A Lu.C.C.A. per “Un mondo visivo nuovo”

di Ellegi // pubblicato il 21 Maggio, 2009

A pochi passi dalla celebre Piazza Anfiteatro entriamo in uno storico palazzo del Cinquecento per scoprire che Lucca non è soltanto il nome della città toscana nota in tutto il mondo. In questi giorni prende vita un'altra Lu.C.C.A, un luogo espositivo nuovo, il Lucca Center of Contemporary Art, che offre ai visitatori una nuova concezione di museo.

Entriamo nel cuore della città e scopriamo gli spazi di Palazzo Bocella, un bel palazzo rinascimentale con tutte le caratteristiche architettoniche di quel periodo che vanno dalle mensole inginocchiate alle finestre alle fasce marcapiano, alle cornici in bugnato e alla doppia scalinata in pietra serena. Il palazzo, che offre cinque piani e oltre 1000 metri quadrati di superficie espositiva, coniuga la storia con la contemporaneità e ci mostra una concezione nuova di fruire l’arte.

Lu.C.C.A non è solo contenitore d'arte, luogo per visitare mostre, ma anche spazio ricreativo e interattivo dove è possibile bere un caffè, curiosare fra libri e pubblicazioni, ascoltare musica, rilassarsi nella sala lounge sorseggiando una tisana, il tutto senza bisogno di acquistare il biglietto. Un luogo vicino alle esigenze di un nuovo modo di vivere gli spazi, anche quelli espositivi. Qualcuno lo ha definito a ragione the living museum. Nella sala di ingresso due video, dietro il bancone-reception, illustrano le anteprime delle mostre in corso o, in previsione, di eventi legati alla vita del museo e di iniziative organizzate in altre sedi.

Con uno spazio così innovativo, era necessario un lavoro altrettanto nuovo per tagliare il nastro e inaugurare il nuovo museo. Ci sono riusciti Maurizio Vanni e Francesca Romana Morelli che hanno curato Un mondo visivo nuovo. Origine, Balla, Kandinsky e le astrazioni degli anni ’50 , l’esposizione che porta in mostra fino al 23 agosto, cinquanta opere fra dipinti e sculture per l'esposizione che traccia il percorso del Gruppo Origine, con incursioni verso Balla, Kandinsky e l’arte astratta con molte opere apparse nelle mostre dell’epoca, sulla rivista della Fondazione Origine o appartenute agli stessi artisti e architetti.

In un mondo reduce dal secondo conflitto mondiale, il Gruppo Origine è stato costituito da un noto gruppo di artisti italiani proprio nel primissimo dopoguerra. La prima mostra si tenne nel 1950 presso la Galleria Origine a Roma, dove esposero in Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Ettore Colla e Marco Ballocco che dettero vita nel 1951 al Gruppo con il Manifesto pubblicato proprio in quel anno. Ne 1952 il Gruppo si trasforma in Fondazione Origine che resterà attiva fino al 1958, come centro di riferimento internazionale per l’approfondimento delle problematiche e della divulgazione dell’arte astratta, con il coinvolgimento di un ampio numero di artisti Emilio Vedova, Atanasio Soldati, Afro, Antonio Sanfilippo, Carla Accardi, Pietro Consagra, Toti Scialoja, Giulio Turcato, Edgardo Mannucci, Mimmo Rotella.

Seguiamo allora dentro gli spazi bianchi di Lu.C.C.A il percorso espositivo che si divide in quattro sezioni.
La prima quella introduttiva ci fa conoscere i protagonisti di questa storia attraverso foto , documenti e alcuni filmati di matrice astratta: dagli artisti della Fondazione Origine al decano dei futuristi, Giacomo Balla.
La seconda sezione è dedicata dedicato ai fondatori di Origine: Capogrossi, Burri, Colla e Ballocco, e poi ancora Piero Dorazio e Achille Perilli,e ad altri artisti che ebbero un ruolo molto forte nei primi anni della Fondazione Origine e a tutti quegli artisti che segnarono il percorso da un astrattismo rigoroso, e quelli che più forte sentirono il richiamo verso l’informale come Accardi, Vedova, Afro, Sanfilippo, Turcato, Mimmo Rotella e anche il maestro Enrico Prampolini.

Nella terza sezione sono di scena i padri storici: Kandinsky, Sonia Delaunay e una saletta incentrata esclusivamente su Balla, cercando di dare un saggio della mostra organizzata dal gruppo Origine nel 1951, che segnò la riscoperta del decano dei futuristi. Per finire nella quarta sezione gli itinerari più individuali, più personali seguiti tra gli anni ’60 e ’70 da maestri come Capogrossi, Colla, Dorazio, Burri, Ballocco e Perilli.

Il catalogo di Carlo Cambi Editore accompagna l'esposizione.
E ancora un momento di pausa nei confortevoli spazi di Lu.C.C.A prima di partire per una visita al bellissimo centro storico o per una passeggiata sulle mura questa volta della città di Lucca .

 

Dettagli

Didascalie

  • Lucca Center of Contemporary Art
  • Lu.C.C.A. - foto di interno
  • Balla, Compenetrazione
  • Burri, Bianco cretto

Mappa

Dove e quando

  • Indirizzo: Lu.C.C.A. - Lucca Center of contemporary art, via della Fratta 36, Lucca
  • Sito web