Venezia: ‘Sequence 1’  a Palazzo Grassi

di Cinzia Colzi // pubblicato il 03 Maggio, 2007

Le ore di treno per raggiungere Venezia volano via sempre velocissime: forse sarà il grande fascino capace di scatenarmi Palazzo Grassi per tutte le vicende di vita vissuta durante la sua storia o perché ero incredibilmente curiosa di assistere all?anteprima di ?Sequence 1. Pittura e Scultura nella Collezione Fran?ois Pinault? che inaugura una nuova serie espositiva dedicata all?arte contemporanea, debuttando domenica 5 maggio 2007 e sarà visitabile fino al prossimo 11 novembre (www.palazzograssi.it)



Si tratta della prima esposizione, di una serie,?dedicata ai segni distintivi e ai punti di forza della collezione di arte contemporanea di Fran?ois Pinault e,?le mostre Sequence, diverranno appuntamenti regolari nel calendario di Palazzo Grassi testimoniando proprio la passione e il profondo impegno di Fran?ois Pinault nei confronti di?artisti i cui importanti insiemi monografici caratterizzano la collezione Pinault e ne diverranno il cuore delle esposizioni.

"Sequence 1", curata da Alison M. Gingeras, ha selezionato opere di sedici artisti :
Kristin Baker Americana, nata nel 1975; vive e lavora a New York Roberto Cuoghi Italiano, nato nel 1973; vive e lavora a Milano
Marlene Dumas Sudafricana, nata nel 1953; vive e lavora ad Amsterdam
Urs Fischer Svizzero, nato nel 1973; vive e lavora a New York Robert Gober Americano, nato nel 1954; vive e lavora a New York
Subodh Gupta Indiano, nato nel 1964; vive e lavora a New Delhi
David Hammons Americano, nato nel 1943; vive e lavora a Brooklyn
Mike Kelley Americano, nato nel 1954; vive e lavora a Los Angeles
Louise Lawler Americana, nata nel 1947; vive e lavora a New York
Takashi Murakami Giapponese, nato nel 1962; vive e lavora a Tokyo
Laura Owens Americana, nata nel 1970; vive e lavora a Los Angeles
Richard Prince Americano, nato nel 1949; vive e lavora a Renselierville, New York
Martial Raysse Francese, nato nel 1936; vive e lavora in Dordogne
Anselm Reyle Tedesco, nato nel 1970; vive e lavora a Berlino
Rudolf Stingel Italiano, nato nel 1956; vive e lavora a New York e Merano
Franz West Austriaco, nato nel 1947; vive e lavora a Vienna

appartenenti a diverse generazioni,?il cui talento si esprime in larga misura in pittura o in scultura ricordandoci come i?contemporanei non hanno mai abbandonato le discipline apparentemente ?tradizionali?, ma scegliendo di modificarle con costanti revisioni concettuali e tecniche in continua evoluzione e dove il principio di artigianalità si manifesta attraverso tutti i generi creativi.

In?"Sequence 1" si evidenziano?questi molteplici approcci, spaziando liberamente dall?olio e/o acrilico su tela a revisioni sperimentali del ?pittorico?.
In rappresentanza dello schieramento ?tradizionale?, varie sono dedicate a opere emblematiche di Martial Raysse, Laura Owens, Marlene Dumas, Takashi Murakami, e Richard Prince. Nonostante le tecniche più ?convenzionali?, ciascuno di questi artisti rivisita con un?autoriflessione varie pietre di paragone della storia della pittura illustrando l?enorme ricchezza di possibilità tuttora offerta dalla raffigurazione pittorica.
Sul versante sperimentale, artisti come Rudolf Stingel esplorano ?l?idea? della pittura attraverso una sintesi di installazione ambientale, process art, e ?dipinti?convenzionali.
Una generazione più giovane di artisti, qui rappresentati da Kristin Baker e Roberto Cuoghi, adottano tecniche ed uso innovativo di materiali per creare ?opere pittoriche? in bilico tra astrazione e figurazione. Infine, Urs Fischer e Anselm Reyle, più conosciuti per le loro opere scultoree, utilizzano nei loro ?dipinti? una gamma di metodi di collage e assemblaggio tridimensionale esplorando ulteriormente le preoccupazioni formali e concettuali che sono il tema centrale del loro lavoro bi e tridimensionale.



