Villa Erba
di // pubblicato il 16 Maggio, 2008
Di Gian Luigi Zucchini
Villa Erba, stupenda costruzione ottocentesca sul lago di Como, è immersa nel verde di un ampio parco folto di verde e di alberi secolari che si alternano ad aiuole fiorite.
Fu dimora della madre di Luchino Visconti, e lo stesso regista vi trascorse l’ultimo tempo della sua vita, quando, colpito dalla malattia, si ritirò nel silenzio delle splendide sale.

Si succedono nella memoria le luci di “Morte a Venezia”, i fasti del “Gattopardo”, il lento passo della morte che avverte del suo arrivo in “Gruppo di famiglia in un interno”.
Aspetti ed emozioni che si colgono soprattutto ora, in quanto, dal 17 al 25 maggio, le sale si sono aperte per accogliere una vasta produzione d’arte, con dipinti che vanno dalla seconda metà del secolo XIX all’inizio del XX.
È un’esposizione legata al collezionismo di qualità, finalizzata a presentare quanto al momento il mercato è in grado di offrire, dedicato ad un periodo che sta avendo alte quotazioni poiché felicemente rivalutato e sempre più apprezzato dalla critica. Un periodo che, trascurato come poco interessante e scarsamente innovativo, viene ora più attentamente considerato, attirando quindi l’interesse di collezionisti che intendono qualificare ulteriormente le loro collezioni, ma anche di interessati e di amanti dell’arte, che vogliono cogliere questa occasione per ammirare una scelta davvero amplissima e consistente di opere, tra le quali i capolavori certamente non mancano. 
La rassegna comprende 600 opere, tra cui spiccano non pochi nomi di prestigio. Non è possibile ovviamente citarli tutti, ma credo basti un assaggio per far trapelare non solo la qualità ma l’importanza dell’esposizione.
Si può intanto citare “Il cappellino nuovo” di Boldini, che ritrae, nel dipinto, l’attrice Lina Cavalieri, una delle “femmes fatales” di quel periodo che fu poi definito ‘Belle Epoque’; una luminosissima veduta di ‘Capri’ di Giacinto Gigante, l’insuperabile maestro napoletano che fece parte della Scuola di Posillipo, e che, spesso colpevolmente trascurato dalla critica, ora sta di nuovo assumendo quel ruolo importante di qualificato artista con cui fu caratterizzato in vita; il delizioso dipinto di Odoardo Borrani, macchiaiolo tra i più interessanti, dal titolo “Pescatore sull’Arno alla Casaccia”; poi, sempre per restare nell’ambito macchiaiolo, “Esercizi di cavalleria” di G. Fattori, “Thécle” di Federico Zandomeneghi, e “Cielo e acqua” di B. Ciardi, dove la poetica dei macchiaioli impasta la tenera luce veneziana, sua terra natale, con quella più intensamente suggestiva della macchia.

Ed ancora, per concludere, opere del divisionista Previati, di Filippo Carcano, precursore del naturalismo lombardo tipico di fine Ottocento, alcune opere di Giuseppe de Nittis, e molte, molte altre ancora, provenienti dalle più importanti gallerie d’arte italiane, mentre uno spazio particolare è dedicato, a completamento della rassegna, all’editoria specializzata, con la partecipazione di Allemandi, la casa editrice che pubblica libri d’arte e cataloghi di alta qualità per contenuti e per nitore di stampa e di riproduzione delle opere.
Gian Luigi Zucchini