A Roma per il “Divus Vespasiano”.

di Ellegi // pubblicato il 06 Maggio, 2009

Duemila anni fa, più precisamente in quello che diventerà per il calendario gregoriano il 17 novembre del 9 d.c., a Falacrine, modesto villaggio vicino Rieti, Flavio Sabino e Vespasia Polla eannunciavano la nascita del loro secondo figlio. Flavio era esattore delle tasse poi banchiere ad Aventicum — oggi in Svizzera — Vespasia era nata da una buona famiglia di Norcia, i Vespasii, e poteva almeno vantare un fratello senatore. Una famiglia modesta, non aristocratica, senza antenati illustri. Una famiglia probabilmente come tante altre dell’impero, in quello squarcio di secolo che vide susseguirsi prima Claudio poi Nerone e alla sua morte un periodo di grandissime violenze e di guerra civile.

Una nascita che sarebbe passata sicuramente inosservata se, come a volte succede, il fato, indubbie capacità, e instabilità politica e civile, non avessero mescolato le carte e i destini e della storia. In pochissimo tempo, dopo la morte di Nerone, si succedono tre imperatori, tutti e tre morti di morte violenta. E così quel secondogenito, Tito Flavio Vespasiano, che non poteva vantare origini aristocratiche, ma una carattere semplice ma tenace, una fulgida carriera militare e sopratutto un esercito a lui fedelissimo, passò alla storia come capostipite di una dinastia di imperatori romani: i Flavi che vide, dopo la sua morte nel 79 d.C., alla guida dell’impero anche i figli Tito e Domiziano.

Partendo dal pretesto dei duecento anni della sua nascita, Roma ha voluto dedicare ai Flavi la mostra “Divus Vespasianus “che resterà aperta fino al gennaio 2010 , attraversando i luoghi carichi di storia dove vissero e operarono, con un affascinante percorso espositivo all’interno della città.
Voluta dal Comitato nazionale per le celebrazioni del bimillenario della nascita di Vespasiano e dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma in collaborazione con Electa che ha curato anche l’importante catalogo, la mostra è curata da Filippo Coarelli con il rigore storico del coordinamento scientifico di Letizia Abbondanza.

Come non immergersi nella conoscenza di questa famiglia girando per Roma e cominciando proprio dal Colosseo luogo di svago e divertimento per i Romani che Vespasiano volle costruire e ridare alla città proprio in quelli spazi che Nerone lo aveva “privatizzato”e incluso nella sua reggia. Qui negli ambienti del primo piano di quello che non a caso è chiamato l’Anfiteatro Flavio, sono articolate sei sezioni espositive con 70 opere che consentano una ampio approfondimento della storia dei Flavi e di Roma. La città conobbe infatti sotto la dinastia una intensa stagione edilizia che ne cambiò radicalmente la struttura e la rese ricca di nuovi quartieri , opere e monumenti.

Una vera occasione per ricordare ad esempio che il Colosseo, il monumento storico più amato e visitato d’Italia, ma sulla nascita del quale facciamo tutti un po’ di confusione, fu iniziato nel 69 d.C. dal vecchio Vespasiano e inaugurato nell’80 da Tito con 100 giorni di giochi. E ancora alla scoperta delle tracce della storia nei monumenti flavi nell’area del Foro e del Palatino con altri due punti espositivi: la Curia, nel Foro romano, riaperta per l’occasione e nel criptoportico “neroniano” sul Palatino, il palatium che Domiziano rese magnifico, e ancora nelle sezioni sul Campidoglio, nei Musei Capitolini.

Impossibile tra gli incontri perdersi il faccia a faccia con la grande immagine del divino Vespasiano o non ammirare i riccioli di marmo delle raffinata pettinatura di Julia matrona romana o non soffermarsi davanti alle scene dei trionfi dell’Arco di Tito. Una esposizione ampia e importante che mette in evidenza alo stretto rapporto fra materiali esposti e città .
Una nota curiosa. Fra le innumerevoli testimonianze storiche lasciate e grazie alla sua politica di rigore Vespasiano riuscì a risollevare e a riorganizzare lo stato romano e le sue casse uscite assai malconce dopo gli anni di sperperi e di guerre. Il suo nome è però rimasto per molti indissolubilmente legato alle imposte che impose sui gabinetti pubblici, da allora chiamati “vespasiani” e alla frase che il suo spirito da uomo pratico, di origini Sabine doveva avergli suggerito quando rispose al figlio Tito che lo rimproverava per una così poco nobile origine del denaro: “Pecunia non olet” !

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • In mostra al Colosseo
    Testa di Vespasiano
    Copenhagen, Ny Carslberg Glyptothek
    Ritrovamento: Napoli (? Ante 1911)
    Marmo
    I sec. d.C.
  • Arco di Tito - Apoteosi di Tito
    Roma, Foro romano
    dopo 81 d.C.
  • In mostra al Colosseo
    Testa di Domiziano
    Roma, MNR, Palazzo Massimo
    Ritrovamento: Littoria (dalla villa di Circeii?)
    Marmo
    I sec. d.C.
  • In mostra al Colosseo
    Specchio con Domiziano firmato da Europos
    Karlsruhe, Badisches Landesmuseum
    Provenienza sconosciuta
    Argento
    I sec. d.C.
  • In mostra al Colosseo
    Testa di Julia Titi
    Roma, MNR, Palazzo Altemps
    Ritrovamento: Roma, coll. Ludovisi
    Marmo lunense
    I sec. d.C.

Mappa

Dove e quando

Divus Vespasianus

  • Date : 26 Marzo, 2009 - 10 Gennaio, 2010
  • Indirizzo: Colosseo, Curia (Foro Romano), Criptoportico Neroniano (Palatino), Roma

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