XIII Biennale a Carrara

di Elisa Mazzagardi - pubblicato il 09 Agosto, 2008 in Mostre

Una forte componente corporea attraversa e pervade ogni forma d’arte sin dal’antichità. Risalendo dall’antica Grecia al Medioevo per arrivare alla straordinaria potenza fisica dei capolavori di Michelangelo l’interesse rivolto al corpo raggiunge il culmine alla fine degli anni Sessanta quando, con la Body art, il corpo diventa il mezzo di comunicazione e supporto e investe il ruolo di vero e proprio medium.

La percezione del corpo come mezzo espressivo raggiunge negli anni Settanta una tale forza da rendere impossibile uno scavalcamento, e si colloca come mezzo prediletto per l’analisi dell’interiorità.

E forse varrebbe la pena di valutare, anche da un punto di vista sociologico, l’evolversi del rapporto tra l’Io artistico e l’Io fisico nell’epoca della globalizzazione e riflettere sull’uso di performance artistiche legate al movimento del corpo. Come si è visto anche in apertura dei giochi olimpici di Pechino.

A quarant’anni dalle prime pratiche bodyartiste il gioco e l’arte sulla figura umana conquistano nuovamente centralità nella XII Biennale di Scultura Internazionale di Carrara intitolata Nient’altro che scultura. Nothing but sculpture e in particolare nella grande sezione dedicata alle Nuove Statue.

Tra realismo e iperrealismo tra materiali tradizionali e supporti sintetici la figura umana trova una sua nuova declinazione quasi sempre volta a spiazzare, imbarazzare, stupire e coinvolgere emotivamente il riguardante.

Le nuove statue hanno perso il valore sacrale, funzionalità di simboli alludenti alla superiorità, ma rivestono di importanza un corpo nudo o il corpo di un animale.

Ricordo tra simulacri anticonformisti e meditativi Kiki Smith da sempre interessata a tematiche identitarie pur mediate dal gioco sulla favola e Lucio Perone autore di figurette scolpite nel legno e ricoperte di vernice industriale.

Ma la Biennale di Carrara di Francesco Poli visitabile fino al 28 di settembre si dimostra aperta a tutte le forme di indagine artistica dedicando un importante spazio a lavori fotografici e di video istallazione di artisti che hanno utilizzato il loro corpo in tensione vitale e plastica.

Non poteva mancare nella sezione Scultura Come Corpo Vivente Marina Abramovic impegnata sin dagli anni settanta in un’intima analisi delle potenzialità del corpo.

Nell’ultima sezione intitolata La forza attuale del marmo non manca un omaggio all’importanza artistica di questo materiale di cui Carrara è ancora oggi la maggiore produttrice al mondo. Tra gli altri, non può non colpirmi la straordinaria Louise Bourgeois che narra e racconta storie nel doloroso assemblaggio di corpi e oggetti comuni trovando nella forza espressiva del marmo supporto funzionale alla collocazione in un tempo indefinito delle sue creature fantastiche.

La Biennale promossa dal Comune di Carrara, dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Carrara con la partecipazione della Regione Toscana e dell’Accademia di Belle Arti di Carrara dal 1957 riconferma il forte legame della città con l’arte plastica e si dimostra iniziativa d’eccezione in ambito italiano recando infine un doveroso tributo alla memoria di Mario Merz e Giulio Paolini (catalogo edito da Silvana).

Tutto questo a riconfermare ancora una volta che la grande scultura nel 2008 è tutt’altro che dimenticata.

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