A Milano per curiosare
di // pubblicato il 17 Ottobre, 2010
La gioia che mi dà vivere nella bella e attiva Milano mi consiglia di ricominciare proprio con quello che di anticamente nuovo vi si può trovare dentro.
Come sempre ci sono i concerti organizzati da G180 e Comune di Milano nell’esagono della Galleria Vittorio Emanuele II per il ciclo Romanticamene … a Milano: così l’aperitivo serale è reso più simpaticamente avvolgente.
Poiché la Veneranda Biblioteca Ambrosiana è vicina a piazza del Duomo è meglio andare lì per vedere una parte dei 22 fogli del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci messi in mostra in teche speciali per proteggerli al meglio. La compilazione di questo codice, così interessante e particolare, ha occupato l’ultimo quarantennio di vita del suo autore (1478 – 1519) e i 1119 fogli, con disegni e scritti, costituiscono un patrimonio invalutabile che nei prossimi sei anni sarà fatto interamente conoscere al pubblico con rotazioni della durata di tre mesi.
Anni fa il Codice Atlantico era stato di nuovo riunito in 12 volumi, ma, poi, ci si è resi conto che così era più facilmente aggredibile da muffe, umidità e deterioramento causato anche dalla sua consultazione, allora questi fragili e preziosi fogli sono stati di nuovo separati in modo che possono anche essere messi in mostra con molta facilità.
Le esposizioni saranno fatte seguendo un tema preciso visto che il genio di Leonardo gli ha permesso di occuparsi di moltissimi argomenti e le location per fare ammirare questi fogli che descrivono, volta per volta con attenta minuziosità, un argomento sono veramente adatte: una è la Sala Federiciana dell’Ambrosiana e l’altra la raffinata sacrestia del Bramante a Santa Maria delle Grazie.
In questo periodo i fogli esposti spiegano, anche con disegni ovviamente molto dettagliati, le armi e le difese che aiutano a salvarsi la pelle durante le guerre.
Mi fa piacere fare una piccola parentesi per ricordare anche le iniziative dell’Ambrosiana per fare conoscere di più Milano e quello che vi è avvenuto e rendere, così, capibile come mai ora è così. E’ la dott.ssa Giovanna Ferrante che cura anche quest’anno i cinque incontri durante i quali si parlerà di personaggi che hanno notevolmente influito su Milano e la sua grandezza.
I personaggi scelti per questo nuovo ciclo sono: Caravaggio (la cui Canestra di frutta, prototipo assoluto delle nature morte, fu voluta da Federico Borromeo per la sua Pinacoteca), Raffaello (il cui cartone della Scuola di Atene è qui), Petrarca (che abitò nella Basilica di S. Ambrogio e amò molto Milano) e Leonardo, visto che di lui la città (e l’Ambrosiana) porta ancora le “impronte”.
Gli incontri si svolgeranno nell’Ambrosiana, a ingresso libero, alle 10,30 di sabato 16 ottobre, sabato 13 novembre 2010, sabato 15 gennaio, sabato 12 febbraio, sabato 12 marzo 2011.

Già che siamo in corso Magenta vale la pena di entrare nella Fondazione Stelline, i bei porticati, il giardino autunnale fanno varcare la soglia più contenti per vedere le 30 fotografie che Gabriele Basilico ha scattato dando la sua interpretazione di Istanbul, città che quest’anno è la Capitale Europea della Cultura. La mostra dura sino al 12 dicembre ed è accompagnata da un catalogo di Corraini Edizioni.

In effetti questa grande città è un grosso crogiuolo di culture che si sono e si intersecano influenzandosi l’una con l’altra. La versione che ne dà Basilico è, come sempre, molto particolare, non ci sono inquadrature speciali dei bei monumenti o dei contenuti museali, ma case semidiroccate, angolature fredde e interessanti per la loro inconsuetudine. Insomma si tratta di una città particolarmente diversa, da imparare a conoscere o da dimenticare, se non piace questa sua versione.

Un riposino respirando l’aria pulita del bel giardino adorno di sculture delle Stelline ci permette di avviarci con un disteso sorriso sulle labbra lungo corso Magenta per arrivare, dopo avere occhieggiato in qualche bel negozio, alla chiesa di S. Maurizio al Monastero Maggiore di Milano.

Finalmente il Coro delle Monache, uno dei più importanti cenobi femminili di Milano, è tornato al suo splendore, visto che il suo restauro è terminato. Non si può che indicare a tutti di andare a vedere questo spaccato di vita lombarda eseguito lungo tutto il XVI secolo dai più importanti artisti della zona, dai Luini a Foppa, a Boltraffio, a Zenale, a Callisto Piazza e altri ancora.

Questo restauro ha riguardato anche l’intera chiesa claustrale e la grande volta decorata con le tipiche volute ocra su fondo azzurro del periodo tardogotico permettendo di rendere più apprezzabili i primi grandi paesaggi cinquecenteschi, dipinti nelle cappelle laterali, completamente privi di figure e di edifici.

Mi sembra che ci siano sin troppe cose da vedere e da fare: a presto allora.