A Lucca in compagnia del professor Ragghianti

di Elisabetta Morici // pubblicato il 20 Dicembre, 2010

Durante questi giorni invernali, con il clima natalizio che dovrebbe invitarci alla riflessione, vi invito ad una passeggiata nella bella città di Lucca, una delle mie mete preferite.
E non solo per fare una rilassante camminata lungo le mura, ma soprattutto per visitare una mostra che vuole ricordare uno dei figli più importanti di questa città, lo storico dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti.

La mostra, organizzata in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita dello studioso (1919-1987), è allestita nella sede della Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti di Lucca e fa parte del programma di manifestazioni che celebrano questo grande storico d’arte italiano, colui il quale ha dedicato proprio al periodo medievale studi fondamentali.

Punto di riferimento nel dibattito culturale ed intellettuale del secolo scorso, il professor Ragghianti ha lasciato una eredità di metodo imprescindibile per chiunque voglia avvicinarsi allo studio di questo fantastico mondo che è la storia e le sue espressioni artistiche. Proprio per questo la mostra è costruita in modo tale che, anche chi non conosce le basi dell’argomento, può ricavare, dal confronto di vari pezzi di diverse provenienze, una comprensione ad ampio raggio del periodo medievale della nostra penisola.

Le undici sezioni si compongono di oltre cento opere prodotte dal V all’ XI secolo che mettono in relazione la produzione artistica lucchese con il panorama coevo europeo. Vari materiali vengono presi in esame e valutati secondo una logica dinamica e funzionale, dove ogni sezione è un approfondimento tematico, fedele all’insegnamento di Ragghianti.
Si evidenzia così, attraverso opere come antiche monete, lamine lavorate e dittici d’avorio, il passaggio cruciale fra il Tardo Antico e la civiltà carolingia, per poi approdare agli albori dell’XI secolo con materiali anche preziosi e per questo raramente visibili, come le stoffe di produzione orientale.

Sono presenti anche codici manoscritti, primo fra tutti il bellissimo manoscritto 490 della Biblioteca Capitolare di Lucca, datato al 787, che è una miscellanea realizzata probabilmente da scrittori e decoratori diversi per provenienza e cultura; bellissima la pagina incipit in esposizione, con una’arcata a tutto sesto su colonne decorate a tralci e ovati, che incornicia il cosiddetto Buon Pastore, vestito con corta veste, alti calzari e mantello, e sulle spalle l’agnello sacrificale. La composizione è impreziosita da due pavoni che riempiono le parti angolari della pagina in modo simmetrico.

La scultura ha, ovviamente, una parte da protagonista in questa esposizione. La passione di Ragghianti per la decorazione lapidea decorativa è la spiegazione della presenza in mostra di tante opere di grande e suggestiva bellezza, dall’antica testa femminile dei Musei Capitolini, passando alla stupenda serie di pilastri e plutei di Badia di Cantignano, approdando ai bellissimi plutei e capitelli di Pavia e Spoleto.
Le varie tipologie decorative che sono state argomento di studio profondo da parte di Ragghianti, sono qui raccolte per meglio comprendere l’importanza di questi elementi, che servivano a porre in evidenza i punti chiave dei vari edifici ai quali appartenevano, così da rendere immediatamente comprensibile il loro messaggio, sacro o profano che fosse.

Un’ intera sezione è dedicata poi ai tessuti serici, che giunsero in Italia dall’Oriente portando con loro un apparato iconografico che verrà assorbito e rielaborato nel contesto del Medioevo europeo. Adottate come chiaro segno di potere, ricchezza e sacralità, il gruppo selezionato per la mostra ricopre il periodo dall’VIII al XI secolo e permette di comparare alcuni soggetti elaborati a telaio con i medesimi ma usati in scultura per decorazioni architettoniche, così da rendere evidente il passaggio dei modelli in campi diversi e l’osmosi che c’è stata fra le diverse culture europee.

La parte conclusiva della mostra si dipana fra codici, sculture e monete del periodo tra XI e XII secolo, con un accenno alla nascita della civiltà comunale lucchese, per poi terminare con una scultura in bronzo che rappresenta un leone datata a prima del 1263.
E’ un’opera fusa in un solo pezzo con il procedimento della cera persa, del peso di 11 chilogrammi, che ha il corpo di felino, ma l’incredibile umanizzazione del volto, feroce ed aggressivo, umano e bestiale al contempo, come solo l’uomo, purtroppo, sa esserlo.
L’espressione che l'anonimo artista ha creato suscita sentimenti forti e quasi un senso di sgomento, che portano l’osservatore a girare in modo cauto intorno a questo prezioso manufatto che proviene da una collezione privata.
Forse realizzato per stare sopra ad una colonna, visto che le zampe risultano cave, o comunque su una base marmorea, è uno dei rari esempi di scultura medievale giunti fino a noi e che merita un'attenzione notevole per la sua raffinata manifattura e bellezza ambigua. Da solo vale la visita, credetemi.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Capitello in stucco da Malles
    Museo Civico. Bolzano
  • Codice 490
    Biblioteca capitolare, Lucca
  • Dittico di Aerobindo
    Museo della Cattedrale di Lucca
  • Frammento di bassorilievo con
    profilo di animale, da Corteolona
    Pavia. Museo Archeologico e Sala Longobarda

Courtesy  Fondazione Ragghianti

Mappa

Dove e quando

  • Fino al: - 09 Gennaio, 2011
  • Indirizzo: Complesso monumentale di San Micheletto, via San Micheletto 3, Lucca
  • Sito web

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