A Sondrio per Campi

di Flavia Molinari // pubblicato il 30 Ottobre, 2012

Spesso si desidera respirare aria profumatamente buona, bere fresca acqua di fonte e vedere simpatiche montagne, meta di sciatori o alpinisti più o meno esperti: è allora il caso di fare un salto a Sondrio, la bella cittadina valtellinese dove si trova tutto questo e altro ancora. Così, per stimolare la curiosità e l'interesse verso questo luogo, racconto brevemente la sua storia.
Palazzo Sertoli, Sondrio
Il nome più antico di questa città era Sondrium che significa "terreno fatto lavorare direttamente dal padrone" e ha avuto i suoi natali sicuramente in epoca longobarda; è passata secolo dopo secolo sotto la dominazione di Como, dei Visconti, degli Sforza, poi, con alterne vicende, dei Grigioni divenendone sede del governo, degli spagnoli, dei francesi, dello Stato Pontificio etc.: quel “corridoio valtellinese” era ambitissimo.
Antonia Campi, Portaombrelli giallo-neroDi questo passato tumultuoso rimangono molte testimonianze ma sono i palazzi che ci raccontano ancora di più, anche perché, naturalmente, nel corso dei secoli sono stati modificati e “ammodernati” secondo le tendenze e le necessità del momento.
Per esempio Palazzo Sertoli-Rajna, dall’impianto tipicamente settecentesco per la sua funzionalità nel susseguirsi degli spazi interni, ha le facciate suddivise in maniera seriale, dando luogo ad una una composta eleganza; da qualche anno, dopo un lungo restauro di riqualificazione che ha rivalutato questo raffinato esempio di architettura nobiliare, è diventato la sede espositiva del Credito Valtellinese.

Per rendere omaggio ai novant’anni della concittadina Antonia Campi, queste sale sono state dedicate dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, sino al 18 novembre, a una parte della mostra Le ceramiche di Antonia Campi. Geometrie impossibili, realizzata con la curatela di Andy Pansera e Mariateresa Chirico; il secondo palazzo coinvolto in questa esposizione è quello cinquecentesco Sassi dé Lavizzari, attuale sede del Museo Valtellinese di Storia e Arte.
Antonia Campi, Vaso (C 71)
Lo scopo di queste esposizioni è quello di fare conoscere la raffinata creatività artistica e il continuo desiderio della Campi di muoversi producendo oggetti anche di uso comune ma sempre molto personalizzati nella forma e nei colori; come artista Antonia ha sempre agito con la ricerca di un design essenzialmente diverso e rigoroso per arrivare a oggetti utili ma insoliti, quasi baroccheggianti, nel vero senso della parola.
La mostra vuole mettere in luce la passione e la rabdomantica capacità che l'artista ha nello scegliere, impastare, fecondare le argille con cui crea e anima le sue opere”.
Antonia Campi, Servizio da te gallina
Antonia “Neto”, dopo essersi diplomata all’Accademia di Brera in scultura seguendo i corsi di Francesco Messina, va a lavorare alla Società Ceramica Italiana di Laveno diretta da Guido Andlovitz, al quale succede nel 1962.
Nella sua vita di ceramista ha creato servizi da caffè e da tè, soprammobili, piatti, vasi e persino sanitari facendo diventare il bagno un luogo innovativo e originale, da vivere in piena armonia, arredato con la simpatica eleganza che possono avere le creature dei boschi permeate di forme nuove, riuscendo così ad annullare il noioso rigore asettico di cui erano permeati sino ad allora.
Antonia Campi, Vaso-galloL’artista predilige lavorare con le terre semirefrattarie e la porcellana, che cuocendo a temperature superiori ai 1200°C riescono a diventare leggere e raffinate ma molto resistenti, e persino gli oggetti d’uso quotidiano creati da lei sono sempre una reinterpretazione in chiave scultorea di ciò che deve creare per soddisfare il pubblico attento collezionista delle sue opere.
Nella sua produzione naturalmente si trovano anche pezzi unici che denunciano il suo grande amore per la scultura; come sempre in questi pezzi si nota più facilmente l’attenzione al colore sapientemente distribuito in campiture nette e ben delineate, che riescono a cambiare completamente l’oggetto che rivestono attraverso giochi geometrici particolari che trasformano la sua estetica.
Ormai “Neto” non si occupa più della produzione in serie ma crea opere sempre più caratteristiche, con le quali esprime la felicità di “sfornare” liberamente, come in un gioco pieno di soddisfazione, le sue “creature”.
Chi non riuscirà a raggiungere Sondrio per godere questa mostra potrà vederne una parte a Milano al Museo Diocesano dal 4 dicembre 2012 a gennaio 2013.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Palazzo Sertoli, Sondrio
  2. Antonia Campi, Portaombrelli giallo-nero
  3. Antonia Campi, Vaso (C 71)
  4. Antonia Campi, Servizio da te gallina
  5. Antonia Campi, Vaso-gallo

In copertina:
Antonia Campi, Vaso in ceramica

Sedi:

Galleria Credito Valtellinese
Piazza Quadrivio, 8 - Sondrio

MVSA, Palazzo Sassi de' Lavizzari
Via M. Quadrio, 27 - Sondrio

Mappa

Dove e quando

LE CERAMICHE DI ANTONIA CAMPI Geometrie impossibili

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