A Rapallo in mostra Luce e Materia
di - pubblicato il 17 Gennaio, 2009 in Mostre
Nel pomiriggio di oggi si aprirà e al Castello di Rapallo (GE) la mostra “LUCE E MATERIA” Pittura del ‘900 tra Liguria e Lombardia e sarà possibile visitarla fino al 15 Marzo 2009.
L’esposizione, curata da Flavio Arensi e promossa dal Comune di Rapallo e dalla Regione Lombardia - Presidenza, presenta 42 opere di quattro artisti, Luiso Sturla (Chiavari, 1930), Valentino Vago (Milano, 1930), Alfredo Chighine (Milano, 1914 - Pisa, 1974), Emilio Scanavino (Genova, 1922 - Milano, 1986).
Il Castello di Rapallo è sul mare ed è posizionato, a differenza di altri castelli o fortezze liguri, antistante lo specchio acqueo rapallese nel lungomare Vittorio Veneto. Bene in questo contesto meraviglioso si apre una mostra molto importante con cui si intende esprimere un solenne ringraziamento a quei maestri lombardi, appartenenti alla metà del secolo scorso, e che, per varie ragioni, hanno continuato a mantenere, nel tempo, un forte legame con la Liguria eleggendola come luogo di creazione prediletto delle loro realizzazioni. In particolare, Luiso Sturla e Valentino Vago tengono saldo il vincolo, trascorrendo buona parte dell’anno tra Chiavari e Rapallo, partecipando attivamente alla vita culturale del territorio. Le suggestive sale del Castello accoglieranno due nuclei di quindici dipinti dell’opera di Vago e Sturla, affiancati da sei dipinti di Chighine e sei di Scanavino.

Il percorso di questa mostra comincia dall’orizzonte naturale di Alfredo Chighine e si conclude con quello spirituale di Valentino Vago, mentre nel mezzo affiorano le vedute e le visioni di Emilio Scanavino e Luiso Sturla. La scelta di confrontare il lavoro di quattro maestri, due dei quali hanno segnato la straordinaria stagione informale degli anni cinquantasessanta, cerca significati poetici più che relazioni precise, battendo un sentiero che dalla materia conduce alla luce, e della luce trova la materia. Il legame secondario è invece il rapporto che ognuno di essi ha sviluppato nel corso degli anni con il mare o con la città, in un contatto ideale fra la metropoli lombarda e la riviera, per congiungere due differenti umori sentimentali, la nostalgia ligure e l’esistenzialismo milanese. La luce di Chighine, i legami di Scanavino, la poesia della memoria di Sturla, e lo sguardo al divino di Vago, sono le tappe di un viaggio che ognuno può intraprendere dalla verità del reale fin dentro il senso ultimo della nostra esistenza. La lezione di questi artisti suggerisce di rispondere all’invito della vita, affinché la nostra stessa presenza diventi testimonianza di un mistero che travalica i nessi dell’intelletto e del cuore per diventare pura e insondabile poesia.
Brevemente ricordiamo i quattro artisti:
Alfredo Chighine – Nasce a Milano nel 1914, dove frequenta negli anni Trenta i corsi d’incisione all’Umanitaria di Milano e dove conosce Franco Francese.

Alla scultura si dedica lungo gli anni 40. Lungo il decennio presenzia, premiato, ai maggiori concorsi. Sarà presente in rassegne ovunque, Londra, Parigi, Roma, New York. È presente alle Triennali di Milano, alle Quadriennali romane del 1959 e 1965. Tra le rassegne postume si citano le ampie antologiche ad Alessandria nel 1974, ad Acqui nel 1975, alla Permanente di Milano e a Palazzo Diamanti di Ferrara nel 1977 - 1978, e nel 2005 a Palazzo Leone da Perego a Legnano. Morirà a Pisa nel 1974.
Emilio Scanavino – Nasce a Genova nel 1922 dove conosce i maestri liguri del paesaggismo novecentesco.

Paesaggi e soggetti umili sono i temi delle sue prime opere realizzate a fine anni Trenta e presentate in personale al Salone Romano di Genova nel 1942. Anche lui vivrà l’esperienza londinese nel 1951, dove verrà in contatto con la pittura di Bacon e Surherland. Innumerevoli le partecipazioni a mostre negli anni Cinquanta. Muore a Milano nel 1986.
Luiso Sturla – Nasce a Chiavari (GE) nel 1930 dove frequenta il liceo artistico e, successivamente, la facoltà di Architettura.

Rivolge la sua attenzione a tendenze astratto-geometriche che si concretizzeranno con l’adesione al MAC di cui diventa il Segretario per la Liguria fino al 1957, quando comincia a dedicarsi completamente all¹arte informale.Gli verranno dedicate molte mostre nell’ambito della pittura informale, ad esempio nel 1962 il Centro Culturale Olivetti di Ivrea gli dedica un’importante mostra nell’ambito della pittura informale con la presentazione di Marco Valsecchi. Vive e lavora fra Milano e Chiavari.
Valentino Vago – Nasce a Barlassina (MI), 1931.

Nel 1960 tiene la sua prima personale al Salone Annunciata di Milano, presentato da Guido Ballo, suo professore tanto al Liceo quanto all’Accademia braidense. Da quel momento il suo lavoro si andrà affermando come uno dei più significativi della pittura italiana in questi ultimi decenni. Inconfondibile per la qualità della luce e la liricità del segno, è stato fino a oggi presentato in oltre novanta mostre personali e importanti collettive in Italia e all'estero. Negli ultimi quindici anni si è dedicato, con continuità, anche alla pittura murale, diventando uno dei più autorevoli artisti internazionali. Ha affrescato ambienti pubblici e privati sia in Italia che all'estero, numerose sono le chiese dipinte, l’ultima nel 2008 a Doha, in Quatar, è la prima chiesa cattolica nella penisola islamica. Vive a Milano e a Rapallo.