Stesso concetto per la scultura dove "Sequence 1" evidenzia gli approcci polivalenti alla scultura contemporanea contemplati dalla Collezione Fran?ois Pinault dove?gli assemblaggi di oggetti di scarto di David Hammons trascendono i confini stabiliti dalla storia dell?arte, e coniugano riferimenti sociologici e una visione poetica della vita urbana con il retaggio del dadaismo, dell?Arte Povera e della Pop Art. Analogamente, potrebbe essere usata ?Pop Povera? per descrivere opere basate su oggetti di Urs Fischer, che fonde materiali umili, fatti a mano, oggetti trovati, e una sapiente padronanza della dimensione per produrre sensazionali sculture come la monumentale Jet Set Lady, 2000?5, che domina l?ingresso di Palazzo Grassi.
Artisti come Mike Kelley e Robert Gober usano banali oggetti della vita quotidiana (trovati o fabbricati con cura) per sondare le profondità del nostro inconscio collettivo e?la loro psiche personale.
Sebbene meticolosamente fatte a mano, le sculture di Gober sono realizzate in modo da sembrare più ?reali? possibile; l?insistenza sulla riproduzione di oggetti collegati al suo passato intensifica la carica emozionale e psichica delle sue sculture e delle sue ossessive installazioni ambientali. Come Gober, Kelley si serve di oggetti per raccontare una storia, anche se spesso estende le sue intense opere scultoree nel regno della performance, come nel suo capolavoro Extracurricular Activity Projective Reconstruction #1 (Domestic Scene), 2000.
Nel lavoro di Franz West e Anselm Reyle, si scorge l?eredità scultorea del formalismo europeo e del primo modernismo. West, uno degli artisti più anziani della mostra, si avvicina alla scultura in reazione all?azionismo viennese e all?astrazione europea del dopoguerra. Le sue caratteristiche sculture in papier-m?ché, collocate su basi, piedestalli, o tavoli, coniugano forme antropomorfiche tridimensionali e colorata pittura astratta gestuale. Oltre che per queste ?autonome? sculture, West è famoso per i suoi pezzi di arredamento, destinati a offrire al pubblico uno spazio in cui sedersi, contemplare, o semplicemente oziare.
Debitore a West, nonché a un eclettico ordine di astrazionisti del ventesimo secolo come Blinky Palermo, Ellsworth Kelly, Richard Tuttle e Otto Freundlich, Anselm Reyle cerca di resuscitare un intero repertorio di stili associati al primo modernismo. Che usi campi monocromatici di colore, sgocciolature gestuali, bronzo colorato intensamente laccato, tubi al neon, o pigmenti fluorescenti, le sue sculture e i sui dipinti futuristici, post-punk, raccolgono senza vergogna l?eredità del formalismo.

"Sequence?1" presenta una sintetica rassegna del variegato lavoro artistico di Reyle. Nuove opere su commissione e Progetti speciali, a integrazione della Collezione, sono state commissionate appositamente per questa mostra di Palazzo Grassi e concludo lasciando la parola alla Curatrice, Alison M. Gingeras: ?Gli artisti selezionati per Sequence 1 sono tutti risoluti produttori. Se la tecnica dell?arte contemporanea è stata influenzata in modo irreversibile dalla duplice eredità del ready-made duchampiano e dell?insistenza minimalista sulla fabbricazione industriale, le opere della mostra mettono in luce la presenza della ?mano? dell?artista presentando una gamma eterogenea di artisti che si basano ancora su varie espressioni di ?craft art? ampliando il campo tradizionale della pittura e della scultura con nuove interpretazioni originali e invenzioni.?

 

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