasce circondato di luce e che infonde luce alla Madonna e ai pastori, gli stessi pastori, bardati di vesti lussuose, belli, estatici, come fossero giunti alla capanna consapevoli di partecipare a un Evento. In Caravaggio, invece, la luce è quella misera che filtra da una finestrella di una miserissima capanna, la Madonna giace in terra, il bimbo in braccio, in ombra, circondato da pastori vecchi, sghembi, mal vestiti. E’ una Natività, non un’Adorazione, Caravaggio non concede niente alla Madonna, la scena è riprodotta, quasi fotografata, in tutta la sua drammaticità e povertà”.
Infatti, è proprio con quest'opera che Michelangelo inaugura il genere della Natività Povera poi ripreso con grandissima fortuna nella pittura sei-settecentesca.

Il capolavoro giunge in concomitanza con le «Cene di San Giuseppe», una tra le più importanti feste della tradizione religiosa siciliana in programma nella cittadina normanna fino al prossimo 22 marzo.

L'edizione 2009 delle «Cene di San Giuseppe» si annuncia ricca di iniziative e Vittorio Sgarbi, incontrato a Firenze per Taste, aggiunge: "l'inaugurazione della mostra del Caravaggio avverrà nel pomeriggio del 18, ma la tela rimarrà esposta al pubblico tutta la notte, ripetendo così la felice intuizione della Notte di Capodanno quando è arrivata a Salemi quella di Rubens".
L'assessore alla Cultura Peter Glidewell ha invece ribadito come Salemi diverrà nuovamente meta degli appassionati d'arte perché "unire la festa dei pani di San Giuseppe al capolavoro di Caravaggio sottolinea il legame indissolubile fra cultura e tradizioni popolari".

Il 19 marzo celebra San Giuseppe e l'importanza del ripristino della festività, per i contenuti non solo religiosi, sono le motivazioni del disegno di legge n.48 al Senato della Repubblica dallo scorso 29 aprile 2008.

 

Dettagli

Salemi, Museo Civico
fino al 31 maggio 2009
ingresso gratuito il giorno dell'inaugurazione

Didascalia immagine

  • Michelangelo Merisi da Caravaggio
    L’adorazione dei pastori, 1608
    olio su tela
    314x221 cm
    Museo Regionale, Messina